SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Baruc 6


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1Copia della lettera che Geremia inviò a coloro che stavano per essere condotti pazione in Babilonia dal re dei Babionesi, per comunicare loro quanto era stato comandato da Dio. Per i peccati da voi commessi contro Dio sarete condotti prigionieri in Babilonia da Nabucodonosor, re dei Babilonesi.2Giunti, dunque, in Babilonia, vi resterete molti anni e un tempo lungo fino a sette generazioni; dopo, vi ricondurrò di là in pace.3Ora, in Babilonia vedrete idoli d’argento, d’oro e di legno, portati a spalla, i quali infondono timore ai pagani.4State attenti, pertanto, a non divenire simili agli stranieri; il timore dei loro dèi non si impadronisca di voi.5Alla vista di una moltitudine che, prostrandosi davanti e dietro a loro, li adora, dite nella vostra mente: « Te bisogna adorare, o Signore».6Poichè il mio angelo è con voi; egli si vendicherà su di voi.7Essi hanno una lingua levigata da un artiere, sono indorati e inargentati, ma sono simulacri falsi nè possono parlare.8E, come si fa con una vergine vanitosa, prendono oro e acconciano corone sulla testa dei loro dèi.9Capita anche che i sacerdoti, togliendo ai loro dèi oro e argento, se lo spendono, dandone anche alle prostitute nei lupanari.10Adornano con vesti, come si fa con gli uomini, questi idoli d’argento, d’oro e di legno; ma essi non sono in grado di salvarsi dalla ruggine e dai vermi.11Sono avvolti in una veste purpurea, ma bisogna pulire il loro volto a causa della polvere del locale, che si posa abbondante su di essi.12Come un governatore di una regione, il dio ha lo scettro, ma non stermina colui che lo ha offeso.13Ha il pugnale e la scure nella destra, ma non si libera dalla guerra e dai ladri.14Per questo è evidente che non sono dèi: non temeteli, dunque!15Poichè come un vaso di terra una volta rotto diventa inutile, così sono i loro dèi, eretti nei templi.16I loro occhi sono pieni della polvere sollevata dai piedi di quanti entrano.17Sono recinte, le loro dimore, come si fa per uno che abbia recato danno al re e quindi deve essere condotto a morte; i sacerdoti assicurano i loro templi con portoni, con serrature e con spranghe, affinchè non vengano derubati dai ladri.18Accendono lumi, certamente più numerosi che per se stessi, ma gli dèi non ne vedono alcuno.19Questi sono come travi del tempio; il loro interno, come si dice, viene divorato; essi non si accorgono neppure degli animali che strisciano dalla terra e li divorano insieme con le loro vesti.20Il loro volto si annerisce per il fumo del tempio.21Sul loro corpo e sulla testa svolazzano pipistrelli, rondini, uccelli e anche gli sparvieri.22Di qui potete conoscere che non sono dèi; non temeteli, dunque!23Non possono far risplendere l’oro di cui sono adorni per bellezza, se qualcuno non ne toglie la ruggine; infatti, essi non si accorgevano neppure quando venivano fusi.24A qualsiasi prezzo furono comprati costoro, nei quali non c'è spirito.25Senza piedi, vengono portati a spalla mostrando agli uomini la loro vergogna; arrossiscono anche i loro adoratori perchè, qualora cadessero per terra, non si rialzerebbero da sè.26Nè, se alcuno lo colloca diritto, si muoverà da sè nè, se si è inclinato, si raddrizzerà, ma si pongono offerte innanzi a loro come a morti.27I loro sacerdoti vendono le loro vittime e ne traggono profitto; ugualmente le mogli di costoro le pongono sotto sale per non darne nè ai poveri nè ai bisognosi; anche la mestruata e la puerpera toccano le loro vittime.28Conoscendo, dunque, da ciò che non sono dèi, non temeteli!29Come mai si chiamerebbero dèi? Poichè perfino le donne sono ammesse al servizio di questi idoli d’argento, d’oro e di legno.30E nei loro templi i sacerdoti siedono con le vesti stracciate, la testa e le guance rasate, con il capo scoperto.31Emettono grida e gemiti davanti ai loro dèi, come fanno alcuni durante un banchetto funebre.32I sacerdoti prendono le vesti degli dèi e le fanno indossare alle loro mogli e ai loro bambini.33Gli idoli non possono contraccambiare nè il male nè il bene ricevuto da qualcuno; non possono nè costituire nè spodestare un re;34ugualmente non possono donare nè ricchezze nè soldi. Se qualcuno, avendo fatto un voto, non lo mantiene, non se ne curano.35Non liberano un uomo dalla morte nè proteggono