1Dov'è andato il tuo diletto,o bella fra le donne?Dove si è recato il tuo diletto,perché noi lo possiamo cercare con te?
2Il mio diletto era sceso nel suo giardinofra le aiuole del balsamoa pascolare il gregge nei giardinie a cogliere gigli.
3Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me;egli pascola il gregge tra i gigli.
4Tu sei bella, amica mia, come Tirza,leggiadra come Gerusalemme,terribile come schiere a vessilli spiegati.
5Distogli da me i tuoi occhi:il loro sguardo mi turba.Le tue chiome sono come un gregge di capreche scendono dal Gàlaad.
6I tuoi denti come un gregge di pecoreche risalgono dal bagno.Tutte procedono appaiatee nessuna è senza compagna.
7Come spicchio di melagrana la tua gota,attraverso il tuo velo.
8Sessanta sono le regine,ottanta le altre spose,le fanciulle senza numero.
9Ma unica è la mia colomba la mia perfetta,ella è l'unica di sua madre,la preferita della sua genitrice.L'hanno vista le giovani e l'hanno detta beata,le regine e le altre spose ne hanno intessuto le lodi.
10"Chi è costei che sorge come l'aurora,bella come la luna, fulgida come il sole,terribile come schiere a vessilli spiegati?".
11Nel giardino dei noci io sono sceso,per vedere il verdeggiare della valle,per vedere se la vite metteva germogli,se fiorivano i melograni.
12Non lo so, ma il mio desiderio mi ha postosui carri di Ammi-nadìb.


Note:

Ct 6,1:Nuovo intervento del coro che prepara la conclusione dei vv 2 e 3. Non bisogna ricercare l'amato, egli è presente nel cuore dell'amata, che è il «suo giardino» (cf. Ct 4,12+). La sicurezza dell'amore reciproco è espressa nel v 3 con termini simili a quelli di Ct 2,16 .

Ct 6,4-10:I vv 4-10 formano un piccolo poema delimitato dalla ripetizione delle stesse parole alla fine del v 4 e del v 10. I vv 5b-7 riprendono parzialmente Ct 4,1; Ct 4,2; Ct 4,3(b) e possono essere un'aggiunta. L'amato proclama che l'amata è la sua unica, che vale più di tutto un harem regale (v 8, cf. 1Re 11,3; 2Cr 11,21; 2Cr 13,21).

Ct 6,4:Gerusalemme: è «la tutta bella, la gioia dell'universo» (Lam 2,15). - Tirza, prima capitale del regno del nord (1Re 14,17), è messa in parallelo perché il suo nome significa che è «gradevole, piacevole». - schiere: senso incerto.

Ct 6,5:mi turba: altri poeti parlerebbero di «sguardi assassini».

Ct 6,8:le fanciulle senza numero: probabile glossa.

Ct 6,10:Vedi l'elogio della sposa in Sir 26,16-18 . Il sommo sacerdote Simeone è paragonato alla luna e al sole (Sir 50,6-7). Un canto d'amore egiziano paragona l'amata, unica e senza confronto (cf. qui v 9) a Sirio, la stella più brillante.

Ct 6,11-12:I vv 11 e 12 sono indipendenti dal poema precedente e sono enigmatici. Non si conosce chi parla: è l'amato se il giardino del v 11 rappresenta la sua amica, come in Ct 4,12; Ct 4,16; Ct 5,1 ; ma è l'amata se si considera che la seconda parte del versetto sarà pronunziata da lei in Ct 7,13 . Il v 12 è il più difficile del Cantico e scoraggia ogni interpretazione. Forse questo Amminadìb è l'equivalente palestinese del «Principe Mehi», un personaggio accessorio nei canti egiziani, che va in giro con un carro e s'immischia negli amori altrui.

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