SCRUTATIO

Domenica, 26 luglio 2026 - Santi Anna e Gioacchino ( Letture di oggi)

Primo libro delle Cronache 21


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Il censimento

1Ora Satana si levò contro Israele e sedusse David perché numerasse Israele.2Egli perciò ordinò a Joab e ai capi del popolo: «Andate a contare Israele da Bersabea fino a Dan; poi fatemi conoscere il risultato, perché ne sappia il numero».3Joab rispose: «Jahvè aumenti il suo popolo cento volte! ma non sono forse tutti o mio signore re, servitori del mio signore? Perché il mio signore nutre tale desiderio e si dovrà imputare la colpa a Israele?»4Ma il comando del re prevalse su Joab. Joab partì e passò per tutto Israele; alla fine venne a Gerusalemme.5Joab consegnò a David il risultato del censimento del popolo: tutto Israele contava un milione e centomila uomini atti a maneggiare la spada; mentre Giuda aveva quattrocentosettantamila uomini armati di spada.6Joab non aveva registrato Levi e Beniamin insieme con loro, perché la parola del re gli era parsa un abominio.

L’offerta di Gad, il veggente

7Tale fatto spiacque agli occhi di Dio che colpì Israele.8Allora David disse a Dio: «Ho peccato molto perché ho commesso tale azione; ma ora dimentica l’iniquità del tuo servitore, perché io ho agito con grande stoltezza».9Jahvè parlò a Gad, il veggente di David:10«Va’ a riferire a David: “Così dice Jahvè: Ti propongo tre cose; scegli per te una di queste e io te la realizzerò!”».11Gad venne da David e gli riferì: «Così dice Jahvè: “Scegliti12o tre anni di carestia o tre mesi di fuga di fronte ai tuoi nemici in preda alla loro spada, oppure la spada di Jahvè per tre giorni, cioè la peste nel paese, con l’angelo di Jahvè che porta lo sterminio su tutto il territorio di Israele”. E ora, guarda tu che cosa io debba rispondere a chi mi invia».13David rispose a Gad: «Immensa è la mia angoscia, tuttavia preferisco cadere in mano a Jahvè, perché la sua misericordia è molto grande; ma non voglio cadere in mano agli uomini!»

La peste

14Così Jahvè colpì Israele con la peste e caddero settantamila uomini di Israele.15Dio inviò un angelo a Gerusalemme per sterminarla e, mentre la sterminava, Jahvè vide, ed ebbe compassione per la sciagura; perciò disse all’angelo sterminatore: «Basta, ora ritira la mano!» Ora l’angelo di Jahvè stava in piedi presso l’aia di Ornan il Gebuseo.16David alzò gli occhi e vide l’angelo di Jahvè ritto tra la terra e il cielo, con in mano la spada sguainata e rivolta contro Gerusalemme. Allora David con gli anziani, coperti di cilici, cadde con la faccia a terra.17David poi disse a Dio: «Non sono io forse che ho dato ordine di contare il popolo? Sono io che ho peccato e come pastore ho agito male; ma queste pecore che cosa hanno fatto? Jahvè mio Dio, sia la tua mano contro di me e contro la casa di mio padre, ma non flagellare il tuo popolo».

L’aia di Ornan il Gebuseo

18L’angelo di Jahvè allora ordinò a Gad di dire a David che salisse per erigere un altare a Jahvè sull’aia di Ornan il Gebuseo.19David pertanto salì, secondo la parola che Gad aveva riferito in nome di Jahvè.20Ornan, essendosi voltato, aveva visto l’angelo; i quattro figli che erano con lui si erano però nascosti; Ornan intanto batteva il grano.21Quando David lo raggiunse, quegli guardò e scorse David. Uscì dall’aia e si prostrò con la faccia a terra innanzi a David.22David gli disse: «Cedimi il sito dell’aia perché vi possa costruire un altare a Jahvè, cedimelo per il suo giusto valore in denaro, e così verrà fatto cessare il flagello che incombe sul popolo».23Ornan rispose a David: «Prenditelo e il mio signore re faccia quanto pare bene ai suoi occhi! Vedi, io offro i buoi per l’olocausto, le trebbie per la legna e il grano per l’oblazione. Io offro tutto!»24Il re David però replicò a Ornan: «No! Voglio comprare a giusto prezzo: pertanto, non presenterò a Dio ciò che è tuo, offrendo un olocausto gratuitamente».25David perciò versò a Ornan per il sito il prezzo di seicento sicli d’oro.26Poi edificò un altare a Jahvè, offrì olocausti e sacrifici pacifici e invocò Jahvè, che gli rispose mandando fuoco dal cielo sull’altare dell’olocausto.27Jahvè allora diede ordine all’angelo e questi rimise la spada nel fodero.28In quel tempo, come vide David che Jahvè gli aveva risposto sull’aia di Ornan il Gebuseo, offrì sacrifici in quel luogo.29La Dimora di Jahvè che Mosè aveva costruito nel deserto e l’altare dell’olocausto, in quel tempo, si trovavano sull’altura di Gabaon.30David però non osava presentarsi innanzi a essa per consultare Dio perché era stato terrorizzato di fronte alla spada dell’angelo di Jahvè.