SCRUTATIO

Giovedi, 9 luglio 2026 - Santa Veronica Giuliani ( Letture di oggi)

Proverbi ܡܬ̈ܠܐ 21


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PeshittaBIBBIA VOLGARE
1 ܐܝܟ ܬܦܐ ܕܡ̈ܝܐ ܠܒܗ ܕܡܠܟܐ ܒܐ̈ܝܕܘܗܝ ܕܐܠܗܐ ܘܠܐܬܪ ܕܨܒܐ ܡܪܟܢ ܠܗ1 Il cuore e potere del re (e di tutti gli altri uomini) sono nella mano di Dio in tutto; e in molto poco tempo, quando gli piace, ha fatto d' uno malvagio, uomo buono, (quando la grazia dello Spirito Santo gli mette in cuore, che lascia il suo peccato, e sì si confessa).
2 ܟܠܗܝܢ ܐܘܪ̈ܚܬܗ ܕܓܒܪܐ ܬܪ̈ܝܨܢ ܐ̈ܢܝܢ ܒܥܝܢ̈ܝ ܢܦܫܗ ܘܡܪܝܐ ܡܬܩܢ ܠܒܐ2 E sono molte genti, che altri credono che menino buona vita, e che sieno in buono stato; ma niuno conosce il cuore altro che Iddio.
3 ܡ̇ܢ ܕܥܒܕ ܙܕܝܩܘܬܐ ܘܕܝܢܐ ܓܒܐ ܗܘ ܠܡܪܝܐ ܡܢ ܕܒܚܬܐ3 E piace più a Dio fare misericordia e diritto giudicio, che sacrificio (che uomo gli possa fare).
4 ܪܘܡܐ ܕܥܝ̈ܢܐ ܘܪܘܚܬܐ ܕܠܒܐ ܘܫܪܓܐ ܕܥܘ̈ܠܐ ܚܛܝܬܐ4 Allegrezza di cuore fa ribaldire gli occhi; (coloro che desiderano le cose che veggiono, debbono molto odiare e' loro occhi, che hanno molto spesso mala pace ne' loro cuori); i disleali non desìderano se non male, e non saranno già lieti se non possono fare male.
5 ܡܚܫ̈ܒܬܗ ܕܓܒܝܐ ܡܗܝ̈ܡܢܢ ܘܕܒܝܫܐ ܡܚܣܪ̈ܢ5 Il prode uomo e il savio averanno tuttavia assai; ma il malvagio e il pigro saranno tuttavia in miseria e in povertà.
6 ܡܥܒܕܢܘܬܐ ܕܣܝܡܬܐ ܒܠܫܢܐ ܕܓܠܐ ܘܠܐܒܕܢܐ ܢܣܬܚܦܘܢ ܐܝܠܝܢ ܕܒܥܝܢ ܠܡܘܬܐ6 Quello che con malvagità hanne acquistato grande ricchezza, e' metterà rigoglio; per la qual cosa anderà alle pene dello inferno.
7 ܬܒܪܐ ܕܥܘ̈ܠܐ ܢܐܬܐ ܥܠܝܗܘܢ ܥܠ ܕܠܐ ܨܒܘ ܠܡܥܒܕ ܕܝܢܐ7 Ciò che i falsi giudici hanno avuto e preso a fare disleale giudicamento, graverae loro troppo (nella fede; al dì del giudicio parleranno contro a loro per li doni che n' hanno avuto).
8 ܕܗܦܟ ܐܘܪܚܗ ܓܒܪܐ ܗܘ ܢܘܟܪܝܐ ܘܐܝܢܐ ܕܕܟܐ ܬܪ̈ܝܨܝܢ ܥ̇ܒ̈ܕܘܗܝ8 (L'uomo fue fatto per Iddio servire propriamente, e per guardarsi da peccare, e fare bene; e) quando egli fa contro a' comandamenti, egli fae altrimenti contro a lui (ed esce fuori di diritta via); ma se fa ciò che deve, piace molto a colui che lo forinò.
9 ܦܩܚ ܠܡܬܒ ܥܠ ܩܪܢܐ ܕܐܓܪܐ ܡܢ ܕܠܡܥܡܪ ܥܡ ܐܢܬܬܐ ܢܨܝܬܐ9 Molto vale meglio all' uomo, che si tenga di tutti i diletti carnali, e intenda a bene fare, che non vale compagnia di femina che non sia piacevole e di buona maniera.
10 ܢܦܫܗ ܕܥܘܠܐ ܠܐ ܡܬܚܙܝܐ ܒܥܝܢ̈ܝ ܚܒܪ̈ܘܗܝ10 La volontà dell' uomo disleale è tuttavia a mal fare; e già a suo potere non averà pietà nè mercede del suo prossimo, (s' egli hae mestiere di lui).
