SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Geremia ܐܪܡܝܐ 20


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PeshittaBIBBIA MARTINI
1 ܘܫܡܥ ܦܫܚܘܪ ܒܪ ܐܡܪܝܐ ܟܗܢܐ ܘܗܘ ܦܩܘܕܐ ܗܘܐ ܘܫܠܝܛܐ ܒܒܝܬܗ ܕܡܪܝܐ ܠܐܪܡܝܐ ܢܒܝܐ ܟܕ ܡܬܢܒܐ ܦܬ̈ܓܡܐ ܗܠܝܢ1 E Phassur figliuolo di Emmer sacerdote, e creato prefetto della casa del Signore, udì Geremia, che profetizzava in tal guisa.
2 ܘܡܚܝܗܝ ܦܫܚܘܪ ܠܐܪܡܝܐ ܢܒܝܐ ܘܐܪܡܝܗ ܒܚܕܪܬܐ ܕܒܬܪܥܐ ܕܒܝܬ ܒܢܝܡܝܢ ܥܠܝܐ ܕܒܒܝܬܗ ܕܡܪܝܐ2 E Phassur percosse Geremia profeta, e lo messe a' ceppi alla porta superiore di Beniamin, nella casa del Signore.
3 ܘܗܘܐ ܠܒܬܪ ܝܘܡܐ ܘܐܦܩܗ ܦܫܚܘܪ ܠܐܪܡܝܐ ܡܢ ܚܕܪܬܐ ܘܐܡܪ ܠܗ ܐܪܡܝܐ ܠܐ ܗܘܐ ܦܫܚܘܪ ܩܪܐ ܡܪܝܐ ܫܡܟ ܐܠܐ ܬܘܬܒܐ ܘܚܕܘܪܐ3 E il di appresso alla punta del giorno Phassur cavò Geremia da' ceppi, e disse a lui Geremia: Il Signore non ti ha posto il nome di Phassur; ma di spavento universale.
4 ܡܛܠ ܗܢܐ ܗܟܢܐ ܐܡܪ ܡܪܝܐ ܗܐ ܥܒܕ ܐܢܐ ܠܟ ܬܘܬܒܐ ܠܟ ܘܠܟܠܗܘܢ ܪ̈ܚܡܝܟ ܘܢܦܠܘܢ ܒܚܪܒܐ ܕܒ̈ܥܠܕܒܒܝܗܘܢ ܘܥܝܢ̈ܝܟ ܢܚ̈ܙܝܢ ܘܠܟܠܗ ܝܗܘܕܐ ܐܫܠܡ ܒܐܝܕܗ ܕܡܠܟܐ ܕܒܒܠ ܘܢܫܒܐ ܐܢܘܢ ܠܒܒܠ ܘܢܩܛܠ ܐܢܘܢ ܒܚܪܒܐ4 Imperocché queste cose dice il Signore: Ecco, che io ricolmerò di spavento te, e tutti gli amici tuoi: e periranno per la spada de' loro nemici, e ciò vedrai tu co' tuoi occhi; e tutto Giuda darò in balia del re di Babilonia, che gli trasporterà a Babilonia, e gli ucciderà di spada.
5 ܘܐܫܠܡ ܟܠܗܘܢ ܚܣ̈ܢܝ ܩܪܝܬܐ ܗܕܐ ܘܟܠܗ̇ ܠܐܘܬܗ̇ ܘܟܠܗ ܐܝܩܪܗ̇ ܘܟܠܗܘܢ ܓܙ̈ܐ ܕܡ̈ܠܟܐ ܕܝܗܘܕܐ ܐܫܠܡ ܒܐܝܕܐ ܕܒ̈ܥܠܕܒܒܝܗܘܢ ܘܢܫܒܘܢ ܐܢܘܢ ܘܢܒܙܘܢ ܐܢܘܢ ܘܢܘܒܠܘܢ ܐܢܘܢ ܠܒܒܠ5 E tutte le riccnezze di questa città, e tutte le sue fatiche, e tutto il prezioso, e tutti i tesori dei re di Giuda, darogli in potere de' loro nemici, i quali faran bottino, e prenderanno, e porteran tutto a Babilonia.
