Scrutatio

Giovedi, 18 aprile 2024 - San Galdino ( Letture di oggi)

Geremia 20


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1Pascùr figlio di Immèr, sacerdote e sovrintendente-capo del tempio, udì Geremia predire tutte queste cose.2Pascùr fece fustigare il profeta Geremia e quindi lo mise in ceppi nella prigione che si trovava presso la porta superiore di Beniamino, nel tempio del Signore.3Quando poi il giorno dopo Pascùr fece liberare dai ceppi Geremia, questi gli disse: "Il Signore non ti chiama più Pascùr, ma Terrore all'intorno".
4Perché così dice il Signore: "Ecco io darò in preda al terrore te e tutti i tuoi cari; essi cadranno per la spada dei loro nemici e i tuoi occhi lo vedranno. Metterò tutto Giuda nelle mani del re di Babilonia, il quale li deporterà a Babilonia e li colpirà di spada.5Consegnerò tutte le ricchezze di questa città e tutti i suoi prodotti, tutti gli oggetti preziosi e tutti i tesori dei re di Giuda in mano ai suoi nemici, i quali li saccheggeranno e li prenderanno e li trasporteranno a Babilonia.6Tu, Pascùr, e tutti gli abitanti della tua casa andrete in schiavitù; andrai a Babilonia, là morirai e là sarai sepolto, tu e tutti i tuoi cari, ai quali hai predetto menzogne".

7Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto forza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno;
ognuno si fa beffe di me.
8Quando parlo, devo gridare,
devo proclamare: "Violenza! Oppressione!".
Così la parola del Signore è diventata per me
motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno.
9Mi dicevo: "Non penserò più a lui,
non parlerò più in suo nome!".
Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
10Sentivo le insinuazioni di molti:
"Terrore all'intorno!
Denunciatelo e lo denunceremo".
Tutti i miei amici spiavano la mia caduta:
"Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta".
11Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori
cadranno e non potranno prevalere;
saranno molto confusi perché non riusciranno,
la loro vergogna sarà eterna e incancellabile.
12Signore degli eserciti, che provi il giusto
e scruti il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di essi;
poiché a te ho affidato la mia causa!
13Cantate inni al Signore, lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.
14Maledetto il giorno in cui nacqui;
il giorno in cui mia madre mi diede alla luce
non sia mai benedetto.
15Maledetto l'uomo che portò la notizia
a mio padre, dicendo:
"Ti è nato un figlio maschio", colmandolo di gioia.
16Quell'uomo sia come le città
che il Signore ha demolito senza compassione.
Ascolti grida al mattino
e rumori di guerra a mezzogiorno,
17perché non mi fece morire nel grembo materno;
mia madre sarebbe stata la mia tomba
e il suo grembo gravido per sempre.
18Perché mai sono uscito dal seno materno
per vedere tormenti e dolore
e per finire i miei giorni nella vergogna?

Note:

Ger 20,7:hai prevalso: queste immagini di seduzione e di lotta sottolineano l'opera di Jahve sul profeta. Quest'ultimo sembra qui ribellarsi contro un Dio che ritiene responsabile della sua sventura. Espressioni di una simile disperazione son rare nella bibbia (cf. tuttavia Gb 3,1s; Sal 88). Però Geremia conserva la certezza che Jahve è il Dio della grazia e nel momento stesso in cui è afferrato dall'angoscia lancia un grido di speranza (vv 11-13).

Ger 20,10:Terrore all'intorno: espressione cara a Geremia, della quale i suoi avversari non avranno mancato di fare la parodia (cf. Ger 6,25; Ger 20,3; Ger 46,5; Ger 49,29).

Ger 20,12:che provi il giusto: oppure «con giustizia», secondo 2 mss ebr., sir., versione araba (cf. Ger 11,20).

Ger 20,13:la vita del povero o «del misero» o «del mendicante» 'ebion, ma il termine è praticamente sinonimo di «povero» `anaw (cf. Ger 22,16), e assume qui un significato religioso: colui che è provato in mezzo agli uomini e ripone la sua fiducia in Dio. I «poveri di Jahve» (cf. Sof 2,3+) rappresenteranno la posterità spirituale di Geremia.

Ger 20,14:Geremia, chiamato fin dal grembo materno (Ger 1,5), maledice il giorno della sua nascita. Questa maledizione, che sarà ripresa da Gb 3 , costituisce il punto culminante della sofferenza interiore del profeta.