SCRUTATIO

Martedi, 7 luglio 2026 - Santa Maria Goretti ( Letture di oggi)

Esdra 3


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Il culto ripristinato

1Venne il settimo mese e i figli di Israele erano nelle loro città; il popolo, come un sol uomo, si radunò a Gerusalemme.2Allora Giosuè, figlio di Jozadak, si alzò insieme con i suoi fratelli sacerdoti, e Zorobabel, figlio di Shealtiel, pure con i suoi fratelli, ed edificarono l’altare del Dio di Israele per offrire su di esso gli olocausti come è scritto nella legge di Mosè, uomo di Dio.3Eressero l’altare sulle sue basi, poiché gravava su di loro la paura dei popoli vicini; quindi, vi offrirono a Jahvè gli olocausti del mattino e della sera.4Celebrarono la festa delle Capanne, come è scritto, offrendo gli olocausti quotidiani secondo il numero richiesto per ciascun giorno.5In seguito, offrirono l’olocausto continuo e i sacrifici per il novilunio, quelli di tutte le solennità consacrate a Jahvè e di quanti presentavano a Jahvè offerte spontanee.6Fino dal primo giorno del settimo mese cominciarono dunque a offrire gli olocausti per Jahvè, benché non fossero state poste ancora le fondamenta del tempio.

Le fondamenta del nuovo tempio

7Diedero pertanto denaro ai cavapietre e ai carpentieri, viveri, bevande e olio ai Sidoni e ai Tiri perché, secondo il permesso loro concesso da Ciro, re di Persia, facessero giungere per mare, dal Libano fino a Giaffa, legno di cedro.8Il secondo anno dal loro arrivo al tempio di Dio a Gerusalemme, nel secondo mese, Zorobabel, figlio di Shealtiel, e Giosuè, figlio di Jozadak, con il resto dei fratelli, sacerdoti, Leviti e quanti erano tornati dalla deportazione a Gerusalemme, cominciarono l’opera e incaricarono i Leviti dai vent’anni in su della direzione dei lavori del tempio di Jahvè.9Furono così fissati Giosuè con i figli e i fratelli, Kadmiel, Binnui e Hodavia; questi, come un sol uomo, dirigevano il lavoro nel tempio di Dio. Lo stesso facevano i figli di Khenadad con i figli e i fratelli, Leviti.10Ora, mentre gli operai gettavano le fondamenta del tempio di Jahvè, i sacerdoti furono invitati ad assistere con le vesti e con le trombe, mentre i Leviti, figli di Asaf, avevano i cembali per celebrare Jahvè secondo le norme di David, re di Israele.11Essi si alternavano nel canto, lodando e ringraziando Jahvè «perché buono, perché eterna dura la sua clemenza per Israele»; tutto il popolo gridava ad alta voce, innalzando lodi a Jahvè perché erano state gettate le fondamenta del tempio di Jahvè.12Molti anziani però fra i sacerdoti, Leviti e i capicasata, che avevano potuto vedere il primo tempio, piangevano dirottamente mentre si gettavano le fondamenta di questo nuovo tempio sotto i loro occhi; molti invece smaniavano dalla gioia gridando ad alta voce,13In tale modo, nessuno fra il popolo poteva distinguere fra l’accento di un grido di gioia da quello di pianto, perché la folla gridava a voce altissima e il rumore si ripercuoteva lontano.