un uomo in angustia.36Non rendono la vista a un cieco nè liberano un uomo dalle strettezze.37Non hanno pietà della vedova nè beneficano l’orfano.38Essi sono simili alle pietre della montagna, anche se sono di legno, indorati e argentati. I loro adoratori saranno confusi.39Dunque, come si può ammettere e dichiarare che costoro siano dèi?40Inoltre, perfino i Caldei li disonorarono; questi, infatti, quando trovano un muto incapace di parlare lo presentano a Bel, pregandolo di farlo parlare, quasi costui potesse sentire.41Costoro sebbene siano persuasi della impotenza, non si astengono da tali cose, perchè non hanno senno.42Le donne, cinte di corde, siedono per le strade e bruciano crusca.43Quando qualcuna di esse tratta in disparte da qualche passante, ha dormito con costui, disprezza la sua vicina perché non fu stimata come lei e perchè la sua cordicella non fu spezzata.44Quanto avviene intorno agli idoli è menzogna; dunque, come si può ammettere e dichiarare che costoro siano dèi?45Gli idoli sono opera di artefici e di orefici: essi non diventano niente altro che ciò che gli artisti vogliono che siano.46Coloro che li lavorano non diventano longevi e come potrebbero le cose da essi eseguite essere dèi?47Quelli lasciarono ai loro posteri menzogna e ignominia.48Difatti, quando sopraggiungono la guerra e la calamità, i sacerdoti si consigliano fra di loro sul come potranno nascondersi insieme con i loro dèi.49Come, dunque, non si comprenderebbe che non sono dèi coloro che non possono salvare se stessi nè dalla guerra nè dai mali?50Dopo ciò, si conoscerà che gli idoli di legno, indorati e argentati, sono una menzogna; a tutte le genti e ai re sarà noto che essi non sono dèi, ma opera delle mani degli uomini e che sono privi di qualsiasi qualità divina.51Per chi, dunque, non sarà evidente che non sono dèi?52Essi, infatti, non possono costituire un re sul paese nè concedere la pioggia agli uomini;53non rendono giustizia neppure a se stessi nè liberano l’oppresso, essendo impotenti come cornacchie fra il cielo e la terra.54Infatti, qualora il fuoco si attacchi al tempio di questi dèi di legno o indorati o argentati, i loro sacerdoti fuggono e si salvano; mentre essi come travi bruciano là in mezzo.55A un re e ai nemici non possono resistere.56Come, dunque, si può ammettere e pensare che essi siano dèi?57Nè dai ladri nè dai briganti si salveranno questi idoli di legno, argentati e indorati, ai quali gli audaci tolgono l’oro, l’argento e la veste che li avvolge, fuggendosene; non sono in grado di aiutare neppure se stessi.58Per questo meglio di questi dèi bugiardi è un re che mostri la sua fortezza o un vaso utile in casa, di cui sì serve chi l’ha fatto e anche meglio di questi dèi bugiardi è una porta, che tenga al sicuro quanto è dentro la casa; ancora, una colonna di legno nella reggia è meglio di questi falsi dèi.59Il sole, la luna, gli astri, essendo lucenti e disposti per l’utilità, obbediscono volentieri.60Così pure il fulmine, quando compare, è ben visibile, il medesimo vento spira su tutta la regione.61Quando alle nubi è ordinato da Dio di venire su tutta la terra, eseguiscono l’ordine; il fuoco, inviato dall’alto per distruggere monti e boschi, compie la cosa comandata.62Gli idoli, invece, non assomigliano nè per l’aspetto nè per la potenza a queste cose.63Perciò non si deve ammettere nè dichiarare che siano dèi, non potendo essi nè rendere giustizia nè beneficare gli uomini.64Conoscendo, dunque, che non sono dèi, non temeteli!65Essi non maledicono nè benedicono i re;66non mostrano segni fra le genti in cielo nè risplendono come il sole, nè illuminano, come la luna.67Le belve sono migliori di loro, giacchè sono in grado di fuggire in un nascondiglio e provvedere a se stesse.68Dunque, in nessuna maniera è evidente per voi che essi siano dèi; per questo non temeteli!69Come uno spauracchio che in una poponaia nulla preserva, tali sono i loro idoli di legno indorati e argentati;70ugualmente i loro idoli di legno indorati e argentati si possono paragonare a un ramo nell’orto, su cui si posa ogni sorta di uccelli, oppure a un morto gettato nelle tenebre.71Dalla porpora e dal bisso che si consumano su di loro saprete che non sono dèi; infine saranno divorati e nel paese si diffonderà il loro disprezzo.72È migliore un uomo giusto che non abbia idoli, poichè sfuggirà all’ignominia.