6 ܘܐܢܬ ܦܫܚܘܪ ܘܟܠܗܘܢ ܝܬܒ̈ܝ ܒܝܬܟ ܬܐܙܠܘܢ ܒܫܒܝܐ ܘܠܒܒܠ ܬܐܙܠ ܘܬܡܢ ܬܡܘܬ ܘܬܡܢ ܬܬܩܒܪ ܐܢܬ ܘܟܠܗܘܢ ܪ̈ܚܡܝܟ ܕܐܬܢܒܝܬ ܠܗܘܢ ܒܫܘܩܪܐ6 Ma tu, o Phassur, e tutti quelli, che abitano la tua casa, anelerete in schiavitù; e tu anderai a Babilonia, ed ivi morrai, e sarai sepolto tu, e tutti gli amici tuoi, a' quali profetizzasti menzogna.
7 ܫܕܠܬܢܝ ܡܪܝܐ ܘܐܫܬܕܠܬ ܚܣܢܬܢܝ ܘܙܟܝܬܢܝ ܗܘܝܬ ܓܘܚܟܐ ܟܠܝܘܡ ܘܟܘܠܗܘܢ ܡܡܝܩܝܢ ܒܝ7 Tu mi seducesti, o Signore, ed io fui sedotto: tu fosti più forte di me, e ne potesti più: io son tutto dì oggetto di derisione, tutti si fan beffe di me.
8 ܘܒܙܒܢ ܕܡܡܠܠ ܗܘܝܬ ܘܡܙܥܩ ܥܠ ܚ̈ܛܘܦܐ ܘܥܠ ܒܙܘ̈ܙܐ ܩܪܐ ܗܘܝܬ ܡܛܠ ܕܗܘܐ ܠܝ ܦܬܓܡܗ ܕܡܪܝܐ ܠܚܣܕܐ ܘܠܡܘܝܩܐ ܒܟܠ ܝܘܡ8 Imperocché è già tempo, che io parlo, e grido contro l'iniquità, e annunzio ad alta voce la distruzione: e la parola del Signore mi tira addosso tuttodì gli obbrobrj, e gli scherni.
9 ܘܐܡܪܬ ܕܠܐ ܐܬܕܟܪܝܘܗܝ ܘܠܐ ܐܡܠܠ ܬܘܒ ܒܫܡܗ ܘܗܘܐ ܒܠܒܝ ܐܝܟ ܢܘܪܐ ܕܝܩܕܐ ܘܚܒܐ ܒܓܪ̈ܡܝ ܘܒܥܝܬ ܠܡܣܝܒܪܘ ܘܠܐ ܐܫܟܚܬ9 E dissi: Non mi ricorderò più di lei, e non parlerò più nel nome di lui: e sentii nel mio cuore quasi un fuoco ardente rinserrato nelle mie ossa; e venni meno, non avendo forza per tollerarlo.
10 ܡܛܠ ܕܫܡܥܬ ܪܢܝܐ ܕܣ̈ܓܝܐܐ ܕܡܬܟܢܫܝܢ ܡܢ ܚܕܪ̈ܝ ܘܐܡܪܝܢ ܟܠܗܘܢ ܕܫܐܠܝܢ ܒܫܠܡܝ ܒܦܘܡܗܘܢ ܘܣܢܝܢ ܠܝ ܒܠܒܗܘܢ ܚܘܐܘܗܝ ܠܢ ܢܩܘܡ ܥܠܘܗܝ ܟܒܪ ܢܫܬܕܠ ܠܢ ܘܢܬܒܥ ܥܝܪܬܢ ܡܢܗ10 Imperocché ho udito le contumelie di molti, e i terrori all'intorno: Perseguitatelo, e perseguitiamolo; (ho udito) da tutti quelli, che viveano in pace con me, e mi stanno a' fianchi; (e dicono) se in qualche modo egli cadesse in errore, e noi lo soverchiamo, e facciam vendetta di lui.
