SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Santa Maria Goretti ( Letture di oggi)

Siracide ܝܫܘܥ ܒܪ ܐܣܝܪܐ 23


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PeshittaBIBBIA MARTINI
1 ܐܠܗܐ ܐܒܝ ܘܡܪܗܘܢ ܕܚܝ̈ܝ ܠܐ ܬܬܩܠܢܝ ܡܛܠܬܗܘܢ1 Signore, padre, e padrone della mia vita non mi abbandonare alle suggestioni delle mie labbia, e non permettere, che per cagione di esse io cada.
2 ܡ̇ܢ ܕܝܢ ܐܩܝܡ ܥܠ ܬܪܥܝܬܝ ܫܘܛܐ ܘܥܠ ܠܒܝ ܫܒܛܐ ܕܝܘܠܦܢܐ ܕܗ̣ܘ ܡܪܝܐ ܢܚܘܣ ܥܠ ܚ̈ܘܒܝ ܕܒܟܢܘܫܬܗܘܢ ܠܐ ܢܐܪܬܘܢ ܘܠܐ ܢܪܚܡܘܢ ܠܡܚܒܠܘ2 Chi adoprerà su' miei pensieri la sferza, e sul mio cuore la disciplina della sapienza? Talmente che non siano (da lei) risparmiati gli errori di quelli, e non ne spuntino fuora i peccati,
3 ܡܛܠ ܕܠܐ ܢܣܓܘܢ ܚ̈ܘܒܝ ܘܠܐ ܢܥܫܢܘܢ ܚ̈ܛܗܝ ܘܢܓܠܘܢܢܝ ܩܕܡ ܒܥܠܕܒܒܐ ܘܢܚܕܐ ܠܝ ܣܢܐܐ3 Affinchè non si moltiplichi la mia ignoranza, e non crescan di numero i miei mancamenti, e non si aumentino i miei peccati, ond'io cada per terra in faccia a' miei avversari, e di me rida il mio nimico?
4 ܐܠܗܐ ܐܒܝ ܘܡܪܗܘܢ ܕܚ̈ܝܝ ܠܐ ܬܪܡܝܢܝ ܒܛܥܝܘܬܗܘܢ ܥܝܢܐ ܪܡܬܐ ܠܐ ܬܬܠ ܠܝ4 Signore, Padre, e Dio della mia vita non mi abbandonare al pensiero di que' peccati.
5 ܘܠܒܐ ܦܚܙܐ ܐܪܚܩ ܡܢܝ ܡܕܡ ܕܫܦܝܪ ܠܐ ܢܦܠܛܢܝ5 Non dare a me l'altura degli occhi, e tien lungi da me ogni concupiscenza.
6 ܘܦܚܙܐ ܕܒܣܪܐ ܠܐ ܢܦܚܙܢܝ ܘܢܦܫܐ ܚܨܝܦܬܐ ܠܐ ܬܫܬܠܛ ܒܝ6 Togli da me le intemperanze del ventre, e i desiderj della libidine non abbian potere sopra di me, e non lasciarmi in balìa di un'anima invereconda, e imprudente.
7 ܝܘܠܦܢܐ ܕܦܘܡܝ ܫܡܥܘ ܒܢ̈ܝܐ ܘܕܡܙܕܗܪ ܠܐ ܢܬܚܣܕ7 Udite, o figliuoli, i documenti per governare la lingua, e chi li osserverà, non perirà per colpa delle sue labbra, e non inciamperà in opere malvage.
8 ܒܡܡܠܠܗ ܓܝܪ ܡܬܬܚܕ ܪܫܝܥܐ ܘܣܟܠܐ ܒܦܘܡܗ ܡܬܬܩܠ8 Nella sua stoltezza riman preso il peccatore, e il superbo; e il maldicente ne trarrà la sua rovina.
