Primo libro delle Cronache 21
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| Sacra Bibbia Garofalo | BIBBIA CEI 1974 |
|---|---|
| 1 Ora Satana si levò contro Israele e sedusse David perchè numerasse Israele. | 1 Satana insorse contro Israele. Egli spinse Davide a censire gli Israeliti. |
| 2 Egli perciò ordinò a Joab e ai capi del popolo: « Andate a contare Israele da Bersabea fino a Dan; poi fatemi conoscere il risultato, perchè ne sappia il numero ». | 2 Davide disse a Ioab e ai capi del popolo: "Andate, contate gli Israeliti da Bersabea a Dan; quindi portatemene il conto sì che io conosca il loro numero". |
| 3 Joab rispose: « Jahve aumenti il suo popolo cento volte! ma non sono forse tutti o mio signore re, servitori del mio signore? Perchè il mio signore nutre tale desiderio e si dovrà imputare la colpa a Israele? ». | 3 Ioab disse a Davide: "Il Signore aumenti il suo popolo sì da renderlo cento volte tanto! Ma, mio signore, essi non sono tutti sudditi del mio signore? Perché il mio signore vuole questa inchiesta? Perché dovrebbe cadere tale colpa su Israele?". |
| 4 Ma il comando del re prevalse su Joab. Joab partì e passò per tutto Israele; alla fine venne a Gerusalemme. | 4 Ma l'opinione del re si impose a Ioab. Questi percorse tutto Israele, quindi tornò a Gerusalemme. |
| 5 Joab consegnò a David il risultato del censimento del popolo: tutto Israele contava un milione e centomila uomini atti a maneggiare la spada; mentre Giuda aveva quattrocentosettantamila uomini armati di spada. | 5 Ioab consegnò a Davide il numero del censimento del popolo. In tutto Israele risultarono un milione e centomila uomini atti alle armi; in Giuda risultarono quattrocentosettantamila uomini atti alle armi. |
| 6 Joab non aveva registrato Levi e Beniamin insieme con loro, perchè la parola del re gli era parsa un abominio. | 6 Fra costoro Ioab non censì i leviti né la tribù di Beniamino, perché l'ordine del re gli appariva un abominio. |
| 7 Tale fatto spiacque agli occhi di Dio che colpì Israele. | 7 Il fatto dispiacque agli occhi di Dio, che perciò colpì Israele. |
| 8 Allora David disse a Dio: « Ho peccato molto perchè ho commesso tale azione; ma ora dimentica l’iniquità del tuo servitore, perchè io ho agito con grande stoltezza ». | 8 Davide disse a Dio: "Facendo una cosa simile, ho peccato gravemente. Perdona, ti prego, l'iniquità del tuo servo, perché ho commesso una vera follia". |
| 9 Jahve parlò a Gad, il veggente di David: | 9 Il Signore disse a Gad, veggente di Davide: |
| 10 « Va’ a riferire a David: “ Così dice Jahve: Ti propongo tre cose; scegli per te una di queste e io te la realizzerò! ” ». | 10 "Va', riferisci a Davide: Dice il Signore: Ti pongo davanti tre cose, scegline una e io te la concederò". |
| 11 Gad venne da David e gli riferì: « Così dice Jahve: “ Scegliti | 11 Gad andò da Davide e gli riferì: "Dice il Signore: Scegli |
| 12 o tre anni di carestia o tre mesi di fuga di fronte ai tuoi nemici in preda alla loro spada, oppure la spada di Jahve per tre giorni, cioè la peste nel paese, con l’angelo di Jahve che porta lo sterminio su tutto il territorio di Israele”. E ora, guarda tu che cosa io debba rispondere a chi mi invia ». | 12 fra tre anni di carestia, tre mesi di fuga per te di fronte ai tuoi avversari, sotto l'incubo della spada dei tuoi nemici, e tre giorni della spada del Signore con la peste che si diffonde sul paese e l'angelo del Signore che porta lo sterminio in tutto il territorio di Israele. Ora decidi che cosa io debba riferire a chi mi ha inviato". |
| 13 David rispose a Gad: « Immensa è la mia angoscia, tuttavia preferisco cadere in mano a Jahve, perchè la sua misericordia è molto grande; ma non voglio cadere in mano agli uomini! ». | 13 Davide disse a Gad: "Sono in un'angoscia terribile. Ebbene, io cada nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è molto grande, ma io non cada nelle mani degli uomini". |
| 14 Così Jahve colpì Israele con la peste e caddero settantamila uomini di Israele. | 14 Così il Signore mandò la peste in Israele; morirono settantamila Israeliti. |
| 15 Dio inviò un angelo a Gerusalemme per sterminarla e, mentre la sterminava, Jahve vide, ed ebbe compassione per la sciagura; perciò disse all’angelo sterminatore: « Basta, ora ritira la mano! ». Ora l’angelo di Jahve stava in piedi presso l’aia di Ornan il Gebuseo. | 15 Dio mandò un angelo in Gerusalemme per distruggerla. Ma, come questi stava distruggendola, il Signore volse lo sguardo e si astenne dal male minacciato. Egli disse all'angelo sterminatore: "Ora basta! Ritira la mano". L'angelo del Signore stava in piedi presso l'aia di Ornan il Gebuseo. |
