SCRUTATIO

Lunedi, 28 settembre 2026 - San Venceslao ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 17


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BIBBIA CEI 1974Sacra Bibbia Garofalo
1 Seguendo la via di Anfìpoli e Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c'era una sinagoga dei Giudei.1 Toccando poi Anfipoli e Apollonia, arrivarono a Tessalonica, dove c’era una sinagoga ebraica.
2 Come era sua consuetudine Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,2 Secondo le sue abitudini, Paolo vi si recò e per tre sabati consecutivi discusse con loro traendo argomento dalle Scritture.
3 spiegandole e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti; il Cristo, diceva, è quel Gesù che io vi annunzio.3 Le spiegava e allegava a provare che era necessario che il Messia soffrisse e poi risuscitasse da morte, concludendo: «È questi il Messia, quel Gesù che io vi sto annunziando».
4 Alcuni di loro furono convinti e aderirono a Paolo e a Sila, come anche un buon numero di Greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltà.4 Alcuni di essi sì lasciarono persuadere e guadagnare da Paolo e Sila, insieme con un bel numero di pagani credenti in Dio e non poche delle dame dell’alta società.
5 Ma i Giudei, ingelositi, trassero dalla loro parte alcuni pessimi individui di piazza e, radunata gente, mettevano in subbuglio la città. Presentatisi alla casa di Giàsone, cercavano Paolo e Sila per condurli davanti al popolo.5 Ma i Giudei ingelositi, con l’aiuto di alcuni scellerati della piazza, organizzarono una dimostrazione e misero in subbuglio la città, poi fattisi sotto la casa di Giasone cercavano Paolo e Sila per condurli all’assemblea del popolo.
6 Ma non avendoli trovati, trascinarono Giàsone e alcuni fratelli dai capi della città gridando: "Quei tali che mettono il mondo in agitazione sono anche qui e Giàsone li ha ospitati.6 Non trovatili, trascinarono Giasone e alcuni fratelli dai politarchi, gridando: «Codesti sovvertitori del mondo sono arrivati anche qui
7 Tutti costoro vanno contro i decreti dell'imperatore, affermando che c'è un altro re, Gesù".7 e sono ospiti di Giasone. È tutta gente che agisce contro i decreti imperiali, perché dicono che c’è un altro imperatore, Gesù».
8 Così misero in agitazione la popolazione e i capi della città che udivano queste cose;8 Con tali parole riuscirono a incitar la folla e i politarchi,
9 tuttavia, dopo avere ottenuto una cauzione da Giàsone e dagli altri, li rilasciarono.

9 ma questi, ricevuta una garanzia da Giasone e dagli altri fratelli, li rilasciarono.
10 Ma i fratelli subito, durante la notte, fecero partire Paolo e Sila verso Berèa. Giunti colà entrarono nella sinagoga dei Giudei.10 La stessa notte però i fratelli fecero partire Paolo e Sila per Berea, ed essi, appena arrivati, si recarono nella sinagoga ebraica.
11 Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica ed accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così.11 I Giudei di qui erano di idee più larghe di quelli di Tessalonica, tant'è vero che accolsero la parola con entusiasmo, anzi ogni giorno esaminavano sulla Scrittura se così stavano le cose.
12 Molti di loro credettero e anche alcune donne greche della nobiltà e non pochi uomini.12 Così abbracciarono la fede molti di loro, e inoltre non poche distinte signore pagane e anche uomini.
13 Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che anche a Berèa era stata annunziata da Paolo la parola di Dio, andarono anche colà ad agitare e sobillare il popolo.13 Ma appena gli Ebrei di Tessalonica vennero a sapere che anche a Berea era stato annunziato da Paolo l’evangelo, si portarono anche lì per agitare e sommuovere la cittadinanza.
14 Allora i fratelli fecero partire subito Paolo per la strada verso il mare, mentre Sila e Timòteo rimasero in città.14 Stavolta però i fratelli fecero andar subito Paolo, perché continuasse il viaggio, fino al mare, e là restarono solo Sila e Timoteo.
15 Quelli che scortavano Paolo lo accompagnarono fino ad Atene e se ne ripartirono con l'ordine per Sila e Timòteo di raggiungerlo al più presto.

