SCRUTATIO

Lunedi, 13 luglio 2026 - Santa Clelia Barbieri ( Letture di oggi)

Zaccaria 11


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1Apri, o Libano, le tue porte, e il fuoco divori i tuoi cedri.2Urla, cipresso, poiché il cedro è caduto: - i vigorosi sono devastati. Urlate, querce di Bashan, poiché l’impenetrabile foresta è precipitata;3Forte vociare di pastori, perché è devastato il loro splendore! Forte ruggito di leoncelli, perché è devastata la magnificenza del Giordano!

I due pastori

4Così dice Jahvè mio Dio: «Pasci le pecore destinate al macello,5che i loro compratori scannano impunemente; i cui venditori icona: «“Sja benedetto Jahvè, perché io sono diventato così ricco”; di cui i pastori non hanno pietà. (6Poiché ormai non avrò più pietà degli abitanti del paese — oracolo di Jahvè —: ed ecco io lascerò che gli uomini vadano a finire ciascuno nelle mani del suo pastore e nelle mani del suo re, che faranno piazza pulita del paese; e io non li salverò dalle loro mani)».7Così pascolai le pecore destinate al macello per i mercanti di pecore; mi presi due bastoni; uno chiamai «Grazia», l’altro «Unione»; poi pascolai le pecore,8e feci sparire i tre pastori in un mese. Ma la mia anima fu infastidita di loro, mentre anch’essi diventavano ostili con me.9Allora dissi: «Non voglio più essere il vostro pastore: quella che deve morire muoia; quella che deve sparire sparisca e le rimanenti si mangino l’una le carni dell’altra».10Allora presi il mio bastone «Grazia» e lo spezzai: rompendo così l’alleanza che avevo stipulato con tutti i popoli.11E fu rotta in quel giorno. Allora i mercanti di pecore, che mi osservavano, seppero che quella era una parola di Jahvè.12Dissi loro: «Se pare bene ai vostri occhi, datemi la mia paga; se no, lasciate stare». Allora pesarono trenta sicli d’argento come mia paga.13Jahvè mi disse: «Gettalo nel tesoro il magnifico prezzo, secondo il quale sono stato valutato da loro». Presi i trenta sicli d’argento e li gettai nel tempio di Jahvè, nel tesoro.14Quindi spezzai il mio secondo bastone «Unione», rompendo così la fratellanza tra Giuda e Israele.15Jahvè mi parlò di nuovo: «Prenditi l’attrezzatura di un pastore, di un insensato:16poiché ecco susciterò nel paese un pastore, che non si curerà di quanto sparisce, non cercherà quanto va vagando, non presterà cure a quanto è fiaccato, non sostenterà quanto ancora si regge in piedi; anzi, mangerà la carne degli animali grassi e strapperà loro le unghie.17Guai al pastore inetto, che trascura le pecore. La spada sul suo braccio e sul suo occhio destro! Il suo braccio diventi tutto secco e il suo occhio destro gli si offuschi tutto».