SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Seconda lettera ai Corinzi 7


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1In possesso dunque di queste promesse, o diletti, purifichiamoci da ogni bruttura della carne e dello spirito, compiendo l’opera della nostra santificazione nel timore di Dio.

Gaudio dell’apostolo per la sua Chiesa

2Fateci largo nei vostri cuori! Noi non abbiamo fatto torto a nessuno; nessuno abbiamo rovinato; non abbiamo frodato nessuno.3Non parlo così per condannarvi, poiché vi ho già detto che siete nei” nostri cuori, dimodochè siete uniti insieme con noi nella morte e nella vita.4Io ho grande fiducia in voi; sono molto fiero di voi. Son pieno di consolazione, mi sento traboccare di gioia in ogni nostra tribolazione.5Infatti, quando giungemmo in Macedonia, la nostra carne non ebbe requie di sorta. Eravamo anzi tribolati per ogni verso: da lotte all’esterno, da timori nell’intimo.6Ma Iddio, che infonde coraggio ai miseri, ci consolò mediante l’arrivo di Tito;7e non solo mediante il suo arrivo, ma anche per il gaudio che egli aveva provato nei vostri riguardi, perché ci informò del vostro ardente desiderio, della vostra afflizione, del vostro attaccamento per me, sicchè io me ne rallegrai maggiormente.

Ancora la precedente lettera

8Poiché, se anche vi rattristai con la mia lettera, non me ne rincresce; e se allora ne ero spiacente — infatti. vedo bene che quella lettera, sia pure per breve tempo, vi rattristò — ora me ne rallegro,9non già perché ne foste rattristati, ma perché quella vostra pena vi ha condotti al pentimento. Vi siete infatti rattristati secondo i disegni di Dio, di modo che nessun danno avete ricevuto dalla nostra azione.10Poiché la tristezza conforme ai voleri di Dio produce un pentimento a salvezza, di cui non ci si rammarica; mentre la tristezza del mondo produce la morte.11Ed ecco quanta sollecitudine ha prodotto in voi proprio questa tristezza secondo i disegni di Dio, da voi provata! Anzi, che dico? quanta cura di scolparvi, quanto. sdegno, quanto timore, quale desiderio ardente, quale zelo, quale punizione! Avete mostrato in tutti i modi che in questa faccenda eravate innocenti.12Perciò, anche se vi scrissi, non lo feci né a motivo dell’offensore né a motivo dell’offeso, ma perché l’attaccamento che avete per noi diventasse a voi palese dinanzi a Dio.13Ecco che cosa ci ha consolati. Ma oltre a questa consolazione personale, abbiamo provato una contentezza ancora più grande per la gioia di Tito, il cui animo è stato da voi tanto confortato.14Se con lui mi sono un po’ gloriato di voi, non ne dovetti poi arrossire; ma come in ogni cosa vi abbiamo parlato con verità così l’orgoglio di voi mostrato da noi a Tito risultò verità.15Il suo cuore è ancor più largamente ben disposto verso di voi ora che ricorda l’obbedienza prestata da voi tutti e il religioso rispetto e il timore riverente con cui l’accoglieste.16Mi rallegro di poter in tutto contare su di voi.