SCRUTATIO

Sabato, 5 settembre 2026 - Santa Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu) ( Letture di oggi)

Siracide ܝܫܘܥ ܒܪ ܐܣܝܪܐ 23


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PeshittaBIBBIA VOLGARE
1 ܐܠܗܐ ܐܒܝ ܘܡܪܗܘܢ ܕܚܝ̈ܝ ܠܐ ܬܬܩܠܢܝ ܡܛܠܬܗܘܢ1 Domenedio, padre e signoreggiatore della vita mia, non mi lasciare nel consiglio (sconsiderato) di coloro, e non mi lasciar cadere in quella vergogna (e improperio).
2 ܡ̇ܢ ܕܝܢ ܐܩܝܡ ܥܠ ܬܪܥܝܬܝ ܫܘܛܐ ܘܥܠ ܠܒܝ ܫܒܛܐ ܕܝܘܠܦܢܐ ܕܗ̣ܘ ܡܪܝܐ ܢܚܘܣ ܥܠ ܚ̈ܘܒܝ ܕܒܟܢܘܫܬܗܘܢ ܠܐ ܢܐܪܬܘܢ ܘܠܐ ܢܪܚܡܘܢ ܠܡܚܒܠܘ2 Or chi darae alli miei pensieri flagelli, e al cuor mio dottrina di sapienza, acciò che non mi risparmino nelle orazioni (d' essere corretto nel pensiero e ammaestrato nel cuore), e non appariscano li peccati loro,
3 ܡܛܠ ܕܠܐ ܢܣܓܘܢ ܚ̈ܘܒܝ ܘܠܐ ܢܥܫܢܘܢ ܚ̈ܛܗܝ ܘܢܓܠܘܢܢܝ ܩܕܡ ܒܥܠܕܒܒܐ ܘܢܚܕܐ ܠܝ ܣܢܐܐ3 e non crescano le ignoranze mie, e non moltìplichino li falli miei, e non abbondino li peccati miei, e non caggi nel conspetto delli avversarii miei, e allègrisene lo nimico mio?
4 ܐܠܗܐ ܐܒܝ ܘܡܪܗܘܢ ܕܚ̈ܝܝ ܠܐ ܬܪܡܝܢܝ ܒܛܥܝܘܬܗܘܢ ܥܝܢܐ ܪܡܬܐ ܠܐ ܬܬܠ ܠܝ4 Signore, padre e Iddio della vita mia, non mi lasciare nel pensiero loro.
5 ܘܠܒܐ ܦܚܙܐ ܐܪܚܩ ܡܢܝ ܡܕܡ ܕܫܦܝܪ ܠܐ ܢܦܠܛܢܝ5 E non mi dare nello alzamento degli occhi miei, e ogni desiderio isvolgi di me.
6 ܘܦܚܙܐ ܕܒܣܪܐ ܠܐ ܢܦܚܙܢܝ ܘܢܦܫܐ ܚܨܝܦܬܐ ܠܐ ܬܫܬܠܛ ܒܝ6 Togli da me le concupiscenze del ventre, li congiugamenti della concupiscenza non mi piglino, e non mi dare a niuno irridente nè isfrenato.
7 ܝܘܠܦܢܐ ܕܦܘܡܝ ܫܡܥܘ ܒܢ̈ܝܐ ܘܕܡܙܕܗܪ ܠܐ ܢܬܚܣܕ7 Udite, figliuoli, la dottrina della bocca mia; e chi la osserverà, non perirà per la bocca sua, non sarà scandalizzato nell' opere iniquissime.
8 ܒܡܡܠܠܗ ܓܝܪ ܡܬܬܚܕ ܪܫܝܥܐ ܘܣܟܠܐ ܒܦܘܡܗ ܡܬܬܩܠ8 Nella vanitade sua è preso il peccatore; e il superbo e il maldicente si scandalizzerae in quello.
