SCRUTATIO

Venerdi, 10 luglio 2026 - Santa Veronica Giuliani ( Letture di oggi)

Qoelet 9


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Sacra Bibbia GarofaloDIODATI
1 Infatti ponderai tutto ciò nel mio cuore, e tutto vidi nella mia mente: vale a dire che giusti, sapienti e le loro opere sono nelle mani di Dio. Sia favore o disgrazia, nessuno lo sa: tutto è posto in suo potere.1 PERCIOCCHÈ io mi ho recate tutte queste cose al cuore, eziandio per chiarir tutto questo: come i giusti e i savi, e i fatti loro, essendo nella man di Dio, gli uomini non conoscono nè l’amore, nè l’odio: tutto è davanti a loro.
2 Per tutti una sorte unica: per i giusti e malvagi, per i puri e contaminati, per chi fa sacrificio e per chi non ne fa, tanto per i buoni che per i cattivi, per chi ha sempre in bocca il giuramento e per chi teme di giurare.2 Tutte le cose avvengono simigliantemente a tutti; un medesimo avvenimento avviene al giusto, ed all’empio; al buono e puro, ed all’immondo; a chi sacrifica, ed a chi non sacrifica; quale è il buono, tale è il peccatore; tal chi giura, qual chi teme di giurare.
3 Questa è la vera disdetta fra tutte le cose che sì fanno sotto il sole: che per tutti c’è una sorte unica e che del resto il cuore dell’uomo è pieno di cattiveria: e, mentre sono vivi, sono pieni di stupidità e poi, all’altro mondo!3 Quest’è una cosa molesta, fra tutte quelle che si fanno sotto il sole, che un medesimo avvenimento avviene a tutti; ed anche, che mentre i figliuoli degli uomini sono in vita, il cuor loro è pien di male, ed hanno delle follie al cuore; e dopo ciò, vanno a’ morti
4 E chi è il preferito? Chi vive ha una qualche speranza: infatti è meglio un cane vivo che un leone morto.4 Perciocchè, chi è che faccia eccezione? Vi è qualche speranza per tutti quelli che sono in vita; conciossiachè la condizione d’un can vivo sia migliore che quella d’un leone morto.
5 I vivi almeno sanno che dovranno morire, ma i morti non sanno niente né possono meritare alcunchè e la loro memoria passa all’oblio.5 Perciocchè i viventi sanno che morranno; ma i morti non sanno nulla, e non vi è più alcun premio per loro; perciocchè la lor memoria è dimenticata.
6 Per loro, amore e odio e invidia sono già finiti e non avranno più parte in ciò che accade sotto il sole.6 Già e il loro amore, e il loro odio, e la loro invidia è perita; e non hanno giammai più parte alcuna in tutto quello che si fa sotto il sole.
7 Su, mangia allegramente il tuo pane e di buon umore bevi il tuo vino, perché a Dio è piaciuta la tua opera.7 Va’, mangia il tuo pane allegramente, e bevi il tuo vino di cuore lieto; se pure Iddio gradisce le tue opere.
8 Siano sempre bianche le tue vesti e al tuo capo non manchi il profumo.8 Sieno in ogni tempo i tuoi vestimenti bianchi; e l’olio odorifero non venga meno in sul tuo capo.
9 Godi la vita con la donna che ami, per tutta la durata della tua fuggevole vita, che a te è elargita sotto il sole. Questa infatti è la tua sorte nella vita e nei travagli che sostieni sotto il sole.9 Godi della vita con la moglie che tu ami, tutti i giorni della vita della tua vanità, i quali Iddio ti ha dati sotto il sole, tutto il tempo della tua vanità; perciocchè questa è la tua parte nella tua vita, e il frutto della tua fatica, che tu duri sotto il sole.
10 Tutto ciò che la tua mano trova da fare, eseguiscilo meglio che puoi: infatti non ci saranno più né attività né ragioni né scienza né sapienza nello Sheol, dove tu vai.10 Fa’ a tuo potere tutto quello che avrai modo di fare; perciocchè sotterra, ove tu vai, non vi è nè opera, nè ragione, nè conoscimento, nè sapienza alcuna
11 Inoltre, di nuovo ho osservato sotto il sole che il correre non è dei veloci né il combattere dei forti né il pane dei sapienti, né la ricchezza degli astuti né il favore degli intelligenti, ma che il tempo e il caso rovinano tutti.11 DI nuovo, io ho veduto sotto il sole, che il correre non è in poter de’ leggieri, nè il far la guerra in poter de’ prodi, nè l’aver del pane in poter de’ savi, nè l’acquistar ricchezze in poter de’ prudenti, nè d’essere in grazia in poter degl’intendenti; conciossiachè ad essi tutti avvengano tempi e casi.
12 né l’uomo conosce la sua ora: come pesci che incappano in un maledetta e come uccelli presi al laccio, così gli uomini sono catturati dalle disavventure che d’improvviso li assalgono.12 Perciocchè l’uomo non pur conosce il suo tempo. Come i pesci, che son presi con la mala rete; e come gli uccelli, che son colti col laccio; così sono allacciati i figliuoli degli uomini, al tempo dell’avversità, quando cade loro di subito addosso
13 Ho appreso anche ciò in fatto di sotto di saggezza sotto il sole e mi parve qualcosa veramente grande.13 Pure ancora ho veduta questa sapienza sotto il sole, che mi è paruta grande:
14 c’era una piccola città e pochi uomini in essa; le venne contro un re potente e la cinse d’assedio e contro di essa costruì formidabili baluardi.14 vi era una piccola città con pochi uomini dentro; ed un gran re venne contro ad essa, e l’intorniò, e fece di gran bastie contro ad essa;
15 C’era però in essa un uomo povero ma sapiente, che con la sapienza poté liberare la città; ma nessuno si ricordò di quel povero uomo.15 e in essa si trovò un povero uomo savio, il qual liberò la città con la sua sapienza, benchè niuno si ricordasse di quel povero uomo.
16 Ho concluso perciò che la sapienza val più della forza, ma che la sapienza del povero è disprezzata e le sue parole non sono ascoltate.16 Allora io dissi: Meglio val sapienza che forza; benchè la sapienza del povero sia sprezzata, e che le sue parole non sieno ascoltate.
17 Le parole del saggio, pronunciate con calma, sono accolte più delle urla di colui che comanda agli stolti.17 Le parole de’ savi devono esser più quietamente ascoltate, che la grida d’un signore fra gli stolti.
18 È preferibile la sapienza alle armi da guerra; ma un solo sbaglio manda tutto alla malora.18 La sapienza val meglio che gli strumenti bellici; ma un sol peccatore fa perire un gran bene