9 ܠܡܘܡ̈ܬܐ ܠܐ ܬܠܦ ܦܘܡܟ ܘܒܝܬ ܕܝ̈ܢܐ ܠܐ ܬܗܘܐ ܝܬܒ9 Non avvezzarti al giuramento, perché frequenti per esso son le cadute.
10 ܡܛܠ ܕܟܠ ܒܪܢܫܐ ܕܡܣܓܐ ܠܡܐܡܐ ܡܢ ܡܚܘܬܐ ܠܐ ܙ̇ܟܐ ܗܟܢܐ ܟܠ ܕܡܕܓܠ ܘܝܡܐ ܡܢ ܚܘܒܐ ܠܐ ܙܟ̇ܐ10 Il nome di Dio non sia di continuo nella tua bocca, e non mescolare col discorso i nomi de' santi; perocché non ne anderai impunito.
11 ܓܒܪܐ ܝܡܝܐ ܩܢܐ ܚܘ̈ܒܐ ܘܠܐ ܢܥܒܪ ܡܢ ܒܝܬܗ ܡܟܬܫܐ ܐܢ ܒܛܘܥܝܝ ܝܡܐ ܚܛܗܐ ܥܠܘܗܝ ܘܐܢ ܒܫܪܪܐ ܠܐ ܢܐܡܐ ܡܛܠ ܕܟܠ ܕܝܡܐ ܒܟܠ ܥܕܢ ܣܢܝܐ ܗܝ ܘܠܐ ܙܟ̇ܐ11 Conciossiachè siccome il servo messo ogni po' alla tortura ne porta sempre le lividure; così uno, che giura, e ripete quel nome, non sarà mai purgato interamente da colpa.
12 ܐܦܢ ܐܝܬ ܐܚܪܬܐ ܕܦܚ̇ܡܐ ܠܗ ܠܐ ܬܫܬܟܚ ܒܝܪܬܘܬܗ ܕܝܥܩܘܒ ܘܐܦ ܡ̇ܢ ܕܙܓ̇ܪ ܢܦܫܗ ܡܢ ܗܠܝܢ ܢܚܐ ܘܒܚܛܗ̈ܐ ܠܐ ܢܬܚܠܛ12 L'uomo, che giura molto si empierà di peccati, e non partirà dalla casa di lui il flagello.
13 ܘܐܦ ܠܣܟܠܘܬܐ ܠܐ ܬܠܦ ܦܘܡܟ ܡܛܠ ܕܐܦ ܒܗ̇ ܐܝܬ ܒܗ̇ ܡ̈ܠܐ ܕܫܘܩܪܐ13 E se non adempie il giuramento, il suo delitto sarà sopra di lui, e se non ne farà conto, avrà doppio peccato:
14 ܐܬܕܟܪ ܕܐܒܐ ܘܐܡܐ ܐܝܬ ܠܟ ܘܡܢ ܐܝܕܐ ܕܚܠܬܐ ܬܬܦܠܛ ܕܠܐ ܬܬܩܠ ܩܕܡܝܗܘܢ ܘܒܝܘܠܦܢܟ ܬܨܛܥܪ ܘܬܐܡܪ ܕܐܠܘ ܠܐ ܐܬܒܪܝܬ ܘܠܝܘܡܐ ܕܐܬܝܠܕܬ ܒܗ ܬܠܘܛ14 E se ha giurato invano, non sarà tenuto per giusto; perocché sopra la casa di lui pioveranno i gastighi.
15 ܓܒܪܐ ܓܝܪ ܕܢܠܦ ܡ̈ܠܐ ܒ̈ܛܠܬܐ ܟܠ ܝܘܡ̈ܝ ܚܝ̈ܘܗܝ ܚܟܡܬܐ ܠܐ ܢܐܠܦ ܘܠܐ ܝܘܠܦܢܐ ܡܩܒܠ ܓܒܪܐ ܕܦܚܙ ܒܨܥܪܐ ܕܒܣܪܗ15 Havvi ancora un altro linguaggio, che confina colla morte: non siane esempio tragli eredi di Giacobbe.
