SCRUTATIO

Mercoledi, 2 settembre 2026 - San Elpidio v. ( Letture di oggi)

Ester 8


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA CEI 1974
1 In quello stesso giorno, il re Assuero diede alla regina Ester la casa di Aman, il persecutore dei Giudei, mentre Mardocheo venne alla presenza del re poiché Ester gli aveva rivelato ciò che egli era per lei.1 In quello stesso giorno il re Assuero diede alla regina Ester la casa di Amàn, nemico dei Giudei. Mardocheo si presentò al re, al quale Ester aveva dichiarato il rapporto di parentela che egli aveva con lei.
2 Il re, ripreso il suo anello da Aman, lo tolse dal proprio dito e lo diede a Mardocheo; mentre Ester affidò a Mardocheo la casa di Aman.2 Il re si tolse l'anello che aveva fatto ritirare ad Amàn e lo diede a Mardocheo. Ester affidò a Mardocheo l'amministrazione della casa che era stata di Amàn.
3 Ester parlò di nuovo innanzi al re. Si gettò ai suoi piedi, pianse e lo supplicò di allontanare il male e i perversi disegni che Aman l’Agaghita aveva progettato contro i Giudei.3 Poi Ester parlò di nuovo alla presenza del re, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con le lacrime agli occhi d'impedire gli effetti della malvagità di Amàn l'Agaghita e l'attuazione dei piani che aveva preparato contro i Giudei.
4 Il re stese verso Ester lo scettro d’oro: Ester allora si alzò, rimase in presenza del re4 Allora il re stese lo scettro d'oro verso Ester; Ester si alzò, rimase in piedi davanti al re
5 e disse: «Se al re pare bene, se ho trovato grazia innanzi a lui, se la cosa apparirà giusta innanzi al re e se io sono buona ai suoi occhi, si scriva per revocare gli editti relativi ai perversi disegni che Aman figlio di Amdata, l’Agaghita, scrisse per far perire i Giudei che si trovano in tutte le province del re.5 e disse: "Se così piace al re, se io ho trovato grazia ai suoi occhi, se la cosa gli par giusta e se io gli sono gradita, si scriva per revocare i documenti scritti, macchinazione di Amàn figlio di Hammedàta, l'Agaghita, in cui si ordina di far perire i Giudei che sono in tutte le province del re.
6 Come, infatti, potrei io assistere alla sventura che incontrerà il mio popolo? Come potrei io assistere allo sterminio di chi mi ha generato?»6 Perché come potrei io resistere al vedere la sventura che colpirebbe il mio popolo? Come potrei resistere al vedere la distruzione della mia stirpe?".
7 Il re Assuero rispose alla regina Ester e a Mardocheo il Giudeo: «Ecco, ho dato a Ester la casa di Aman, dopo averlo fatto appendere al palo poiché egli aveva steso la mano contro i Giudei.7 Allora il re Assuero disse alla regina Ester e a Mardocheo, il Giudeo: "Ecco, ho dato a Ester la casa di Amàn e questi è stato impiccato al palo, perché aveva voluto stendere la mano sui Giudei.
8 Voi ora nel nome del re scrivete per i Giudei ciò che vi piace e sigillatelo con l’anello del re. Poiché non può essere revocato ogni scritto redatto in nome del re e sigillato con l’anello del re».8 Scrivete dunque come vi parrà meglio, nel nome del re, e sigillate con l'anello reale, perché ciò che è scritto in nome del re e sigillato con l'anello reale è irrevocabile".
9 Allora, nel terzo mese di Sivan, il “giorno ventitrè, furono convocati gli scribi del re e, secondo quanto aveva ordinato Mardocheo, si scrisse ai Giudei, ai satrapi, ai governatori e ai capi delle province dall’India fino a Chush, centoventisette province: a ogni provincia secondo la sua scrittura, a ogni popolo secondo la sua lingua e ai Giudei secondo la loro scrittura e la loro lingua.9 Senza perdere tempo il ventitré del terzo mese, cioè il mese di Sivan, furono convocati i segretari del re e fu scritto, seguendo in tutto l'ordine di Mardocheo, ai Giudei, ai satrapi, ai governatori e ai capi delle centoventisette province, dall'India all'Etiopia, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere, a ogni popolo nella sua lingua e ai Giudei secondo il loro modo di scrivere e nella loro lingua.
10 Scrisse in nome del re Assuero e sigillò con l’anello del re; mandò le lettere per mezzo di corrieri a cavallo, che montavano destrieri reali.10 Fu dunque scritto in nome del re Assuero, si sigillarono i documenti con l'anello reale e si mandarono per mezzo di corrieri a cavallo, che cavalcavano corsieri reali, figli di cavalle di razza.
11 Con tali lettere il re concedeva ai Giudei, in qualsiasi città si trovassero, il diritto di assembramento e di difesa della loro vita, di sterminare, uccidere, annientare, donne e fanciulli compresi, ogni moltitudine di popolo e di provincia che si fosse scagliata contro di essi, e il diritto di depredarne i beni.11 Con questi scritti il re dava facoltà ai Giudei, in qualunque città si trovassero, di radunarsi e di difendere la loro vita, di distruggere, uccidere, sterminare, compresi i bambini e le donne, tutta la gente armata, di qualunque popolo e di qualunque provincia, che li assalisse, e di saccheggiare i loro beni;
