Genesi 37

In qual tempo Amos profetaste. Vendetta di Dio contro Damasco, contro i Filistei, Tiro, l'Idumea, e gli Ammoniti, i guati alla quarta iniquità non troveranno pietà.

1Giacobbe adunque abitò nella terra di Chanaan, dove fu pellegrino suo padre.2E questa è la genealogia di lui: Giuseppe essendo di sedici anni pasceva ancor fanciullo il gregge insieme co' suoi fratelli: e stava co' figliuoli di Bala, e di Zelpha, mogli del padre suo; e accusò presso al padre i suoi fratelli di pessimo delitto.3Or Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figliuoli, perché lo aveva avuto in vecchiezza: e gli fece una tonaca di vari colori.4Ma i suoi fratelli veggendo, com'egli era più di tutti gli altri figliuoli amato dal padre, l'odiavano, e non potevano dirgli una parola con amore.5Avvenne ancora, ch'egli riferì a' suoi fratelli un sogno, che avea veduto: la qual cosa fu un semenzaio di odio maggiore.6E disse loro: Udite il sogno veduto da me:7Mi pareva, che noi legassimo nel campo i manipoli, e che il mio manipolo quasi si alzava, e stava diritto, e che i vostri manipoli stando all'intorno adoravano il mio manipolo.8Risposero i suoi fratelli: Sarai tu forse nostro re? o sarem noi soggetti alla tua potestà? Questi sogni adunque, e questi discorsi somministraron esca all'invidia, e all'avversione.9Vide pure un altro sogno, e raccontandolo a' fratelli, disse: Ho veduto in sogno, come se il sole, e la luna, e undici stelle mi adorassero.10La qual cosa avendo egli raccontata al padre, e ai fratelli, suo padre sgridollo, dicendo: Che vuol egli dire questo sogno, che hai veduto? forse che io, e la tua madre, e i tuoi fratelli prostrati per terra ti adoreremo?11I suoi fratelli pertanto gli portavano invidia: il padre poi considerava la cosa in silenzio.12E dimorando i suoi fratelli a pascere i greggi del padre in Sichem,13Israele disse a lui: I tuoi fratelli sono in Sichem alla pastura: vieni, vo' mandarti verso di essi. E avendo egli risposto:14Son pronto, gli disse: Va', e vedi, se tutto va bene riguardo a' tuoi fratelli, e ai bestiami; e riportami quello che ivi si fa. Spedito dalla valle di Hebron arrivò a Sichem:15E un uomo lo incontrò, mentre andava qua e là per la campagna, e domandogli, che cercasse.16Ma egli rispose: Cerco i miei fratelli: insegnami, dove sieno a pascere i greggi.17Colui gli disse: Si sono partiti da questo luogo: ed hogli uditi, che dicevano: Andiamo a Dothain. Andò adunque Giuseppe in traccia dei suoi fratelli, e trovogli in Dothain.18Ma questi vedutolo da lungi, prima che ad essi si accostasse, disegnarono di ucciderlo:19E dicevano gli uni agli altri: Ecco il signore dei sogni che viene:20Su via, ammazziamolo, e gettiamolo in una vecchia cisterna: e diremo: Una fiera crudele lo ha divorato: e allora apparirà, che giovino a lui i suoi sogni.21Ma Ruben udito questo si affaticava di liberarlo dalle loro mani, e diceva:22Non gli date la morte, e non ispargete il suo sangue: ma gettatelo in questa cisterna, che è nel deserto, e pure serbate le vostre mani. Or ei ciò diceva con volontà di liberarlo dalle loro mani, e restituirlo a suo padre.23Appena adunque giunse presso a' fratelli, lo spogliarono della tonaca talare a varii colori,24E lo calarono nella vecchia cisterna, che era al secco.25E postisi a sedere per mangiare il pane videro dei passeggieri Ismaeliti che venivan di Galaad co' loro cammelli, e portavano aromi, e resina e mirra stillata in Egitto.26Disse adunque Giuda a' suoi fratelli: Qual bene ne avremo noi, se ammazzeremo un nostro fratello, e celeremo la sua morte?27È meglio che si venda agl'Ismaeliti, e che non imbrattiamo le nostre mani: perocché egli è nostro fratello e nostra carne. Si acquietarono i fratelli alle sue parole.28E mentre passavano quei mercanti Madianiti, avendolo tratto dalla cisterna lo venderono a certi Ismaeliti per venti monete d'argento: e questi lo condussero in Egitto.29E tornato Ruben alla cisterna non vi trovò il fanciullo.30E stracciatesi le vesti, andò a trovare i suoi fratelli, e disse: Il fanciullo non si vede, e io dove anderò?31Ma quelli preser la tonaca di Giuseppe, e la intriser del sangue di un agnello che aveano ammazzato,32Mandando persone a portarla al padre, e dirgli: Questa abbiamo trovato: guarda, se è, o no, la tonaca del tuo figliuolo.33E il padre avendola riconosciuta disse: Ella è la tonaca del mio figliuolo: una fiera crudele lo ha mangiato, una bestia ha divorato Giuseppe.34E stracciatesi le vestimenta, si coprì di cilizio, e pianse per molto tempo il suo figlio.35Ed essendosi raunati tutti i suoi figliuoli per alleggerire il dolore del padre, non volle egli ammettere consolazione, ma disse: Scenderò piangendo a trovare il mio figliuolo nell'inferno. E mentre egli perseverava nel pianto,36I Madianiti in Egitto venderon Giuseppe a Putifare eunuco di Faraone, capitano delle milizie.

