SCRUTATIO

Lunedi, 31 agosto 2026 - San Giuseppe d'Arimatea ( Letture di oggi)

Lettera agli Ebrei 4


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA CEI 1974
1 Temiamo, dunque, che, mentre è lasciata la promessa d’entrare nel suo riposo, non si veda qualcuno di voi essere restato indietro.1 Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso.
2 Poiché anche a noi, come a quelli, è stata data una buona novella; ma non giovò a loro la parola udita, non essendosi congiunta, per la fede, agli uditori.2 Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato.
3 Entriamo, infatti, nel riposo noi agli abbiamo creduto, secondo che egli ha detto: Così giurai nell’ira mia: Non entreranno nel mio riposo! E questo, quantunque le sue opere fossero compiute con la creazione del mondo.3 Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto:

'Sicché ho giurato nella mia ira:
Non entreranno nel mio riposo!'

Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo.
4 Del settimo giorno, infatti, in un certo luogo ha detto così: E nel settimo giorno si riposò Iddio da tutte le sue opere.4 Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: 'E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue'.
5 E qui di nuovo: Non entreranno nel mio riposo.5 E ancora in questo passo: 'Non entreranno nel mio riposo!'
6 Poiché, dunque, rimane ancora che alcuni vi entrino, e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono per la loro disobbedienza,6 Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza,
7 fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo tanto tempo dopo in Davide, come sopra s’è detto: Oggi, se udite la voce di lui, non indurate i vostri cuori.7 egli fissa di nuovo un giorno, 'oggi', dicendo in Davide dopo tanto tempo:

'Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori!'

8 Chè, se Giosuè avesse loro procurato il riposo, non avrebbe parlato, dopo ciò, di un altro giorno.8 Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno.
9 Resta, pertanto, un riposo sabbatico per il popolo di Dio.9 È dunque riservato ancora un riposo sabatico per il popolo di Dio.
10 Chi, infatti, è entrato nel riposo di lui, s’è riposato anch’egli dalle opere sue, come Dio dalle proprie.10 Chi è entrato infatti nel suo riposo, riposa anch'egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie.
11 Affrettiamoci, dunque, a entrare in quel riposo, affinché non s’abbia a cadere nella stessa forma di disobbedienza.11 Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.
12 Poiché viva è la parola di Dio ed efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio e penetrante fino a divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e capace di discernere i sentimenti e i pensieri del cuore;12 Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.
13 e non c’è creatura alcuna nascosta davanti ad essa, ma ogni creatura è nuda e scoperta agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.13 Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.

14 Avendo noi, pertanto, un sommo sacerdote grande che ha penetrato i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, teniamo ferma la confessione.14 Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede.
15 Non abbiamo, infatti, un sommo sacerdote che non possa compatire le nostre infermità, bensì uno che, alla stessa guisa di noi, è stato provato in tutto, tranne il peccato.15 Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato.
16 Accostiamoci, perciò, con sicurezza al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia di soccorso al tempo opportuno.16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.