SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Siracide ܝܫܘܥ ܒܪ ܐܣܝܪܐ 9


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PeshittaBIBBIA MARTINI
1 ܠܐ ܬܛܢ ܒܐܢܬܬܟ ܕܠܐ ܬܐܠܦ ܥܠܝܟ ܚܟܡܐ ܒܝܫܐ1 Non esser geloso della donna unita teco in matrimonio, affinchè ella non adopri in tuo danno la malizia de' pravi insegnamenti.
2 ܠܐ ܬܬܠ ܠܐܢܬܬܐ ܢܦܫܟ ܠܡܫܠܛܘܬܗ̇ ܥܠ ܟܠ ܡܐ ܕܐܝܬ ܠܟ2 Non far che la tua moglie abbia dominio sopra il tuo spirito, affinchè ella non ti soverchi, e tu ne resti con vergogna.
3 ܠܐ ܬܥܢܐ ܥܡ ܙܢܝܬܐ ܕܠܐ ܬܦܠ ܒܡܨܝ̈ܕܬܗ3 Non gettar gli occhi sopra la donna, che ama molti, per non cader ne' suoi lacci.
4 ܥܡ ܙܡܪܬܐ ܠܐ ܬܣܬܘܕ ܕܠܡܐ ܬܘܒܕܟ ܒܫܘܥ̈ܝܬܗ4 Non frequentare la ballerina, e non istare a sentirla, se non vuoi perire per le arti di lei.
5 ܒܒܬܘܠܬܐ ܠܐ ܬܬܒܩܐ ܕܠܡܐ ܬܬܚܝܒ ܒܦܪܢܝܬܗ̇ ܐܥܦܐ5 Non mirare la vergine, affinchè la sua avvenenza non sia a te occasion di caduta.
6 ܠܐ ܬܬܠ ܠܙܢܝܬܐ ܢܦܫܟ ܕܠܐ ܬܘܒܕ ܝܘܪܬܢܐ ܕܢܟ̈ܣܝܟ6 Non soggettare in verun modo l'anima tua alle meretrici per non mandare in perdizione te stesso, e la un eredità.
7 ܘܬܨܛܥܪ ܒܫܘ̈ܩܝ ܡܕܝܢܬܐ ܘܬܬܟܬܒ ܒܓܘܪܐ ܕܚܘ̈ܒܐ7 Non menar gli occhi attorno pelle contrade della città, e non andar vagando per le piazze.
8 ܐܦܝ̈ܟ ܒܐܢܬܬܐ ܕܫܦܝܪܐ ܠܐ ܢܚܘܪ̈ܢ ܘܠܐ ܬܬܒܩܐ ܒܫܘܦܪܐ ܕܠܐ ܕܝܠܟ ܒܫܘܦܪܗ̇ ܓܝܪ ܕܐܢܬܬܐ ܣܓܝܐ̈ܐ ܐܒܕܘ ܘܪܚܡܬܗ̇ ܐܝܟ ܢܘܪܐ ܝܩܕܐ8 Rivolgi lo sguardo dalla donna pomposamente abbigliata, e non mirare studiosamente una straniera beltà:
9 ܥܡ ܐܢܬܬ ܓܒܪܐ ܠܐ ܬܣܓܐ ܡܡܠܠܐ ܘܠܐ ܬܓܪ ܥܡܗ̇ ܫܘܥ̈ܝܬܐ ܕܠܡܐ ܢܣܛܐ ܒܬܪܗ̇ ܠܒܟ ܘܒܕܡܐ ܚܝܒܐ ܬܚܘܬ ܠܫܝܘܠ9 La beltà della donna fu la perdizione di molti; e per essa la concupiscenza qual fuoco si accende.
10 ܠܐ ܬܫܒܘܩ ܪܚܡܟ ܥܬܝܩܐ ܡܛܠ ܕܚܕܬܐ ܠܐ ܡܛܐ ܠܗ ܪܚܡܐ ܚܕܬܐ ܐܝܟ ܚܡܪܐ ܚܕܬܐ ܕܟܕ ܢܥܬܩ ܬܫܬܝܘܗܝ10 Qualunque donna impudica è calpestata da tutti, come il sudiciume delle strade.