9 ܠܡܘܡ̈ܬܐ ܠܐ ܬܠܦ ܦܘܡܟ ܘܒܝܬ ܕܝ̈ܢܐ ܠܐ ܬܗܘܐ ܝܬܒ9 Non adusare la bocca tua a giurare, però che molto cadimento è in quello.
10 ܡܛܠ ܕܟܠ ܒܪܢܫܐ ܕܡܣܓܐ ܠܡܐܡܐ ܡܢ ܡܚܘܬܐ ܠܐ ܙ̇ܟܐ ܗܟܢܐ ܟܠ ܕܡܕܓܠ ܘܝܡܐ ܡܢ ܚܘܒܐ ܠܐ ܙܟ̇ܐ10 Il nominare Iddio non sia continuo nella bocca tua, e in tutti santi non ti mescolare; però che non sarai sanza pena da loro.
11 ܓܒܪܐ ܝܡܝܐ ܩܢܐ ܚܘ̈ܒܐ ܘܠܐ ܢܥܒܪ ܡܢ ܒܝܬܗ ܡܟܬܫܐ ܐܢ ܒܛܘܥܝܝ ܝܡܐ ܚܛܗܐ ܥܠܘܗܝ ܘܐܢ ܒܫܪܪܐ ܠܐ ܢܐܡܐ ܡܛܠ ܕܟܠ ܕܝܡܐ ܒܟܠ ܥܕܢ ܣܢܝܐ ܗܝ ܘܠܐ ܙܟ̇ܐ11 Sì come il servo, richiesto spesso, non è invidiato, così ciascuno che giurerae e nominerae, in tutto non sarae sanza peccato.
12 ܐܦܢ ܐܝܬ ܐܚܪܬܐ ܕܦܚ̇ܡܐ ܠܗ ܠܐ ܬܫܬܟܚ ܒܝܪܬܘܬܗ ܕܝܥܩܘܒ ܘܐܦ ܡ̇ܢ ܕܙܓ̇ܪ ܢܦܫܗ ܡܢ ܗܠܝܢ ܢܚܐ ܘܒܚܛܗ̈ܐ ܠܐ ܢܬܚܠܛ12 L'uomo che molto giura, si riempierae di iniquitade; e la piaga non si partirae dalla casa di colui.
13 ܘܐܦ ܠܣܟܠܘܬܐ ܠܐ ܬܠܦ ܦܘܡܟ ܡܛܠ ܕܐܦ ܒܗ̇ ܐܝܬ ܒܗ̇ ܡ̈ܠܐ ܕܫܘܩܪܐ13 E se elli ingannerae (il prossimo), il peccato suo sarae sopra lui; e se egli s' infignerae, peccherà doppiamente.
14 ܐܬܕܟܪ ܕܐܒܐ ܘܐܡܐ ܐܝܬ ܠܟ ܘܡܢ ܐܝܕܐ ܕܚܠܬܐ ܬܬܦܠܛ ܕܠܐ ܬܬܩܠ ܩܕܡܝܗܘܢ ܘܒܝܘܠܦܢܟ ܬܨܛܥܪ ܘܬܐܡܪ ܕܐܠܘ ܠܐ ܐܬܒܪܝܬ ܘܠܝܘܡܐ ܕܐܬܝܠܕܬ ܒܗ ܬܠܘܛ14 E se a vòto giurerae, non fia giustificato; la casa sua si riempierae di pessimo merito.
15 ܓܒܪܐ ܓܝܪ ܕܢܠܦ ܡ̈ܠܐ ܒ̈ܛܠܬܐ ܟܠ ܝܘܡ̈ܝ ܚܝ̈ܘܗܝ ܚܟܡܬܐ ܠܐ ܢܐܠܦ ܘܠܐ ܝܘܠܦܢܐ ܡܩܒܠ ܓܒܪܐ ܕܦܚܙ ܒܨܥܪܐ ܕܒܣܪܗ15 Ed è un altro parlare contrario (che chi l'userae) nella morte; non si troverà nella eredità di Iacob.