11 ܘܒܬܘܟܗ ܕܒܝܫܐ ܡܬܚܟܡ ܫܒܪܐ ܘܚܟܝܡܐ ܒܬܪܥܝܬܗ ܡܩܒܠ ܝܕܥܬܐ11 Le disavventure, che vengono a' cattivi uomini, sì possono castigar medesimamente i fanciulli; ma quelli tengono compagnia al prode uomo e santo, apparano tuttavia sapienza.
12 ܡܣܬܟܠ ܙܕܝܩܐ ܠܒܗܘܢ ܕܥܘ̈ܠܐ ܘܕܚܩ ܠܥܘ̈ܠܐ ܠܒܝܫܬܐ12 I prodi uomini sono alcuna volta in grande tormento (e in grande pena, per castigare i folli e) per trarre i malvagi di loro malizia.
13 ܕܡܣܟܪ ܐ̈ܕܢܘܗܝ ܕܠܐ ܢܫܡܥ ܠܡܣܟܢܐ ܐܦ ܗܘ ܢܩܪܐ ܠܐܠܗܐ ܘܠܐ ܢܥܢܝܘܗܝ13 Quello che non degna d' udire il povero uomo che mercede gli chiede (o che gli domanda limosina o che gli chiegga consiglio), e’verrà il giorno che griderae mercede, e non sarà udito; (tutto simigliantemente colui che non ha pietade nel suo cuore d'altrui disavventura e d'altrui peccato, che giudica e a lui non tiene, e' non si guarda già pure che gli possa bene avvenire a tale cosa, o a peggiore, inanzi che vegna alla fine; e perciò è molto ardito chi altrui giudica, chè niuno non sa ciò che gli addiviene).
14 ܡܘܗܒܬܐ ܕܒܛܘܫܝܐ ܡܦܪܩܐ ܪܘܓܙܐ ܘܕܚܐܣ ܠܡܬܠ ܡܥܝܪ ܪܘܓܙܐ14 Molto puote essere lieto chi puote fare limosina di sua diritta fatica; chè (quando elli l' ha fatta sanza rigoglio e sanza rimostranza,) egli estingue il peccato dall'ira di Dio; ma niuno la deve fare in maniera che il mondo la vegga, (ma solamente il grande Signore, per cui ello la fa, elli la renderà, quando il mondo sarà finito).
15 ܚܕܘܬܗ ܕܙܕܝܩܐ ܥܒܕܐ ܕܝܢܐ ܘܬ̇ܒܪܐ ܠܥ̇ܒ̈ܕܝ ܥܘ̣ܠܐ15 Assai deve essere lieto lo prode uomo a fare giudicamento; (chè quando non si sente di niente colpevole, non teme se non Iddio;) ma coloro che fanno male, (e sono in malo stato) debbono (dottare e) temere (la vendetta de' giudicii terreni e il giudicamento di Dio).
16 ܒܪܢܫܐ ܕܛܥܐ ܡܢ ܐܘܪܚܐ ܕܣܘܟܠܐ ܥܡ ܒܢ̈ܝ ܐܪܥܐ ܢܬܬܢܚ16 Colui che Iddio non teme, (nè castigamento di prode uomo, elli non riceve misericordia, e tuttavia cresce il suo peccato sanza ritornare in via di veritade) sarae giudicato nella mente con esso i diavoli.
17 ܓܒܪܐ ܕܚܣܝܪ ܠܗ ܘܪܚܡ ܚܕܘܬܐ ܘܚܡܪܐ ܘܒܣܡܐ ܠܐ ܢܥܬܪ17 Colui che è ghiotto della bocca, sarà povero tutto tempo; chi troppo desidera cose assai, non sarà già mai ricco.
18 ܬܚܠܘܦܗ ܕܙܕܝܩܐ ܥܘܠܐ ܘܚܠܦ ܬܪܝܨܐ ܕܓܠܐ18 Quello che a prode uomo fa male (a torto e sanza ragione) sarae dannato per suo misfatto; e i disleali saranno giudicati per lo male ch' egli hanno fatto (a coloro che non li hanno servito; sì come fue a Pilato ed Erode e gli altri mali fattori, che feciono tormentare e uccidere coloro che amavano Dio e temevano).
19 ܛܒ ܠܡܬܒ ܒܐܪܥܐ ܕܡܕܒܪܐ ܡܢ ܕܠܡܥܡܪ ܥܡ ܐܢܬܬܐ ܢܨܝܬܐ ܘܡܪܓܙܢܝܬܐ19 Meglio viene a uno uomo (che ami pace) in povera villa stare (ed essere semplice), che avere compagnia di femina troppo adirosa e maliziosa (ed essere riccamente in cittade o in a tra buona villa).
20 ܣܝܡܬܐ ܪܓܝܓܬܐ ܘܡܫܚܐ ܒܕܝܪܐ ܚܟܡܬܐ ܘܣܘܟܠܐ ܕܒܢ̈ܝ ܐܢܫܐ ܢܒܠܥܝܗ̇20 Il consiglio dell' uomo, il quale Iddio più ama, vale un tesoro; (in tutto suo affare non troverà già uomo, se non dolcezza e umilità;) ma già il malvagio non cura sì poco di grazia, ch' ella non sia male impiegata; (chè ello non si conosce mai in niuno bene).