15 Gli accompagnatori di Paolo lo condussero fino ad Atene, poi ne ripartirono con l’incarico di dire a Sila e Timoteo di raggiungerlo al più presto in quella città.
16 Mentre Paolo li attendeva ad Atene, fremeva nel suo spirito al vedere la città piena di idoli.16 Ad Atene, nell’attesa dei due, Paolo sentiva nell’animo uno sdegno profondo all’osservare che la città era piena di idoli.
17 Discuteva frattanto nella sinagoga con i Giudei e i pagani credenti in Dio e ogni giorno sulla piazza principale con quelli che incontrava.17 Passava perciò il tempo a discutere in sinagoga con gli Ebrei e con i credenti in Dio e nell’agorà tutti i giorni con chi gli capitava.
18 Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui e alcuni dicevano: "Che cosa vorrà mai insegnare questo ciarlatano?". E altri: "Sembra essere un annnunziatore di divinità straniere"; poiché annunziava Gesù e la risurrezione.18 Anche alcuni filosofi epicurei e stoici discutevano con lui, mentre altri dicevano: «Che cosa saprebbe dire codesto semi-analfabeta?» Altri invece, sentendolo annunziare Gesù e la risurrezione, dicevano: «Sembrerebbe un predicatore di divinità esotiche!»
19 Presolo con sé, lo condussero sull'Areòpago e dissero: "Possiamo dunque sapere qual è questa nuova dottrina predicata da te?19 Allora lo presero e lo condussero innanzi all’areopago e lo interrogarono: «Potremmo sapere qual è la dottrina nuova che vai insegnando ?
20 Cose strane per vero ci metti negli orecchi; desideriamo dunque conoscere di che cosa si tratta".20 Dal momento che tu ci annunzi cose strane, vogliamo sapere di che si tratta».
21 Tutti gli Ateniesi infatti e gli stranieri colà residenti non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare.

21 Gli Ateniesi in genere e gli stranieri ivi residenti a ogni altro passatempo preferivano questo: dire e ascoltare le ultime novità.
22 Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Areòpago, disse:
"Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dèi.
22 Paolo quindi, ritto in mezzo all’areopago, cominciò: «Ateniesi! Vedo in voi un gran timore degli dèi.
23 Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio.23 Passando infatti e osservando i vostri monumenti religiosi, ho trovato anche un’ara con la dedica “A un dio sconosciuto”. Ebbene, io vi voglio appunto annunziare quello che voi onorate senza conoscere.
24 'Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene', che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo24 Il Dio che ha creato il mondo e ciò che contiene, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi materiali;
25 né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.25 né può essere servito dalle nostre mani, come se avesse bisogno di qualcosa, egli che a tutti dà la vita, il respiro e ogni altro bene.
26 Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio,26 Anzi è lui che da un solo uomo ha prodotto l’intero genere umano affinché popolasse tutta la terra, fissando nello spazio e nel tempo i limiti della loro vita.
27 perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi.27 È per questo che essi cercano Dio, tentando di sentirlo e di afferrarlo, egli che davvero non è lontano da ciascuno di noi.
28 In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi siamo.
28 Per opera sua infatti abbiamo vita, moto ed esistenza, come certuni dei vostri poeti hanno cantato: “Noi siamo ‘infatti della sua stirpe”.
29 Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'immaginazione umana.29 Ebbene, giacchè siamo della stirpe di; Dio, non dobbiamo ritenere che la divinità sia rassomigliabile a un blocco d’oro o d’argento o di sasso, scolpito dall’arte e dal genio umano.
30 Dopo esser passato sopra ai tempi dell'ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi,30 Dio, dunque, dopo aver tollerato le epoche dell’ignoranza, al presente chiama il genere umano a un ravvedimento generale e universale.
31 poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti".
31 Poiché ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia per mezzo di un uomo da lui designato e accreditato davanti a tutti col risuscitarlo da morte...».
32 Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: "Ti sentiremo su questo un'altra volta".32 All’udire parlare di risurrezione dei morti, parte si misero a beffarlo, parte dissero: «Su questo argomento ti ascolteremo un’altra volta».
33 Così Paolo uscì da quella riunione.33 Così Paolo dovette lasciare la loro assemblea.
34 Ma alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionìgi membro dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.34 Alcuni di loro, tuttavia, non vollero staccarsi da lui e abbracciarono la fede, tra cui Dionigi, l’areopagita, più una donna chiamata Damaris e altri ancora.