12 In tutte le province del re Assuero ciò doveva avvenire in un unico giorno: il giorno tredici del mese decimosecondo, che è il mese di Adar. La copia della lettera è come segue: «Il gran re Assuero ai capi delle province in centoventisette satrapie dall’India fino all’Etiopia e a coloro che si interessano del nostro benessere, salute. Molti, quanto più frequentemente sono onorati con la più larga generosità dei benefattori, tanto più sono soliti inorgoglirsi e non solo cercano di fare del male ai nostri sudditi ma, non riuscendo a contenere l’alterigia, tentano di insidiare anche i loro benefattori. Costoro non solo fanno sparire dagli uomini ogni senso di gratitudine ma, inorgogliti con boria da stolti, pensano di sfuggire a Dio che tutto vede e alla sua giustizia che odia il male. Così, spesso avvenne alle autorità costituite che, per avere affidato ad amici l’amministrazione degli affari pubblici ed essersi lasciate influenzare da loro, dovettero portare con essi il peso del sangue innocente al prezzo di disgrazie senza rimedio, poiché avevano sviato, con il falso ragiona mento della loro perversa indole, l’integra assennatezza dei governanti. Questo potete osservare non soltanto nelle più antiche storie che abbiamo ricordato, ma anche prestando attenzione a quanto è iniquamente perpetrato con il modo pestifero di procedere di coloro che signoreggiano senza merito. Ci impegneremo per l’avvenire a provvedere un regno tranquillo e pacifico a tutti gli uomini, valendoci del mutarsi degli avvenimenti e giudicando le cose che cadono sotto gli occhi, con sempre più attenta comprensione. Aman il Macedone, figlio di Amdata, a dir il vero, estraneo al sangue dei Persiani e molto lontano dalla nostra benevolenza, accolto ospite da noi, si era tanto guadagnato l'umanità, che abbiamo verso ogni popolo, da essere comunemente chiamato nostro padre e riverito da tutti e da ottenere il secondo regno del trono regale; ma, non frenando l’orgoglio, escogitò di privarci del regno e del respiro richiedendo, per sterminarli con tutto il loro popolo, il nostro salvatore e sempre benefattore Mardocheo e la nostra incensurabile compagna del regno, Ester. In effetti con questi raggiri pensava, cogliendoci di sorpresa, di mettere nelle mani dei Macedoni l’impero dei Persiani. Ora, noi. abbiamo constatato che questo tre volte esecrabile individuo ha destinato allo sterminio i Giudei che pur non sono malfattori, ma, governati. dalle leggi più giuste, sono figli dell’altissimo massimo vivente Dio, che per noi e per i nostri avi dirige in bene il regno nella più invidiabile delle condizioni. Fate dunque bene a non valervi delle disposizioni scritte che Aman, figlio di Amdata, ha emanato perché costui, che ha commesso simili delitti, è stato portato al patibolo innanzi alle porte di Susa con tutta la famiglia, poiché Dio, che domina su tutto, gli ha inflitto immediatamente una condanna. Esposta in ogni luogo la copia di questa lettera lasciate che i Giudei con libertà si valgano della loro legislazione, e prestate loro aiuto affinché riescano a respingere coloro che li volessero assalire, al momento dell’oppressione il tredici del decimosecondo mese, Adar, nello stesso giorno. Dio infatti, che è sovrano su tutte le cose, invece dello sterminio della nazione eletta, ha reso loro questa gioia. Anche voi dunque, nelle vostre solennità commemorative, festeggiate, con ogni sorta di banchetti, questo giorno speciale, affinché ora e per il futuro sia di salvezza a noi e a coloro che sono favorevoli ai Persiani, sia invece come ricordo di perdizione per coloro che ci osteggiano. Qualsiasi città o, nel complesso, qualsiasi provincia che non si regoli secondo queste disposizioni sarà con furore distrutta con il ferro e con il fuoco: sarà resa non solo inaccessibile agli uomini, ma anche sommamente odiosa alle fiere e agli uccelli».12 (v)Ogni città e più generalmente ogni località che non agirà secondo queste disposizioni, sarà inesorabilmente messa a ferro e fuoco; non soltanto agli uomini sarà resa inaccessibile, ma anche alle fiere e agli uccelli resterà odiosissima per tutti i tempi".
13 L’editto fu scritto perché fosse pubblicato come legge in tutte le province e manifestato a tutti i popoli, affinché i Giudei in questo giorno fossero pronti a vendicarsi dei nemici.13 Una copia dell'editto che doveva essere promulgato in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perché i Giudei si tenessero pronti per quel giorno a vendicarsi dei loro nemici.
14 I corrieri che montavano destrieri reali partirono con celerità incalzati dalla parola del re. La legge fu pubblicata anche nella cittadella di Susa.14 Così i corrieri sui cavalli reali partirono premurosi e stimolati dal comando del re, mentre il decreto veniva subito promulgato nella cittadella di Susa.
15 Mardocheo uscì dal cospetto del re indossando una veste regale di porpora viola e di lino bianco, una grande corona di oro e un manto di bisso e di porpora rossa; la città di Susa fu piena di gioia e si rallegrò.15 Mardocheo si allontanò dal re con una veste reale di porpora viola e di lino bianco, con una grande corona d'oro e un manto di bisso e di porpora rossa; la città di Susa gridava di gioia ed era in festa.
16 Per i Giudei fu luce, allegria, esultanza e onore16 Per i Giudei vi era luce, letizia, esultanza, onore.
17 e, in ogni provincia, in ogni città e nei luoghi, in cui giunse la parola del re e la sua legge, ci fu per i Giudei allegria, esultanza, banchetti e feste. Fra i popoli della terra molti si fecero Giudei poiché il timore dei Giudei era piombato su di essi.17 In ogni provincia, in ogni città, dovunque giungevano l'ordine del re e il suo decreto, vi era per i Giudei gioia ed esultanza, banchetti e feste. Molti appartenenti ai popoli del paese si fecero Giudei, perché il timore dei Giudei era piombato su di loro.