16 ܬܪ̈ܝܢ ܙܢ̈ܝܢ ܣܢܬ ܢܦܫܝ ܘܕܬܠܬܐ ܡܣܩ ܪܘܓܙܐ ܓܒܪܐ ܕܦܚܙ ܒܨܥܪܐ ܕܒܣܪܗ ܠܐ ܢܬܬܢܝܚ ܥܕܡܐ ܕܬܐܩܕ ܒܗ ܢܘܪܐ16 Imperocché tutte queste cose staran lungi dagli uomini religiosi, che non si immergono in tali delitti.
17 ܠܒܣܪܐ ܕܓܒܪܐ ܦܚܙܐ ܟܠ ܒܣܪ ܒܣܝܡ ܠܗ ܘܠܐ ܢܬܟܠܐ ܥܕܡܐ ܕܢܐܒܕ17 Non si avvezzi la tua bocca alla temerità del parlare, perché in essa si trova il peccato.
18 ܓܒܪܐ ܕܡܫܩܪ ܥܠ ܬܫܘܝܬܐ ܕܥܪܣܗ ܘܐܡܪ ܒܢܦܫܗ ܡ̣ܢܘ ܚ̇ܙܐ ܠܝ ܗ̇ܐ ܐܣ̈ܐ ܕܒܝܬܝ ܡܣܬܪ̈ܢ ܥܠܝ ܘܛܠܠܐ ܕܒܝܬܝ ܡܓܢ ܥܠܝ ܘܠܝܬ ܕܚ̇ܙܐ ܠܝ ܡܢܘ ܟ̇ܠܐ ܠܝ ܕܐܚ̇ܛܐ18 Ricordati di tuo padre, e di tua madre quando siedi in mezzo dei grandi;
19 ܘܠܐ ܝ̇ܕܥ ܕܥܝܢܘܗܝ ܕܐܠܗܐ ܪ̈ܘܪܒܢ ܚܕ ܒܪ̈ܒܘ ܒܫܡܫܐ ܘܚ̇ܙܐ ܐܘܪ̈ܚܬܐ ܕܟܠ ܒܢܝܢ̈ܫܐ ܘܡܣܬܟܠ ܡܐ ܕܒܚܫܘܟܐ ܩܘܒܠܠܐ ܥܒ̈ܕܝܗܘܢ19 Affinchè non avvenga, che Dio si scordi di te dinanzi a coloro, onde tu infatuato per la tua familiarità con essi, abbi a soffrirne obbrobrio talmente, che desideri piuttosto non essere venuto al mondo, e mandi imprecazioni al giorno della tua natività.
20 ܡܛܠ ܕܥܕ ܠܐ ܗ̇ܘܐ ܟܠܡܕܡ ܓܠܐ ܗ̣ܘ ܩܕܡܘܗܝ ܘܐܦ ܡܢ ܒܬܪ ܓܡܘܪܝܗ ܕܥܠܡܐ ܗ̣ܘ ܕܐܢ ܠܗ20 Un uomo, che si è avvezzato a dire degli improperj, non si correggerà per tutto il tempo di sua vita.
21 ܘܒܡܕܡ ܕܠܐ ܣ̇ܒܪ ܒܪܢܫܐ ܕܡܬܬܚܕ ܗܢܐ ܒܫܘ̈ܩܐ ܕܡܕܝܢܬܐ ܢܬܦܪܣܐ21 Due generi di persone abbondano di peccati, e il terzo chiama l'ira, e la perdizione.
22 ܗܟܢܐ ܐܦ ܐܢܬܬܐ ܕܣܪܚܐ ܥܠ ܒܥܠܗ̇ ܘܡܩܝܡܐ ܝ̇ܪܬܐ ܡܢ ܐܚܪܢܐ22 L'animo focoso come una ardente fiamma; il quale non si calma prima di aver divorato qualche cosa;
23 ܚܕܐ ܕܕܓܠܬ ܒܢܡܘܣܐ ܕܐܠܗܐ ܘܕܬܪ̈ܬܝܢ ܒܒܥܠ ܛܠܝܘܬܗ̇ ܘܕܬܠܬ ܒܙܢܝܘܬܐ ܕܓܘܪܐ ܕܡܢ ܢܘܟܪܝܐ ܐܩܝܡܬ ܝܠܕܐ23 E l'uomo, che è schiavo degli appetiti della sua carne, non avrà posa, fino che abbia comunicato il suo fuoco.
