SCRUTATIO

Martedi, 14 luglio 2026 - San Camillo de Lellis ( Letture di oggi)

Vangelo secondo Giovanni 5


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A Gerusalemme: Guarigione di un paralitico alla piscina

1Dopo di ciò, ricorreva una festa dei Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme.2Ora, a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una piscina chiamata in ebraico Bethesda, che ha cinque portici.3In questi, giaceva una moltitudine di ciechi, zoppi, paralitici, in attesa che l’acqua si muovesse.4Poiché un angelo ogni tanto discendeva nella piscina e agitava l’acqua; Perciò chi vi entrava per primo, dopo che l’acqua era stata agitata, era guarito dalla sua malattia, qualunque essa fosse.5C'era là un uomo, ammalato da trentotto anni.6Gesù, vedendolo disteso e saputo che già da molto tempo era in quello stato, gli dice: «Vuoi guarire?»7Gli rispose l’infermo: «Signore, non ho nessuno che, quando l’acqua è agitata, mi cali nella piscina; e così, mentre vado, un altro scende prima di me.8Gli dice Gesù: «Lèvati, prendi il tuo giaciglio e cammina».9All’istante, quello guarì, prese il suo giaciglio e camminava. Quel giorno, però, era un sabato.10Dicevano, perciò, i Giudei al guarito: «È sabato, e non ti è lecito portar via il giaciglio».11Ma quegli rispose loro: «Chi mi ha guarito, mi ha detto: Prendi il tuo giaciglio e cammina»12Gli domandarono: «Chi è l’uomo che ti ha detto: Prendi e cammina?»13E il guarito non sapeva chi fosse; Gesù, infatti, era scomparso perché là c’era folla.14Dopo di ciò, Gesù lo incontrò nel tempio e gli disse: «Ecco, sei guarito; non peccare più, affinché non ti succeda di peggio».15L’uomo se ne andò a dire ai Giudei che era Gesù che l’aveva guarito.16E perciò i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva queste cose di sabato.17Ma egli rispose loro: «Il Padre mio continua ad agire ed anch'io agisco».18Per questo, a maggior ragione, i Giudei cercavano di ucciderlo, perché non solo violava il. sabato, ma chiamava Dio suo proprio Padre, facendosi uguale a Dio.

Il Padre e Gesù

19Allora Gesù prese a dire loro così: «In verità, in verità vi dico: il Figlio da sé non può fare nulla, ma soltanto ciò che vede fare al Padre; poiché quanto questi fa, il Figlio similmente lo fa.20Il Padre, infatti, ama il Figlio e gli mostra tutto ciò che egli fa; e gli mostrerà opere maggiori di queste, affinché ne siate meravigliati.21Come, infatti, il Padre risuscita i morti e li fa vivere, così anche il Figlio fa vivere chi vuole.22Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha rimesso al Figlio ogni giudizio,23affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato.24In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha la vita eterna e non è sottomesso a condanna, ma è passato dalla morte alla vita.25In verità, in verità vi dico: viene l’ora, ed è adesso, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata vivranno.26Come, infatti, il Padre ha in se stesso la vita, così ha dato al Figlio d’aver la vita in se stesso;27e gli ha dato il potere di giudicare, perché è figlio d’uomo.28Non vi meravigli questo, perché viene l’ora in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la sua voce29e ne usciranno: quelli che bene operarono per una risurrezione di vita, quelli che male operarono per una risurrezione di condanna.30Da me, io non posso far nulla; giudico secondo che ascolto, e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà ma la volontà di colui che mi ha mandato.31Se io do testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non è vera:32è un altro che mi dà testimonianza, ed io so che la testimonianza che egli mi dà è vera.33Voi avete mandato da Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità;34non che io riceva testimonianza da un uomo, ma dico questo perché siate salvi.35Quegli era la lucerna che arde e risplende, e voi per un momento avete voluto esultare alla sua luce.36Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni, perché le opere che il Padre mi ha dato da compiere, queste opere che io faccio, mi danno testimonianza che è stato il Padre a mandarmi.37E il Padre stesso, che mi ha mandato, mi ha dato testimonianza. Ma voi non avete mai udito la sua voce né avete veduto il suo volto,38e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato.39Voi indagate le Scritture, perché pensate di avere in esse la vita eterna: e sono quelle che danno testimonianza a me;40eppure, voi non volete venire a me per avere la vita.41Io non accetto gloria dagli uomini,42ma so che non avete in voi l’amore di Dio.43Io son venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; che un altro venga in nome proprio, quello lo riceverete!44Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?45Non crediate che io vi accuserò al cospetto del Padre; c’è chi vi accusa: Mosè, nel quale voi avete sperato.46Se, infatti, credeste a Mosè, credereste a me, poiché di me egli ha scritto.47Ma se non credete agli scritti di lui, come crederete alle mie parole?»