SCRUTATIO

Lunedi, 8 giugno 2026 - San Medardo ( Letture di oggi)

Qoelet 9


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1Infatti ponderai tutto ciò nel mio cuore, e tutto vidi nella mia mente: vale a dire che giusti, sapienti e le loro opere sono nelle mani di Dio. Sia favore o disgrazia, nessuno lo sa: tutto è posto in suo potere.2Per tutti una sorte unica: per i giusti e malvagi, per i puri e contaminati, per chi fa sacrificio e per chi non ne fa, tanto per i buoni che per i cattivi, per chi ha sempre in bocca il giuramento e per chi teme di giurare.3Questa è la vera disdetta fra tutte le cose che sì fanno sotto il sole: che per tutti c’è una sorte unica e che del resto il cuore dell’uomo è pieno di cattiveria: e, mentre sono vivi, sono pieni di stupidità e poi, all’altro mondo!4E chi è il preferito? Chi vive ha una qualche speranza: infatti è meglio un cane vivo che un leone morto.5I vivi almeno sanno che dovranno morire, ma i morti non sanno niente nè possono meritare alcunchè e la loro memoria passa all’oblio.6Per loro, amore e odio e invidia sono già finiti e non avranno più parte in ciò che accade sotto il sole.7Su, mangia allegramente il tuo pane e di buon umore bevi il tuo vino, perchè a Dio è piaciuta la tua opera.8Siano sempre bianche le tue vesti e al tuo capo non manchi il profumo.9Godi la vita con la donna che ami, per tutta la durata della tua fuggevole vita, che a te è elargita sotto il sole. Questa infatti è la tua sorte nella vita e nei travagli che sostieni sotto il sole.10Tutto ciò che la tua mano trova da fare, eseguiscilo meglio che puoi: infatti non ci saranno più nè attività nè ragioni nè scienza nè sapienza nello Sheol, dove tu vai.11Inoltre, di nuovo ho osservato sotto il sole che il correre non è dei veloci nè il combattere dei forti nè il pane dei sapienti, nè la ricchezza degli astuti nè il favore degli intelligenti, ma che il tempo e il caso rovinano tutti.12Nè l’uomo conosce la sua ora: come pesci che incappano in un maledetta e come uccelli presi al laccio, così gli uomini sono catturati dalle disavventure che d’improvviso li assalgono.13Ho appreso anche ciò in fatto di sotto di saggezza sotto il sole e mi parve qualcosa veramente grande.14c’era una piccola città e pochi uomini in essa; le venne contro un re potente e la cinse d’assedio e contro di essa costruì formidabili baluardi.15C’era però in essa un uomo povero ma sapiente, che con la sapienza potè liberare la città; ma nessuno si ricordò di quel povero uomo.16Ho concluso perciò che la sapienza val più della forza, ma che la sapienza del povero è disprezzata e le sue parole non sono ascoltate.17Le parole del saggio, pronunciate con calma, sono accolte più delle urla di colui che comanda agli stolti.18È preferibile la sapienza alle armi da guerra; ma un solo sbaglio manda tutto alla malora.