SCRUTATIO

Sabato, 9 maggio 2026 - Beata Maria Teresa di Gesù (Carolina Gerhardinger) ( Letture di oggi)

Lettera a Tito 1


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BIBBIA TINTORIDIODATI
1 Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per la fede degli eletti di Dio e Per far conoscere la verità che è secondo la pietà1 PAOLO, servitor di Dio, e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio, e la conoscenza della verità, che è secondo pietà;
2 dà la speranza della vita eterna, che Dio, il quale non mentisce, promise avanti che cominciassero i secoli,2 in isperanza della vita eterna la quale Iddio, che non può mentire, ha promessa avanti i tempi de’ secoli;
3 vendo però manifestato il suo Verbo a suo tempo, per mezzo della predicazione che è stata affidata a me per ordine del Salvatore nostro Dio,3 ed ha manifestata ai suoi propri tempi la sua parola, per la predicazione che mi è stata fidata, per mandato di Dio, nostro Salvatore;
4 a Tito, diletto figlio per la comune fede, grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Salvatore nostro.4 a Tito, mio vero figliuolo, secondo la fede comune; grazia, misericordia, e pace, da Dio Padre, e dal Signor Gesù Cristo, nostro Salvatore
5 Per questo appunto t’ho lasciato a Creta, affinchè tu completi l’opera d’organizzazione e stabilisca nella città dei preti, conforme a ciò che ti prescrissi:5 PER questo ti ho lasciato in Creta, acciocchè tu dia ordine alle cose che restano, e costituisca degli anziani per ogni città, siccome ti ho ordinato;
6 ciascuno di essi sia irreprensibile, abbia avuto una sola moglie, figlioli fedeli e senza taccia di dissoluti indisciplinati.6 se alcuno è irreprensibile, marito d’una sola moglie, che abbia figliuoli fedeli, che non sieno accusati di dissoluzione, nè ribelli.
7 Perchè bisogna che il vescovo sia irreprensibile, essendo economo di Dio; non superbo, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di turpe guadagno;7 Perciocchè conviene che il vescovo sia irreprensibile, come dispensatore della casa di Dio; non di suo senno, non iracondo, non dato al vino, non percotitore, non disonestamente cupido del guadagno;
8 ma ospitale, benigno, temperato, giusto, santo, continente,8 anzi volonteroso albergatore de’ forestieri, amator de’ buoni, temperato, giusto, santo, continente.
9 attaccato alla fedele parola, e secondo l'insegnamento avuto, onde sia capace d’esortare con sana dottrina e di confutare i contraddittori.9 Che ritenga fermamente la fedel parola, che è secondo ammaestramento; acciocchè sia sufficiente ad esortar nella sana dottrina, ed a convincere i contradicenti.
10 Vi sono infatti, massime fra i circoncisi, molti ancor disobbedienti, chiacchieroni, seduttori;10 Perciocchè vi son molti ribelli cianciatori, e seduttori di menti; principalmente quei della circoncisione, a cui convien turare la bocca.
11 a questi, che mettono a soqquadro tutte le case, insegnando ciò che non si deve, per vil guadagno, bisogna turar la bocca.11 I quali sovverton le case intiere, insegnando le cose che non si convengono, per disonesto guadagno.
12 Disse uno di essi, proprio loro profeta: I Cretesi sempre bugiardi, brutte bestie, ghiottoni, infingardi.12 Uno di loro, lor proprio profeta, ha detto: I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri.
13 Questa testimonianza è vera. Quindi sgridali severamente, affinché restino sani nella fede13 Questa testimonianza è verace; per questa cagione riprendili severamente, acciocchè sieno sani nella fede;
14 e non dian retta a parole giudaiche, a precetti d’uomini che voltano le spalle alla verità.14 non attendendo a favole giudaiche, nè a comandamenti d’uomini che hanno a schifo la verità.
15 Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati è per gl’infedeli niente è puro, ma è contaminata la loro mente e la loro coscienza.15 Ben è ogni cosa pura a’ puri; ma a’ contaminati ed infedeli, niente è puro; anzi e la mente e la coscienza loro è contaminata.
16 Professan di conoscere Dio, ma lo rinnegano coi fatti, essendo abominevoli, miscredenti, incapaci di qualunque opera buona.16 Fanno professione di conoscere Iddio, ma lo rinnegano con le opere, essendo abbominevoli e ribelli, e riprovati ad ogni buona opera