SCRUTATIO

Sabato, 4 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Cantico 5


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BIBBIA CEI 1974Peshitta
1 Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa,
e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo;
mangio il mio favo e il mio miele,
bevo il mio vino e il mio latte.
Mangiate, amici, bevete;
inebriatevi, o cari.

1 ܐܬܝܬ ܠܓܢܬܝ ܚܬܝ ܟܠܬܐ ܐܬܝܬ ܠܓܢܬܝ ܩܛܦܬ ܡܘܪܝ ܥܡ ܒܣ̈ܡܢܝ ܐܟܠܬ ܒܣܝܡܘܬܝ ܥܡ ܕܒܫܝ ܐܫܬܝܬ ܚܡܪܝ ܥܡ ܚܠܒܝ ܐܟܘܠܘ ܚܒܪ̈ܝ̈ ܘܐܫܬܘ ܘܪܘܘ ܕܕ̈ܝ
2 Io dormo, ma il mio cuore veglia.
Un rumore! È il mio diletto che bussa:
"Aprimi, sorella mia,
mia amica, mia colomba, perfetta mia;
perché il mio capo è bagnato di rugiada,
i miei riccioli di gocce notturne".
2 ܐܢܐ ܕܡܟܐ ܘܠܒܝ ܥܝܪ ܩܠܗ ܕܕܕܝ ܕܢܩܫ ܦܬܚܝ ܠܝ ܚܬܝ ܩܪܝܒܬܝ̈ ܝܘܢܝ ܬܡܝܡܬܐ ܡܛܠ ܕܪܝܫܝ ܐܬܡܠܝ ܛܠܐ ܘܩܘ̈ܨܬܝ ܡܢ ܪ̈ܣܝܣܝ ܠܠܝܐ
3 "Mi sono tolta la veste;
come indossarla ancora?
Mi sono lavata i piedi;
come ancora sporcarli?".
3 ܫܠܚܬ ܟܘܬܝܢܝ ܐܝܟܢܐ ܐܠܒܫܝܗ̇ ܐܫܝܓܬ ܪ̈ܓܠܝ ܐܝܟܢܐ ܐܛܢܦ ܐܢܝ̈ܢ
4 Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio
e un fremito mi ha sconvolta.
4 ܕܕܝ ܐܘܫܛ ܐܝܕܗ ܡܢ ܢܩܒܐ ܘܡ̈ܥܝ ܓܥܘ ܥܠܘܗܝ
5 Mi sono alzata per aprire al mio diletto
e le mie mani stillavano mirra,
fluiva mirra dalle mie dita
sulla maniglia del chiavistello.
5 ܩܡܬ ܐܢܐ ܕܐܦܬܚ ܠܕܕܝ ܘܐܝܕܝ ܢܛܦܬ ܡܘܪܐ ܘܨ̈ܒܥܬܝ ܡܘܪܐ ܢܛܦ ܥܠ ܝܕ ܣܘܟܪܐ
6 Ho aperto allora al mio diletto,
ma il mio diletto già se n'era andato, era scomparso.
Io venni meno, per la sua scomparsa.
L'ho cercato, ma non l'ho trovato,
l'ho chiamato, ma non m'ha risposto.
6 ܦܬܚܬ ܐܢܐ ܠܕܕܝ ܘܕܕܝ ܐܪܟܢ ܥܒܪ ܢܦܫܝ ܢܦܩܬ ܒܡܡܠܠܗ ܒܥܝܬܗ ܘܠܐ ܐܫܟܚܬܗ ܩܪܝܬܗ ܘܠܐ ܥܢܢܝ
7 Mi han trovato le guardie che perlustrano la città;
mi han percosso, mi hanno ferito,
mi han tolto il mantello
le guardie delle mura.
7 ܐܫܟܚܘܢܝ ܢܛܘܪ̈ܐ ܕܡܬܟܪ̈ܟܝܢ ܒܡܕܝܢܬܐ ܡܚܐܘܢܝ ܘܨܠܦܘܢܝ ܢܣܒܘ ܐܪܕܝܕܝ ܡܢܝ ܢܛܪ̈ܝ ܫܘܪܐ
8 Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
se trovate il mio diletto,
che cosa gli racconterete?
Che sono malata d'amore!