21 ܕܒܥܐ ܙܕܝܩܘܬܐ ܘܛܝܒܘܬܐ ܡܫܟܚ ܚܝ̈ܐ ܘܙܕܝܩܘܬܐ ܘܬܫܒܘܚܬܐ21 Quello che ha la mano diritta in giustizia e in misericordia, viverà lungamente in buono stato,' e sarà in gloria e in riposo.
22 ܠܡܕܝܢܬܐ ܕܓܢܒܪ̈ܐ ܣܠܩ ܚܟܝܡܐ ܘܟܒܫ ܚܣܢܐ ܕܬܘܟܠܢܗ̇22 (Niuno deve avere fidanza in sua forza nè in sua virtude, chè tosto è abbattuta forza d' uomo, quando Dio vuole. E perciò dice Salomone :) la forte città prese il savio uomo, e abbattè la securità ch' ella aveva in sua forza. (Il savio è il nostro Signore, che abbatte la forza della città, quando egli abbatte l'orgoglio dell' uomo).
23 ܕܢܛܪ ܦܘܡܗ ܘܠܫܢܗ ܢܛܪ ܢܦܫܗ ܡܢ ܐܘܠܨܢܐ23 Quello che guarda la sua bocca, e lascia la lingua da dire male d' altrui e di dire parole ree, elli guarda la sua anima di dolore e di tribulazione.
24 ܡܪܚܐ ܕܥܫܝܢ ܫܡܗ ܥܒܕ ܥܘ̣ܠܐ ܒܐܟܬܗ24 Il folle è chiamato rigoglioso e stolto; medesimamente fellonie e rigogliosi debbono odiare sopra tutte cose.
25 ܪܓܬܗ ܕܚܒܢܢܐ ܩܛܠܐ ܠܗ ܡܛܠ ܕܠܐ ܨܒܐ ܕܢܥܒ̈ܕܢ ܐ̈ܝܕܘܗܝ ܥ̇ܒܕܐ25 Quello che niente vuole fare (e che non ha che perdere) non è maraviglia già se sarae a fine; chè uomo ozioso (e povero che tosto) s' abbandona a fare follia.
26 ܘܟܠܗ ܝܘܡܐ ܪܐܓ ܪܓܬܐ ܙܕܝܩܐ ܝܗܒ ܘܠܐ ܚܐܣ26 L'uomo di male affare tosto desidera l' altrui cose; ma il prode uomo non ha cura dell' altrui, anzi dona del suo a coloro che mestiere n' hanno.
27 ܘܕܒܚܐ ܕܥܘ̈ܠܐ ܛܡܐ ܗܘ ܡܛܠ ܕܒܥܘ̣ܠܐ ܡܝܬܝܢ ܠܗ27 Molto odia Iddio (offeso, che malvagio uomo faccia) elemosina ch' è fatta di malvagio acquisto; (e oblazione nulla non gli piace, se non per umilità e diritta fatica a chi la fa).
28 ܣܗܕܐ ܕܓܠܐ ܢܐܒܕ ܘܓܒܪܐ ܫܡܘܥܐ ܬܪܝܨܐܝܬ ܡܡܠܠ28 (Quello che fa sembianti di servire a Dio, nè non ha cura nè volontà, farà mala fine; ma quello che a Dio serve semplicemente e di buona volontà, sarà tuttavia in bene qui e nell' altro secolo nella compagnia di Dio). Testimonio falso perirà; e l'obediente parlerà vittoria.
29 ܚܨ̈ܝܦܢ ܐ̈ܦܘܗܝ ܕܓܒܪܐ ܥܘܠܐ ܘܐܝܢܐ ܕܬܪܝܨ ܗܘ ܡܬܩܢ ܐܘܪ̈ܚܬܐ ܕܢܦܫܗ29 E l'uomo disleale si tiene forte nella sua malizia (e odia castigamento di Dio e di prode uomo); ma quello che sente il suo peccato, e sa che Iddio è crucciato, ammenda tosto sua vita, (quand' egli gli manda un poco di malizia).
30 ܠܝܬ ܚܟܡܬܐ ܐܦ ܠܐ ܣܘܟܠܐ ܘܐܦ ܠܐ ܬܪܥܝܬܐ ܐܝܟ ܕܡܪܝܐ30 Contro a Dio non vale nè sapere nè consiglio nè prodezza di uomo; (nè contro al suo volere non può niuno, e sia grande signore se sa).
31 ܣܘܣܝܐ ܡܛܝܒ ܠܝܘܡܐ ܕܩܪܒܐ ܘܕܡܪܝܐ ܗܘ ܦܘܪܩܢܐ31 L'uomo apparecchia cavalli e arme per andare in guerra (e in battaglia); ma da Dio viene la vittoria. (Dio dae battaglia a qual parte più gli piace, e fae alcuna volta a poche genti sopramontare, e uscire molta grande assembrata di genti).