Note


1,1:Due anni prima del tremuoto. Di questo tremuoto parla anche Zaccaria capo XIV. 5. Giuseppe Ebreo scrive, che questo tremuoto fu effetto dell'ira di Dio sdegnato contro il re Ozia, che avea voluto usurpare il ministero sacerdotale, e offerire l'incenso nel tempio di Dio, Antiq. IX. II. Vedi anche s. Girolamo.
Jeroboam, a' tempi di cui profetò Amos, è Jeroboam II. figliuolo di Joas.

1,2:Il Signore ruggirà da Sion, ec. Il Signore, che ha abitazione, e trono, e tempio in Sionne, il vero Dio, da cui vi ribellaste voi, o Israeliti, da quel suo luogo santo farà udire per mezzo de' suoi profeti le terribili sue minaccevoli voci, voci come di leone irato, e fremente, e di là egli verrà a far vendetta de' suoi nemici.
E saranno in lutto le più belle pasture, ec. Amos pastore prende ordinariamente le similitudini, e le metafore dalle cose pastorali, e dalle cose della campagna. Le più belle pasture sono in questo luogo le belle doviziose cittadi del regno di Israele, e delle vicine nazioni, le quali dice il Profeta, che saranno in lutto e in affanno, quando Dio manderà contro di esse i minacciati flagelli, onde rimarranno desolate, e vuote di abitatori. Il Carmelo è messo più volte nelle Scritture come luogo di somma fertilità, e deliziosissimo. Vedi Isai. XVI. 10. XXIX.17. Del rimanente due monti di questo nome sono celebri, uno a mezzodì, dove stava Nabal marito di Abigail I.Reg. XXV.: l'altro verso Tolemaide, dove Elia fece orazione, e ottenne la pioggia. Vedi s. Girolamo, e III. Reg. XVIII.

1,3:Dopo le tre scelleraggini ... e dopo le quattro io ec. Amos principiando dalle minacce contro le genti nemiche di Israele, in primo luogo dimostra, come Dio continua tuttora ad aver cura di questo popolo; in secondo luogo col terrore degli altrui mali procura di inspira re allo stesso Israele il giusto timore, ch'ei debbe avere per se medesimo, riflettendo a quel, che egli ha meritato colla sua sfacciata idolatria, e colle altre sue iniquità. Tre, e quattro sono qui posti come numeri indefiniti, lo che si costuma anche presso i Latini, che dicono, Tre, e quattro volte beati ec., e noi li imitammo nel nostro Volgare. Dice adunque il Signore, che dopo le moltiplicate scelleraggini di Damasco, egli non la richiamerà a ravvedimento, ma la abbandonerà al gastigo meritato particolarmente per le crudeltà esercitate contro gli Israeliti di Galaad; e questa ella è la scelleraggine quarta, cioè l'ultima, la quale aggiunta alle altre molte farà che il Signore dia di mano al flagello. da' tempi della ribellione di Razon contro Salomone, ed egli, e i suoi successori regi di Damasco furon sempre nemici di Israele. Vedi III. Reg. X. 25. XVI. 20. 2. 22. XX. ec. Quello poi, che colmò la misura delle iniquità di Damasco si fu di aver pestati, e tribbiati quelli di Galaad sotto le ruote ferrate, e dentate di quelle tregge, colle quali sull'aia si tribbiavan le paglie dopo che n'era uscito il grano, affinchè servissero di cibo a' bestiami in mancanza di fieni, de' quali non abbondava la Giudea. E ciò fu fatto sotto Azael re, o piuttosto usurpatore del regno di Damasco, come a lui stesso fu predetto da Eliseo. Vedi IV. Reg. VIII. 12. ec. XIII. 4. 7.

