SCRUTATIO

Giovedi, 23 luglio 2026 - Santa Brigida ( Letture di oggi)

Neemia 5


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Ingiustizie sociali

1Ci fu un grande lamento da parte del popolo e delle sue donne contro i Giudei loro fratelli.2C'era chi diceva: «Noi impegniamo i nostri figli e le nostre figlie per acquistare grano da mangiare e così stare in vita».3E c’era chi diceva: «Noi impegniamo i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per acquistare grano durante questa carestia».4Altri ancora dicevano: «Noi abbiamo preso in prestito denaro per il tributo del re;5eppure la nostra carne non è diversa da quella dei nostri fratelli e i nostri figli sono come i loro! Ma, ecco, noi riduciamo in schiavitù i nostri figli e le nostre figlie; alcune anzi sono già state violentate e noi non abbiamo i mezzi per riscattarle, perché altri è già in possesso dei nostri campi e delle nostre vigne».

Lo sdegno di Neemia e la restituzione dei colpevoli

6Mi sdegnai fortemente quando udii il loro lamento e quelle parole.7Il mio cuore deliberò su queste cose; biasimai i notabili e i magistrati e dissi loro: «Voi dunque percepite un interesse nei prestiti che fate ai vostri fratelli!» Convocai contro di loro una grande assemblea8e parlai loro: «Noi, secondo le nostre possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli giudei che erano stati venduti ai popoli; ora anche voi vendete i vostri fratelli perché siano rivenduti a noi!» Quelli tacquero e non seppero rispondere parola.9Allora io continuai: «Non è certo un buon affare quello che voi state facendo! Non dovreste forse camminare nel timore del nostro Dio per evitare lo scherno dei popoli che ci sono nemici?10Ora, anch’io, i miei fratelli e i miei giovani abbiamo prestato loro denaro e grano; ebbene noi rimettiamo completamente questo debito!11Restituite anche voi a loro, oggi, i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti, le loro case e l'interesse del denaro, del grano, del mosto e dell’olio, che voi avete prestato loro».12Quelli risposero: «Restituiremo e non chiederemo nulla a loro; faremo come tu dici!» Chiamai perciò i sacerdoti e li obbligai a giurare di attenersi a tale decisione.13Scossi anche le pieghe della mia veste ed esclamai: «Così Dio scuoterà chiunque non rispetterà quest’impegno, privandolo della casa e degli averi; in tale modo sarà scosso e privato di ogni cosa!» Tutta l’assemblea gridò: «Così sia!» Ringraziarono Jahvè e il popolo mantenne la promessa.

Apologia del governatore

14Inoltre, dal giorno in cui il re mi aveva costituito governatore di Giuda, cioè dall’anno ventesimo all’anno trentaduesimo del re Artaserse, per dodici anni, né io né i miei fratelli mangiammo mai il cibo del governatore.15Eppure, i governanti che mi avevano. preceduto gravarono il popolo e prelevarono da loro ogni giorno per il pane e il vino quaranta sicli d’argento; perfino i loro giovani avevano spadroneggiato sul popolo, mentre io non ho agito così per il timore di Dio.16Anzi, io lavorai nel restauro di queste mura, sebbene non possedessi neppure un campo; anche i miei giovani erano radunati là, per il lavoro.17I Giudei poi e i magistrati, che mangiavano alla mia mensa, erano centocinquanta, oltre coloro che venivano da noi dai popoli limitrofi.18Ciò che si doveva preparare ogni giorno — un bue, sei pecore scelte e pollame — era preparato a mie spese; ogni dieci giorni, vino per tutti in abbondanza; nonostante questo, non domandai il cibo del governatore, poiché il servizio del popolo era già troppo pesante.19Per tutto ciò che ho fatto per questo popolo ricordati di me benevolmente, o mio Dio!