SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Lettera agli Ebrei 12


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Il nostro agone

1Orbene anche noi, avendo intorno una così grande nube di testimoni, sbarazzatici d’ogni impaccio e del peccato che facilmente irretisce, con paziente perseveranza corriamo l’agone a noi proposto,2levando lo sguardo all’autore e consumatore della fede, Gesù, il quale, per la gioia a lui proposta, tollerò la croce, sprezzatane l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio.3Riflettete, infatti, a colui che ha sostenuto una così grande ostilità contro di sé da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo.

Pedagogia divina

4Non avete ancora resistito fino al sangue lottando contro il peccato,5e avete dimenticata l'esortazione la quale con voi discorre come figli: Figlio mio, non tenere in poco conto la correzione del Signore né ti scoraggiare quando sei ripreso da lui.6Il Signore, infatti, castiga colui che egli ama e sferza ogni figliolo che egli accoglie.7Per correzione voi soffrite. Come con figli si diporta con voi Iddio: e qual è il figlio che il padre non corregge?8Ma se voi siete esenti da correzione, della quale tutti hanno avuta la propria parte, bastardi siete, dunque, non figli!9Inoltre, noi avevamo un tempo come correttori i nostri padri carnali e li rispettavamo: non ci assoggetteremo tanto più al Padre degli spiriti, per avere la vita?10Quelli, in effetto, per breve tempo e secondo che loro pareva bene ci correggevano; lui, invece, per il nostro meglio, affinché siamo partecipi della sua santità.11Invero, ogni correzione sembra, al momento, motivo non di gioia ma di dolore; ma apporta poi a coloro che per essa sono stati esercitati un pacifico frutto di giustizia.12Perciò rinfrancate le mani infiacchite e le ginocchia indebolite13e movete bene i vostri passi, affinché il piede zoppo non abbia a slogarsi, ma piuttosto sia risanato.

Fedeltà alla grazia

14Perseguite la pace con tutti e la santificazione, senza della quale nessuno vedrà il Signore;15vegliando che nessuno venga a mancare alla grazia di Dio né alcuna radice d’amarezza, sviluppandosi, porti disordine e per essa un gran numero siano contaminati;16che non ci sia qualcuno impudico o profano, come Esaù, che in cambio di una sola vivanda vendette i propri diritti di primogenito.17Sapete bene che, in seguito, quando volle ereditare la benedizione, fu rigettato — chè non trovò luogo a pentimento — pure avendola sollecitata con lacrime.

Sinai e Sion

18Non vi siete, infatti, accostati a un fuoco tangibile e ardente, né ad oscurità, tenebra e procella,19a squillo di tromba e suono di parole, tale che quelli che l’udirono scongiurarono che non si parlasse loro più oltre.20Poiché non sopportavano l’intimazione: Se anche una bestia tocca il monte, sarà lapidata.21E — tanto era spaventosa quella scena! — Mosè disse: «Sono sbigottito e tremante».22Vi siete, invece, accostati al monte Sion e alla città di Dio vivente, la Gerusalemme celeste, a miriadi di angeli, ceto festoso,23e alla Chiesa dei primogeniti, iscritti nei cieli, e a Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti24e al mediatore della nuova alleanza, Gesù, e al sangue d’aspersione che parla meglio di quello d’Abele.

Ascoltiamo Colui che ci parla dal cielo

25Badate di non rifiutare colui che parla. Se quelli, infatti, non trovarono scampo -per avere rifiutato colui che dava oracoli sulla terra, molto meno noi, se voltiamo le spalle a chi dà oracoli dal cielo!26La voce del quale scosse allora la terra; adesso poi egli ha fatto una promessa dicendo: Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo.27L’ancora una volta esprime il trapasso delle cose che vengono scosse, in quanto create, affinché restino quelle che non vengono scosse.28Perciò, ricevendo noi un regno incrollabile; facciamo sì d’avere grazia, mediante la quale serviamo a Dio in modo accetto, con riverenza e timore;29e infatti il Dio nostro è fuoco divoratore.