SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Deuteronomio 9


font

Lezioni di umiltà

1«Ascolta, Israele: oggi tu stai passando il Giordano per entrare e cacciare nazioni più grandi e più potenti di te e conquistare città grandi e fortificate fino al cielo;2un popolo potente e alto come sono i figli degli Anakiti che tu conosci e dei quali hai sentito dire: “Chi può resistere ai figli di Anak?”.3Oggi, sappi che è Jahvè tuo Dio, è lui che passerà davanti a te come un fuoco divoratore: è lui che li sterminerà ed è lui che te li sottometterà; tu li caccerai e li distruggerai prontamente come ti ha promesso Jahvè.4Quando Jahvè tuo Dio li caccerà dinanzi a te, non dire nel tuo cuore: “A causa della mia giustizia Jahvè mi ha introdotto per prendere possesso di questa terra”. Invece Jahvè caccia quelle nazioni dinanzi a te a causa della loro perversità.5Tu entri in possesso della loro terra non per la tua giustizia, né per la rettitudine del tuo cuore, ma Jahvè le caccia davanti a te per la perversità di quelle nazioni e per mantenere la parola che ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe.6Sappi che Jahvè sta per metterti in possesso di questa terra buona, non per la tua giustizia, perché infatti sei un popolo dal collo inflessibile.

Sguardo alla storia

7Ricorda, non dimenticare che nel deserto hai irritato Jahvè tuo Dio; siete stati ribelli verso Jahvè da quando siete usciti dalla terra d’Egitto fino al vostro arrivo in questo luogo.8All’Horeb avete irritato Jahvè e Jahvè si è così adirato contro di voi che voleva distruggervi9quando io ero salito sul monte per prendere le tavole di pietra, tavole dell’alleanza che Jahvè aveva stretto con voi, ed ero restato sul monte quaranta giorni e quaranta notti senza mangiare pane e senza bere acqua,10e Jahvè mi aveva dato le due tavole di pietra, scritte dal dito di Dio e sulle quali erano tutte le parole che Jahvè mi aveva detto sul monte, in mezzo al fuoco, nel giorno dell’assemblea.11Al termine dei quaranta giorni e delle quaranta notti Jahvè mi consegnò le due tavole di pietra, le tavole dell’alleanza,12dicendo: “Alzati, discendi in fretta di qui: il popolo che tu hai fatto uscire dall’Egitto ha prevaricato. Hanno deviato subito dalla via che avevo loro prescritto e si sono fatti un idolo di metallo fuso”.13E Jahvè aggiunse: “Vedo che questo popolo è un popolo dal collo inflessibile.14Lasciami, li voglio distruggere e voglio cancellare il loro nome sotto il cielo. Voglio fare di te una nazione più numerosa e potente di quello”.15Mi voltai e discesi dal monte e il monte era ancora in fiamme, le due tavole dell’alleanza erano nelle mie mani.16Guardai ed ecco, avevate peccato contro Jahvè vostro Dio e vi eravate fatti un vitello di metallo fuso: assai presto avevate deviato dalla via che Jahvè vi aveva prescritto.17Afferrai le due tavole, le scagliai “con le mani, le spezzai sotto i vostri occhi18e mi gettai al cospetto di Jahvè: come la prima volta, per quaranta giorni e quaranta notti non mangiai pane e non bevvi acqua, a causa del peccato che voi avevate commesso facendo il male agli occhi di Jahvè, per rattristarlo.19Poiché io ero atterrito alla vista della collera e dell’indignazione, di: cui Jahvè era adirato contro di voi, così da volervi distruggere. Ma anche questa volta Jahvè mi ascoltò.20Jahvè si era tanto irritato anche contro Aronne che lo voleva distruggere; anche allora io intercedetti in suo favore.21Presi l’oggetto del peccato che voi avevate commesso, cioè il vitello, lo bruciai nel fuoco, lo spezzai, lo ridussi interamente in polvere minuta e gettai la polvere nel torrente che discende dal monte.22Anche a Tabera, a Massa e a Kibrot-Hattaava avete irritato Jahvè;23e quando Jahvè volle farvi partire da Kadesh-Barne dicendo: “Salite e prendete possesso della terra che vi ho dato”, vi siete ribellati contro la bocca di Jahvè vostro Dio, non gli avete creduto, né avete ascoltato la sua voce.24Voi foste ribelli a Jahvè da quando vi ha conosciuto.25Mi gettai dunque al cospetto di Jahvè e rimasi prostrato quei quaranta giorni e quelle quaranta notti perché Jahvè disse che vi voleva distruggere.26Intercedetti presso Jahvè e dissi: “Signore Jahvè, non distruggere il tuo popolo, la tua eredità, che hai redento con la tua grandezza, che con mano potente hai fatto uscire dall’Egitto.27Ricorda i tuoi servitori, Abramo, Isacco, Giacobbe e non guardare l’indocilità di questo popolo, la sua perversità e il suo peccato,28affinché, nella terra donde ci hai fatto uscire, non si dica: Jahvè non ha potuto introdurli nella terra che aveva loro promesso e per odio contro di loro li ha fatti uscire per farli poi morire nel deserto.29Essi sono il tuo popolo e la tua eredità, che tu hai fatto uscire con la tua grande forza e con il tuo braccio teso”».