SCRUTATIO

Sabato, 4 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Levitico 21


font

Norme per la santità dei sacerdoti

1Jahvè si rivolse a Mosè: «Parla ai sacerdoti, figli di Aronne, di’ loro:“Nessuno deve rendersi imparo con il contatto del cadavere di uno della sua parentela,2fatta eccezione per i più stretti congiunti: il padre, la madre, il figlio, la figlia, il fratello;3per una sorella vergine e quindi ancora a lui congiunta perché non è appartenuta a un uomo, potrà rendersi impuro.4Non deve rendersi impuro per una donna sposata della sua parentela: si contaminerebbe.5Non si faranno tonsura sul capo, non si raderanno il pizzo della barba né si faranno incisioni sul corpo.6Saranno sacri al loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio, poiché essi offrono i sacrifici di fuoco per Jahvè, il pane del loro Dio e devono perciò essere santi.7Non sposeranno una prostituta o contaminata né una ripudiata dal marito, poiché il sacerdote è sacro al suo Dio.8Tu lo considererai come sacro perché offre il pane del tuo Dio: per te sarà santo, poiché santo sono io, Jahvè, che li santifico.9La figlia di un sacerdote che si contamina prostituendosi contamina suo padre e deve essere bruciata nel fuoco.10Il sacerdote che ha la preminenza sui suoi fratelli — quello sulla cui testa fu versato l’olio dell’unzione, che fu investito dell’ufficio indossando le vesti sacre — lascerà sciolti i capelli, non si straccerà le vesti,11né si accosterà ad alcun cadavere: non si renderà impuro né per il padre né per la madre.12Non uscirà dal santuario e non contaminerà il santuario del suo Dio, poiché porta il diadema sacro e l’olio dell’unzione del suo Dio. Io sono Jahvè.13Egli sposerà una donna ancora vergine;14non sposerà né una vedova né una ripudiata né una contaminata né una prostituta ma potrà sposare soltanto una vergine della sua parentela;15così non contaminerà tra la sua parentela la propria discendenza. Io sono Jahvè che lo sanifico”».

Impedimenti al sacerdozio

16Jahvè si rivolse a Mosè:17«Dì ad Aronne: “Per l’avvenire, nessuno della tua discendenza si accosti ad offrire il pane del suo Dio se ha un difetto.18Non deve, infatti, avvicinarsi chiunque abbia uno di questi difetti: cieco, zoppo, mutilato, deforme,19un uomo che abbia una mutato piedi o alle mani,20gobbo, consunto, affetto da albugine, da scabbia, da piaghe purulente, colui che abbia i testicoli schiacciati.21Chiunque dei discendenti del sacerdote Aronne abbia qualche difetto non sì potrà avvicinare per offrire i sacrifici di fuoco per Jahvè: ha un difetto e non deve avvicinarsi per offrire il pane del suo Dio.22Potrà mangiare il pane del suo Dio, cioè le offerte sacrosante e le offerte sacre,23ma non verrà presso il velo né si avvicinerà all’altare perché ha un difetto; così non contaminerà il mio santuario. Poiché sono io, Jahvè, che li santifico”».24Mosè riferì ad Aronne, ai suoi figli e a tutti i figli di Israele.