SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Lettera agli Ebrei 2


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Accogliere la salvezza

1Perciò dobbiamo attendere noi con più diligenza alle cose udite, chè non ci accada di andare alla deriva.2Poiché, se la parola annunciata per mezzo degli angeli divenne ferma e ogni trasgressione e disobbedienza ricevette giusta retribuzione,3come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? la quale, annunciata prima dal Signore, fu confermata a noi da quelli che udirono,4concorrendo Dio a testimoniare con segni e prodigi e svariate manifestazioni di potenza e con doni dello Spirito Santo ripartiti secondo la sua volontà.

Tutto è assoggettato a Gesù

5Non agli angeli, infatti, ha sottomesso il mondo futuro del quale parliamo.6Così ha testimoniato qualcuno, in un certo luogo, dicendo: Che cosa è l’uomo che tu te ne ricordi o il figlio dell’uomo che tu lo riguardi?7L’hai fatto per poco più piccolo degli angeli, di gloria e d’onore l’hai coronato,8tutto hai assoggettato ai suoi piedi. Dicendo che tutto è assoggettato a lui, nulla ha lasciato a lui non soggetto. Ora, però, non vediamo ancora assoggettate a lui tutte le cose;9ma colui che per poco fu fatto minore degli angeli, Gesù, noi lo vediamo coronato d’onore e di gloria a causa della morte che ha sofferto, affinché, per grazia di Dio, a vantaggio d’ognuno gustasse la morte.

ma conveniva che egli soffrisse

10Era conveniente, infatti, che colui per il quale e per opera del quale ogni cosa esiste, nel condurre molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante sofferenze l’autore della loro salute.11Poiché il santificante e i santificati, tutti sono da un solo. Per la qual cosa egli non arrossisce di chiamarli fratelli dicendo:12Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all’assemblea inneggerò a te.13E inoltre: To confiderò in lui. E ancora: Eccoci, io e i figlioli che m'ha dato Iddio.14Poiché, dunque, i figlioli hanno comune il sangue e la carne, anch’egli, alla stessa guisa, ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte aveva il potere, cioè il diavolo,15e affrancare quanti, per timore della morte, durante tutta la vita erano soggetti a schiavitù.16Che, certo, non agli angeli viene in aiuto, ma alla stirpe d’Abramo.17Perciò doveva essere assimilato in tutto ai fratelli, per divenire pontefice misericordioso e fedele nelle cose riguardanti Dio, al fine d’espiare i peccati del popolo.18Appunto perché egli stesso ha patito nel venir messo alla prova, è in grado di soccorrere coloro che vengono provati.