16 ܬܪ̈ܝܢ ܙܢ̈ܝܢ ܣܢܬ ܢܦܫܝ ܘܕܬܠܬܐ ܡܣܩ ܪܘܓܙܐ ܓܒܪܐ ܕܦܚܙ ܒܨܥܪܐ ܕܒܣܪܗ ܠܐ ܢܬܬܢܝܚ ܥܕܡܐ ܕܬܐܩܕ ܒܗ ܢܘܪܐ16 Però questi parlari tutti si tolgano dalli misericordiosi; e non si convolgano nelli peccati,
17 ܠܒܣܪܐ ܕܓܒܪܐ ܦܚܙܐ ܟܠ ܒܣܪ ܒܣܝܡ ܠܗ ܘܠܐ ܢܬܟܠܐ ܥܕܡܐ ܕܢܐܒܕ17 Non adusare al parlare disordinato la bocca tua; però che in quello è parola di peccato.
18 ܓܒܪܐ ܕܡܫܩܪ ܥܠ ܬܫܘܝܬܐ ܕܥܪܣܗ ܘܐܡܪ ܒܢܦܫܗ ܡ̣ܢܘ ܚ̇ܙܐ ܠܝ ܗ̇ܐ ܐܣ̈ܐ ܕܒܝܬܝ ܡܣܬܪ̈ܢ ܥܠܝ ܘܛܠܠܐ ܕܒܝܬܝ ܡܓܢ ܥܠܝ ܘܠܝܬ ܕܚ̇ܙܐ ܠܝ ܡܢܘ ܟ̇ܠܐ ܠܝ ܕܐܚ̇ܛܐ18 Ricòrdati del padre e della madre tua, però che nel mezzo stai de' grandi,
19 ܘܠܐ ܝ̇ܕܥ ܕܥܝܢܘܗܝ ܕܐܠܗܐ ܪ̈ܘܪܒܢ ܚܕ ܒܪ̈ܒܘ ܒܫܡܫܐ ܘܚ̇ܙܐ ܐܘܪ̈ܚܬܐ ܕܟܠ ܒܢܝܢ̈ܫܐ ܘܡܣܬܟܠ ܡܐ ܕܒܚܫܘܟܐ ܩܘܒܠܠܐ ܥܒ̈ܕܝܗܘܢ19 acciò che non dimentichi di te Iddio nel conspetto di coloro, e impazzato dalla tua continuanza sostegni rimproperio, e averesti voluto inanzi non essere nato, e maledichi il dì della tua nativitade.
20 ܡܛܠ ܕܥܕ ܠܐ ܗ̇ܘܐ ܟܠܡܕܡ ܓܠܐ ܗ̣ܘ ܩܕܡܘܗܝ ܘܐܦ ܡܢ ܒܬܪ ܓܡܘܪܝܗ ܕܥܠܡܐ ܗ̣ܘ ܕܐܢ ܠܗ20 L'uomo accostumato alle parole del rimproperio, in tutti li dì della vita sua non fia ammaestrato.
21 ܘܒܡܕܡ ܕܠܐ ܣ̇ܒܪ ܒܪܢܫܐ ܕܡܬܬܚܕ ܗܢܐ ܒܫܘ̈ܩܐ ܕܡܕܝܢܬܐ ܢܬܦܪܣܐ21 Due generazioni abondano nelli peccati, e la terza generazione adduce ira e perdizione.
22 ܗܟܢܐ ܐܦ ܐܢܬܬܐ ܕܣܪܚܐ ܥܠ ܒܥܠܗ̇ ܘܡܩܝܡܐ ܝ̇ܪܬܐ ܡܢ ܐܚܪܢܐ22 L'anima maliziosa sì è come fuoco ardente; non si spegne infino a tanto che alcuna cosa inghiottisca.