11 ܘܡܪܝܐ ܥܡܝ ܐܝܟ ܓܢܒܪܐ ܥܫܝܢܐ ܡܛܠ ܗܢܐ ܟܠܗܘܢ ܪ̈ܕܘܦܝ ܢܒܗܬܘܢ ܘܠܐ ܢܫܬܟܚܘܢ ܒܗܬܘ ܛܒ ܡܛܠ ܕܠܐ ܐܣܬܟܠܘ ܒܗܬܬܐ ܕܥܠܡ ܕܠܐ ܡܬܛܥܝܐ11 Ma sta meco il Signore come un forte campione: quindi coloro, che mi perseguitano, caderanno, e saran privi di forze: saranno confusi altamente, perchè non hanno compreso quell'obrobrio sempiterno, che non sarà mai cancellato.
12 ܘܡܪܝܐ ܚܝܠܬܢܐ ܒܚܪ ܙܕܩܐ ܚܙܐ ܟܘ̈ܠܝܬܐ ܘܠܒܐ ܐܚܙܐ ܦܘܪܥܢܟ ܡܢܗܘܢ ܡܛܠ ܕܠܟ ܓܠܝܬ ܕܝܢ̈ܝ12 E tu, Signore degli eserciti, che metti il giusto alla prova, tu, che discerni gli affetti del cuore, fa ch'io ti vegga prender vendetta di costoro; perocché a te ho raccomandata la causa mia.
13 ܫܒܚܘ ܠܡܪܝܐ ܫܒܚܘ ܠܡܪܝܐ ܕܦܨܝ ܢܦܫܗ ܕܡܣܟܢܐ ܡܢ ܐܝܕܐ ܕܡܒ̈ܐܫܢܐ13 Cantate inni al Signore, date laude al Signore: perocché egli ha liberato l'anima del povero di mano dei cattivi.
14 ܠܝܛ ܗܘ ܝܘܡܐ ܕܐܬܝܠܕܬ ܒܗ ܝܘܡܐ ܕܐܝܠܕܬܢܝ ܐܡܝ ܠܐ ܢܗܘܐ ܒܪܝܟ14 Maledetto il giorno, in cui io nacqui, il giorno, in cui mi partorì la mia madre, non sia benedetto.
15 ܠܝܛ ܗܘ ܓܒܪܐ ܕܣܒܪ ܠܐܒܝ ܘܐܡܪ ܠܗ ܕܐܬܝܠܕ ܠܟ ܒܪܐ ܕܟܪܐ ܘܣܒܪ ܕܡܚܕܝܘ ܚܕܝܗ15 Maledetto l'uomo che diede la nuova al padre mio, dicendo: E nato a te un bambino maschio: quasi ciò fosse per riempierlo di allegrezza.
16 ܢܗܘܐ ܓܒܪܐ ܗ̇ܘ ܐܝܟ ܩܘܪ̈ܝܐ ܕܗܦܟ ܡܪܝܐ ܘܠܐ ܐܬܪܥܝ ܠܗܝܢ ܢܫܡܥ ܝܠܠܬܐ ܒܨܦܪܐ ܘܝܘܒܒܐ ܒܛܗܪܐ16 Sia quell'uomo come son le città, le quali il Signore distrusse, senza averne pietà: le grida ascolti al mattino, e le urla nel mezzo giorno:
17 ܕܠܐ ܐܡܝܬܢܝ ܒܡܪܒܥܐ ܘܗܘܬ ܠܝ ܕܝܢ ܐܡܝ ܩܒܪܐ ܘܒܡܪܒܥܐ ܒܛܢܘܬܝ ܠܥܠܡ17 Perchè Dio non mi fé morire nel sen materno, talmente che la madre mia fosse il mio sepolcro, e eterna fosse la sua gravidanza.
18 ܠܡܢܐ ܢܦܩܬ ܡܢ ܡܪܒܥܐ ܠܡܚܙܐ ܥܡܠܐ ܘܕܐܘܘܐܢܐ ܘܓܡܪܘ ܒܒܗܬܬܐ ܝܘܡ̈ܝ18 Perchè mai venni io fuora dell'alvo materno a veder affanno, e dolore, e affinchè si consumasser nella confusione i miei giorni?