SCRUTATIO

Domenica, 21 giugno 2026 - San Ettore ( Letture di oggi)

Qoelet 4


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA CEI 2008
1 Ritornai a considerare tutte le angherie che si fanno sotto il sole. Ecco: piangono gli oppressi nè alcuno li consola: da parte degli oppressori sta la violenza, ma per quelli nessun conforto.1 Tornai poi a considerare tutte le oppressioni che si fanno sotto il sole. Ecco le lacrime degli oppressi e non c’è chi li consoli; dalla parte dei loro oppressori sta la violenza, ma non c’è chi li consoli.
2 Allora proclamai beati i trapassati che già sono morti, più dei vivi che sono ancora in vita;2 Allora ho proclamato felici i morti, ormai trapassati, più dei viventi che sono ancora in vita;
3 ma ancora più felice degli uni e degli altri è colui che ancora non è, che non vede le bricconerie che si fanno sotto il sole.3 ma più felice degli uni e degli altri chi ancora non esiste, e non ha visto le azioni malvagie che si fanno sotto il sole.
4 Così ho osservato che tutto lo studio per diventare abili nel lavoro non è che invidia, l’uno per l’altro: anche questo è vanità e fiato sprecato.4 Ho osservato anche che ogni fatica e ogni successo ottenuto non sono che invidia dell’uno verso l’altro. Anche questo è vanità, un correre dietro al vento.
5 Lo stolto incrocia le braccia e si mangia la carne:5 Lo stolto incrocia le sue braccia
e divora la sua carne.
6 « È meglio una manciata sola senza far niente che due con sudore e fiato grosso ».6 Meglio una manciata guadagnata con calma
che due manciate con tormento e una corsa dietro al vento.
7 E ho visto un’altra vanità sotto il sole:7 E tornai a considerare quest’altra vanità sotto il sole:
8 un tale è solo e non ha credi il sole; senza figli o fratelli: tuttavia al suo lavoro non c’è mai fine, nè i suoi occhi si saziano di ricchezze: « Ma per chi mi affatico, mi privo di ogni godimento? », Anche questo è vanità e gramo affannarsi.8 il caso di chi è solo e non ha nessuno, né figlio né fratello. Eppure non smette mai di faticare, né il suo occhio è mai sazio di ricchezza: «Per chi mi affatico e mi privo dei beni?». Anche questo è vanità e un’occupazione gravosa.
9 Due stanno meglio di uno, perchè ricavano buon frutto dal loro lavoro.9 Meglio essere in due che uno solo, perché otterranno migliore compenso per la loro fatica.
10 Perchè se cadono, l’uno risolleva l’altro: ma guai a chi è solo, quando cade e non c’è il secondo che lo sostenga,10 Infatti, se cadono, l’uno rialza l’altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi.
11 Inoltre, se due dormono insieme, si scaldano: ma chi è solo, come si scalda?11 Inoltre, se si dorme in due, si sta caldi; ma uno solo come fa a riscaldarsi?
12 Che se uno assale, due gli possono resistere e la fune a tre capi non si rompe facilmente.12 Se uno è aggredito, in due possono resistere: una corda a tre capi non si rompe tanto presto.
13 Meglio un giovane povero ma saggio che un re vecchio ma stolto, che non sa più approfittare dei consigli.13 Meglio un giovane povero ma accorto,
che un re vecchio e stolto,
che non sa più accettare consigli.
14 Infatti quegli potrebbe uscire dal carcere per regnare, benchè nato povero, sotto il regno di quest’ultimo.14 Il giovane infatti può uscire di prigione ed essere fatto re, anche se, mentre quello regnava, era nato povero.
15 E già mi par di vedere tutti i vivi che camminano sotto il sole andar dietro al giovane che gli successe:15 Ho visto tutti i viventi che si muovono sotto il sole stare con quel giovane, che era subentrato al re.
16 moltitudine senza fine quella di cui è capo; ma coloro che verranno dopo non se ne rallegreranno.Anche questo è vanità e fiato sprecato.16 Era una folla immensa quella che gli stava davanti. Ma coloro che verranno dopo non si rallegreranno neppure di lui. Anche questo è vanità, un correre dietro al vento.
17 Controlla il tuo piede quando vai al tempio di Dio, poichè accostarsi con animo docile vale più del sacrificio offerto dagli stolti che non sanno e quindi fanno male.17 Bada ai tuoi passi quando ti rechi alla casa di Dio. Avvicìnati per ascoltare piuttosto che offrire sacrifici, come fanno gli stolti, i quali non sanno di fare del male.