| 16 David alzò gli occhi e vide l’angelo di Jahve ritto tra la terra e il cielo, con in mano la spada sguainata e rivolta contro Gerusalemme. Allora David con gli anziani, coperti di cilici, cadde con la faccia a terra. | 16 Davide, alzati gli occhi, vide l'angelo del Signore che stava fra terra e cielo con la spada sguainata in mano, tesa verso Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacco, si prostrarono con la faccia a terra. |
| 17 David poi disse a Dio: « Non sono io forse che ho dato ordine di contare il popolo? Sono io che ho peccato e come pastore ho agito male; ma queste pecore che cosa hanno fatto? Jahve mio Dio, sia la tua mano contro di me e contro la casa di mio padre, ma non flagellare il tuo popolo ». | 17 Davide disse a Dio: "Non sono forse stato io a ordinare il censimento del popolo? Io ho peccato e ho commesso il male; costoro, il gregge, che cosa hanno fatto? Signore Dio mio, sì, la tua mano infierisca su di me e sul mio casato, ma non colpisca il tuo popolo". |
| 18 L’angelo di Jahve allora ordinò a Gad di dire a David che salisse per erigere un altare a Jahve sull’aia di Ornan il Gebuseo. | 18 L'angelo del Signore ordinò a Gad di riferire a Davide che salisse ad erigere un altare al Signore nell'aia di Ornan il Gebuseo. |
| 19 David pertanto salì, secondo la parola che Gad aveva riferito in nome di Jahve. | 19 Davide vi andò secondo l'ordine di Gad, comunicatogli a nome del Signore. |
| 20 Ornan, essendosi voltato, aveva visto l’angelo; i quattro figli che erano con lui si erano però nascosti; Ornan intanto batteva il grano. | 20 Ornan si volse e vide l'angelo; i suoi quattro figli, che erano con lui, si nascosero. Ornan stava trebbiando il grano, |
| 21 Quando David lo raggiunse, quegli guardò e scorse David. Uscì dall’aia e si prostrò con la faccia a terra innanzi a David. | 21 quando gli si avvicinò Davide. Ornan guardò e, riconosciuto Davide, uscì dall'aia, prostrandosi con la faccia a terra davanti a Davide. |
| 22 David gli disse: « Cedimi il sito dell’aia perchè vi possa costruire un altare a Jahve, cedimelo per il suo giusto valore in denaro, e così verrà fatto cessare il flagello che incombe sul popolo ». | 22 Davide disse a Ornan: "Cedimi il terreno dell'aia, perché io vi costruisca un altare al Signore; cedimelo per tutto il suo valore, così che il flagello cessi di infierire sul popolo". |
| 23 Ornan rispose a David: « Prenditelo e il mio signore re faccia quanto pare bene ai suoi occhi! Vedi, io offro i buoi per l’olocausto, le trebbie per la legna e il grano per l’oblazione. lo offro tutto! ». | 23 Ornan rispose a Davide: "Prenditelo; il re mio signore ne faccia quello che vuole. Vedi, io ti dò anche i buoi per gli olocausti, le trebbie per la legna e il grano per l'offerta; tutto io ti offro". |
| 24 Il re David però replicò a Ornan: « No! Voglio comprare a giusto prezzo: pertanto, non presenterò a Dio ciò che è tuo, offrendo un olocausto gratuitamente ». | 24 Ma il re Davide disse a Ornan: "No! Lo voglio acquistare per tutto il suo valore; non presenterò al Signore una cosa che appartiene a te offrendo così un olocausto gratuitamente". |
| 25 David perciò versò a Ornan per il sito il prezzo di seicento sicli d’oro. | 25 E così Davide diede a Ornan seicento sicli d'oro per il terreno. |
| 26 Poi edificò un altare a Jahve, offrì olocausti e sacrifici pacifici e invocò Jahve, che gli rispose mandando fuoco dal cielo sull’altare dell’olocausto. | 26 Quindi Davide vi eresse un altare per il Signore e vi offrì olocausti e sacrifici di comunione. Invocò il Signore, che gli rispose con il fuoco sceso dal cielo sull'altare dell'olocausto. |
| 27 Jahve allora diede ordine all’angelo e questi rimise la spada nel fodero. | 27 Il Signore ordinò all'angelo e questi ripose la spada nel fodero. |
| 28 In quel tempo, come vide David che Jahve gli aveva risposto sull’aia di Ornan il Gebuseo, offrì sacrifici in quel luogo. | 28 Allora, visto che il Signore l'aveva ascoltato sull'aia di Ornan il Gebuseo, Davide offrì là un sacrificio. |
| 29 La Dimora di Jahve che Mosè aveva costruito nel deserto e l’altare dell’olocausto, in quel tempo, si trovavano sull’altura di Gabaon. | 29 La Dimora del Signore, eretta da Mosè nel deserto, e l'altare dell'olocausto in quel tempo stavano sull'altura che era in Gàbaon; |
| 30 David però non osava presentarsi innanzi a essa per consultare Dio perchè era stato terrorizzato di fronte alla spada dell’angelo di Jahve. | 30 ma Davide non osava recarsi là a consultare Dio perché si era molto spaventato di fronte alla spada dell'angelo del Signore. |