1,4:Metterò il fuoco alla casa di Azael ....le case di Benadad. Il fuoco significa la guerra, e la desolazione effetto della guerra; e con tal fuoco, dice Dio, che distruggerà il regno di Azael, e il regno di Benadad figliuolo di Azael. Theglathphalasar assediò, e prese Damasco, e i cittadini di lei trasportò a Cirene, come sta scritto IV. Reg. XIV., o sia a Kir.

1,5:Gli abitatori dalla campagna dell'idolo. Nell'Ebreo si legge: gli abitatori di Behat-Aven; la voce Aven, iniquità (ovvero inutilità), è posta sovente per significare i vani simulacri, e perciò la lezione della Volgata concor da coll'Ebreo, se non che in questa si è espresso quello, che era indicato nell'Ebreo con quel titolo di disprezzo, onde si intende e qui, e là prognosticata la dispersione degli abitatori della casa, ovver del paese pieno di simu lacri, e tutto dedito al culto di essi.
E dalla casa di delizie ec. La nostra Volgata ha interpretato così la voce composta Beth-Aden, che credesi nome proprio di una città della Siria di Damasco.
A Cirene. Intendesi non il paese di Cirene, confinante coll'Egitto, ma di Cirene, ovvero Kir nella Media superiore. Vedi Giuseppe Antiq. IX. 13.

1,6-8:Perchè hanno condotta schiava tutta la gente per rinchiuderla ec. È minacciato il supplizio a Gaza, città marittima dei Filistei, ed anche ad Azoto, Ascalona, e Accaron, perchè i Filistei aveano condotta in ischiavitù tutta la gente di Israele, che aveano potuto prendere, senza distinzione di età, o di sesso, e l'aveano venduta agli Idumei, dove senza speranza di libertà menasser que' miseri Israeliti una vita peggior della morte. Vedi Hieron. Theodor. ec. Del fatto, che è qui accennato, non si ha verun lume nelle Scritture, nè presso Giuseppe Ebreo. Ma in generale l'odio dei Filistei contro il popolo del Signore è dimostrato sovente ne' libri santi. Vedi la pre dizione di Geremia contro Gaza, e contro i Filistei. Jerem. XLVII. XXV.

1,9:E non ha avuta memoria dell'alleanza de' fratelli. Ciò si intende comunemente della stretta amicizia, che fu tra Salomone, e Hiram, re di Tiro, i quali si tratta vano come fratelli. Vedi III. Reg. V. IX., e s. Girolamo, Teodoreto ec. Qualche moderno Interprete vuole, che si accusino i cittadini di Tiro di aver dato occasione a nuove discordie tra' Giudei, e gli Idumei col vendere a questi discendenti di Esaù i figliuoli di Giacobbe, non avendo rispetto alla alleanza, e alla consanguinità, che era tra que' due popoli. Vedi le predizioni di Geremia contro Tiro XXVII. XLVII., ed Ezechiele XXIX.

1,11:Ha covato pertinacemente il rancore, ec. L'odio di Esaù contro Giacobbe durò nei discendenti dello stesso Esaù. Num. XX. 18. Nella espugnazione di Gerusalemme gli Idumei erano nell'esercito di Nabuchodonosor; ma da questo stesso principe furono essi stessi soggiogati, e ridotti in ischiavitù secondo la predizione di Geremia XXV. XVII. Vedi Ezech. XXVII.

1,12:Contro di Theman ....le case di Bosra. Theman, e Bosra erano due città principali della Idumea.

1,13:Per dilatare i suoi confini ha sventrate ec. Ammon ebbe sempre delle pretensioni sopra il paese di Galaad. Vedi Jud. XI. 12. Non sappiamo in qual tempo preciso gli Ammoniti esercitassero contro le donne Ebree di Galaad la orribile crudeltà, che è qui descritta.

1,14:Metterò il fuoco alle mura di Rabba. Questa città, Rabba, era la capitale degli Ammoniti. Isaia, e Geremia predissero la distruzione degli Ammoniti nella guerra, che ad essi fece Nabuchodonosor. Vedi Isai. XV. Jerem. XLIX., ed Ezechiele XXV.

1,15:Melchom anderà in ischiavitù. Melchom è lo stesso, che Moloch, famoso Dio degli Ammoniti. Vedi Jer. XLIX. 12.