23 ܚܕܐ ܕܕܓܠܬ ܒܢܡܘܣܐ ܕܐܠܗܐ ܘܕܬܪ̈ܬܝܢ ܒܒܥܠ ܛܠܝܘܬܗ̇ ܘܕܬܠܬ ܒܙܢܝܘܬܐ ܕܓܘܪܐ ܕܡܢ ܢܘܟܪܝܐ ܐܩܝܡܬ ܝܠܕܐ23 E l'uomo malvagio nella bocca della carne sua non cesserà, insino a tanto che accenderà il fuoco.
24 ܐܦ ܗ̣ܝ ܡܢ ܟܢܘܫܬܐ ܬܦܘܩ ܘܥܠ ܝܠܕ̈ܝܗ ܚܛܗ̈ܝܗ̇ ܢܬܕܟܪܘܢ24 All' uomo fornicario ogni pane è dolce; e non rincrescerae (infino) ch' elli peccherà infino alla fine.
25 ܠܐ ܢܪܡܘܢ ܒܢܝ̈ܗ̇ ܥ̇ܩܪܐ ܒܐܪܥܐ ܘܣܘ̈ܟܝܗ̇ ܠܐ ܢܥܒ̈ܕܢ ܦܐܪ̈ܐ25 Ogni uomo che travarica il letto suo, dispregiando nell' anima sua, e dicendo: or chi mi vede?
26 ܘܢܫܬܒܩ ܠܠܘܛܬܐ ܕܘܟܪܢܗ̇ ܘܚܘ̈ܒܝܗ̇ ܠܐ ܢܬܥܛܘܢ26 Le tenebre attorniano me, e le pareti mi cuoprono, e niuno mi vede; cui temo? l' Altissimo non si ricorderà de' miei peccati.
27 ܘܢܕܥܘܢ ܟܠܗܘܢ ܥܡܘܪ̈ܝܗ̇ ܕܐܪܥܐ ܘܢܣܬܟܠܘܢ ܟܠ ܕܡܫܬܚܪܝܢ ܒܬܒܝܠ ܕܠܝܬ ܕܛܒܐ ܡܢ ܕܚܠܬܗ ܕܐܠܗܐ ܘܠܝܬ ܕܒܣܝܡ ܡܢ ܕܠܡܛܪ ܦܘܩ̈ܕܢܘܗܝ27 E non intende che l'occhio di colui vede tutte le cose, e ch' elli caccia da sè lo timore di Dio: or che paura è questa di quello cotale uomo? e li occhi di colui temono tutti.
28 E non intese, che gli occhi di Dio sono molto più lucenti sopra il sole, ragguardando tutte le vie degli uomini, il profondo del mare e il cuore dentro delli uomini (i quali guardano tutte le cose) nelle parti secrete.
29 Al Signore Iddio, inanzi che le cose fussono create, furono conosciute da lui; e così, poi che furono fatte, vede tutte le cose.
30 Questo sarà giudicato nelle piazze della cittàde; e come puledro sarà cacciato, e dove non spererae sarà preso.
31 E sarae vituperio di tutti, però che non averae inteso il timore di Dio.
32 Così ogni femina che lascerà il marito suo, e ordinerae la ereditade da altro marito,
33 primamente fu incredibile nella legge dello Altissimo; e appresso lascioe il marito suo; poi fornicò in adulterio, e d' altro marito ordinoe a sè figliuoli.
34 Costei fia menata nella chiesa, e nelli suoi figliuoli sarà veduta.
35 Li figliuoli suoi non faranno radici, e li rami suoi non faranno frutto.
36 Ma lasceranno in maledizione (l'anima sua
37 E conosceranno coloro che rimarranno, che nulla è meglio che il timore di Dio, e nulla è più dolce che guardare li comandamenti di Dio.
38 Grande gloria è seguire Iddio; però che lunghezza di dì si riceverà da lui.