24 ܐܦ ܗ̣ܝ ܡܢ ܟܢܘܫܬܐ ܬܦܘܩ ܘܥܠ ܝܠܕ̈ܝܗ ܚܛܗ̈ܝܗ̇ ܢܬܕܟܪܘܢ24 Tutto il pane è dolce al fornicatore, e non si stanca di mal fare sino al fine.
25 ܠܐ ܢܪܡܘܢ ܒܢܝ̈ܗ̇ ܥ̇ܩܪܐ ܒܐܪܥܐ ܘܣܘ̈ܟܝܗ̇ ܠܐ ܢܥܒ̈ܕܢ ܦܐܪ̈ܐ25 Ogni uomo, che disonora il talamo conjugale, sprezzatore dell'anima propria, va dicendo: chi è, che mi vegga?
26 ܘܢܫܬܒܩ ܠܠܘܛܬܐ ܕܘܟܪܢܗ̇ ܘܚܘ̈ܒܝܗ̇ ܠܐ ܢܬܥܛܘܢ26 Le tenebre mi stanno attorno, e le pareti mi nascondono, e nissuno bada a me: di chi ho da aver paura? non si prende pensiero de' miei delitti l'Altissimo.
27 ܘܢܕܥܘܢ ܟܠܗܘܢ ܥܡܘܪ̈ܝܗ̇ ܕܐܪܥܐ ܘܢܣܬܟܠܘܢ ܟܠ ܕܡܫܬܚܪܝܢ ܒܬܒܝܠ ܕܠܝܬ ܕܛܒܐ ܡܢ ܕܚܠܬܗ ܕܐܠܗܐ ܘܠܝܬ ܕܒܣܝܡ ܡܢ ܕܠܡܛܪ ܦܘܩ̈ܕܢܘܗܝ27 Ed ei non riflette, che l'occhio di Dio vede tutte le cose; perocché questa umano timore, la paura degli occhi degli uomini discacciala lui il timore di Dio:
28 Ed ei non sa, che gli occhi del Signore sono più luminosi assai del sole; e tutte mirano attorno le vie degli uomini, e l'abisso profondo, e veggono i cuori umani fino ne' luoghi più riposti.
29 Perocché a Dio Signore furono note le cose tutte prima che fosser create, e anche dopo che furon fatte egli tutte le mira.
30 Costui pertanto sarà punito nella piazza della città; ed ei qual puledro si darà alla fuga, ma sarà sorpreso dove men si pensava.
31 E sarà disonorato nel cospetto di tutti; perché non conobbe il timor dei Signore.
32 Lo stesso sarà di qualunque donna, che lascia il proprio marito, a cui da un erede dal marito d'un'altra:
33 Perocché ella in primo luogo non erede alla legge dell'Altissimo; in secondo luogo oltraggia il proprio marito; in terzo luogo si contamina coll'adulterio, e si fa de' figliuoli da un altro marito.
34 Ella sarà condotta nella pubblica adunanza, e si farà inquisizione sopra de' suoi figliuoli.
35 Que' suoi figliuoli non metteranno radici, e i rami di lei non daran frutto.
36 Ella lascerà sua memoria in maledizione, e il suo vituperio non sarà cancellato.
37 E quelli, che verran dopo, conosceranno come nulla havvi di meglio, che temere Dio, e nulla di più soave, che il tener l'occhio a' comandamenti del Signore.
38 Ella è gloria grande il seguire il Signore; perocché da lui si riceverà lunghezza di giorni.