8 ܐܘܡ̈ܝܬܟܝܢ ܒܢ̈ܬ ܐܘܪܫܠܡ ܐܢ ܬܫܟܚ̈ܢ ܠܕܕܝ ܐܫܬ̈ܥܝܢ ܠܗ ܕܟܪܝܗܬ ܪܚܡܬܐ ܐܢܐ
9 Che ha il tuo diletto di diverso da un altro,
o tu, la più bella fra le donne?
Che ha il tuo diletto di diverso da un altro,
perché così ci scongiuri?

9 ܡܢܘ ܕܕܟܝ ܡܢ ܕ̈ܕܐ ܫܦܝܪܬ ܒܢܫ̈ܐ ܡܢܘ ܕܕܟܝ ܡܢ ܕ̈ܕܐ ܕܗܟܢܐ ܐܘܡܝܬܝܢ
10 Il mio diletto è bianco e vermiglio,
riconoscibile fra mille e mille.
10 ܕܕܝ ܚܘܪ ܘܣܘܡܩ ܘܓܒܐ ܡܢ ܪ̈ܒܘܬܐ
11 Il suo capo è oro, oro puro,
i suoi riccioli grappoli di palma,
neri come il corvo.
11 ܪܝܫܗ ܐܝܟ ܟܐܦܐ ܕܕܗܒܐ ܩ̈ܘܨܬܗ ܡܦܫ̈ܛܢ ܐܘ̈ܟܡܢ ܐܝܟ ܥܘܪ̈ܒܐ
12 I suoi occhi, come colombe
su ruscelli di acqua;
i suoi denti bagnati nel latte,
posti in un castone.
12 ܥܝܢ̈ܘܗܝ ܐܝܟ ܕܝܘܢܐ ܥܠ ܫܒ̈ܩܐ ܕܡ̈ܝܐ ܕܣܚ̈ܝܢ ܒܚܠܒܐ ܘܝܬ̈ܒܢ ܥܠ ܫܠܡܘܬܐ
13 Le sue guance, come aiuole di balsamo,
aiuole di erbe profumate;
le sue labbra sono gigli,
che stillano fluida mirra.
13 ܦܟ̈ܘܗܝ ܐܝܟ ܡܫ̈ܟܒܬܐ ܕܒܣ̈ܡܐ ܣ̈ܦܘܬܗ ܫ̈ܘܫܢܐ ܕܢ̈ܛܦܢ ܡܘܪܐ ܘܢܪܕܘܢ
14 Le sue mani sono anelli d'oro,
incastonati di gemme di Tarsis.
Il suo petto è tutto d'avorio,
tempestato di zaffiri.
14 ܐ̈ܝܕܘܗܝ ܐܝܟ ܟܪܟܐ ܕܕܗܒܐ ܕܡܠܐ ܟܐ̈ܦܝ ܕܗܒܐ ܟܪܣܗ ܥܒܕܐ ܕܫܢܐ ܥܠ ܡܦܚܐ ܕܣܦܝܠܐ
15 Le sue gambe, colonne di alabastro,
posate su basi d'oro puro.
Il suo aspetto è quello del Libano,
magnifico come i cedri.
15 ܫܩ̈ܘܗܝ ܥܡ̈ܘܕܐ ܕܫܝܫܐ ܕܡܬܩܢܝܢ ܥܠ ܚܘܡܪ̈ܐ ܕܕܗܒܐ ܚܕܝܗ ܐܝܟ ܕܠܒܢܢ ܘܓܒܐ ܐܝܟ ܐܪ̈ܙܐ
16 Dolcezza è il suo palato;
egli è tutto delizie!
Questo è il mio diletto, questo è il mio amico,
o figlie di Gerusalemme.
16 ܚܟܗ ܐܝܟ ܟܟܪ̈ܝܬܐ ܕܚ̈ܠܝܢ ܘܡܐ̈ܢܘܗܝ ܪ̈ܓܝܓܝܢ ܗܢܘ ܕܕܝ ܘܗܢܘ ܚܒܪܝ ܒܢ̈ܬ ܐܘܪܫܠܡ