11 ܠܐ ܬܛܢ ܒܐܢܫܐ ܪܫܝܥܐ ܡܛܠ ܕܠܐ ܬܕܥ ܡܢܐ ܗܘܝܐ ܚܪܬܗ11 Molti invischiati dalla bellezza di donna straniera di ventanni reprobi; perocché il cicalio di lei abbrugia come il fuoco.
12 ܠܐ ܬܛܢ ܒܥܘܠܐ ܕܡܨܠܚ ܐܬܕܟܪ ܕܥܕܡܐ ܠܡܘܬܐ ܐܢܫ ܠܐ ܙܟܐ12 Non sedere giammai colla donna altrui, e non istare con lei a tavola appoggiato sul gomito:
13 ܐܪܚܩ ܡܢ ܐܢܫܐ ܕܫܠܝܛ ܠܡܩܛܠ ܘܠܐ ܬܕܚܠ ܡܢ ܕܚܠܬܐ ܕܡܘܬܐ ܘܐܢ ܩܪܒ ܐܢܬ ܠܐ ܬܚܝܒ ܢܫܡܬܟ ܘܕܥ ܕܒܝܬ ܦܚ̈ܐ ܐܢܬ ܦܣܥ ܘܥܠ ܢܫܒ̈ܐ ܐܢܬ ܡܗܠܟ13 E non disputar con lei a chi più beve, affinchè non si pieghi il tuo cuore verso di lei, e a spese del tuo sangue tu non cada nella perdizione.
14 ܐܝܟ ܚܝܠܟ ܥܢܝ ܚܒܪܟ ܘܥܡ ܚܟܝܡ̈ܐ ܗܘܝܬ ܩܛܪ ܪܐܙܐ14 Non abbandonare il vecchio amico; perocché il nuovo non sarà come quello.
15 ܥܡ ܡܢ ܕܕܚܠ ܠܐܠܗܐ ܢܗܘܘܢ ܚܘܫܒ̈ܢܝܟ ܘܟܠܗܝܢ ܫܘܥ̈ܝܬܟ ܒܐܘܪ̈ܚܬܗ ܕܡܪܝܐ15 L'amico nuovo è un vino nuovo: invecchierà, e tu lo berai soave.
16 ܐܢ̈ܫܐ ܟܐ̈ܢܐ ܢܗܘܘܢ ܐܟ̈ܠܝ ܦܬܘܪܟ ܘܒܕܚܠܬܗ ܕܐܠܗܐ ܬܗܘܐ ܬܫܒܘܚܬܟ16 Non invidiare al peccatore la sua gloria, e le sue ricchezze; perocché tu non sai qual sia per essere la sua catastrofe.
17 ܒܚܟܡܬܗ ܕܕܝܢܐ ܬܬܩܢ ܡܕܝܢܬܐ ܘܕܫܠܝܛ ܒܥܡܡ̈ܐ ܚܟܝܡ ܘܣܟܘܠܬܢ17 Non piacciano a te le violenze commesse dagli uomini ingiusti: tu sai, che non piacerà (a te) l'empio quando sia disceso nel sepolcro.
18 ܕܚܝܠ ܒܩܪܝܬܐ ܓܒܪܐ ܦܟܢܐ ܘܕܢܣܒ ܥܠ ܦܘܡܗ ܡܣܬܢܐ18 Sta lungi da colui, che ha il potere di uccidere, e non avrai ansietà per timor della morte:
19 E se mai ti avvicini a lui, bada di non far cosa, per cui egli ti tolga la vita.
20 Sappi, che tu conversi colla morte; perocché tu cammini in mezzo ai lacci, e passeggi tralle armi di gente sdegnosa.
21 Per quanto tu puoi cammina con cautela riguardo al tuo prossimo, e tratta co' saggi, e prudenti.
22 Siano uomini giusti i tuoi convitati, e il tuo vanto sia di temer Dio.
23 Il pensiero di Dio sia fisso nell'animo tuo, e tutti i tuoi ragionamenti siano de' comandamenti dell'Altissimo.
24 Le opere dell'artefice han lode dalla industria loro, e il principe del popolo dalla saggezza del suo discorso, e il discorso dei vecchj dalla prudenza.
25 L'uom linguacciuto nella sua città è terribile, e chi è temerario a parlare, merita di esser odiato.