Genesi 22
Versetti esaminati
Giobbe tanto, e facoltoso offerisce sacrifizi al Signore pe' figliuoli, che alternativamente si faceano de' conviti: il Signore permette a Satana di saccheggiare tutto il suo, e per opera di lui rovinate tutte le sostanze, e uccisi i figliuoli, egli paziente con tutti i segni di mestizia prorompe in lodi a Dio.
1Dopo avvenute queste cose, Dio tentò Abramo, e gli disse: Abramo, Abramo. Ed egli rispose: Eccomi.2E quegli disse: Prendi il tuo figliuolo unigenito, il diletto Isacco, e va' nella terra di visione: e ivi lo offerirai in olocausto sopra uno de' monti, il quale io t'indicherò.3Abramo adunque alzatosi, che era ancor notte, imbastò il suo asino, e prese seco due giovani, e Isacco suo figliuolo: e avendo tagliate le legna per l'olocausto, s'incamminò verso il luogo assegnatogli da Dio.4E il terzo giorno, alzati gli occhi, vide da lungi il luogo:5E disse a' suoi giovani: Aspettate qui coll'asino: io, e il fanciullo anderemo fin colà con prestezza, e fatta che avremo l'adorazione, torneremo da voi.6Prese eziandio le legna per l'olocausto, e le pose addosso ad Isacco suo figliuolo: egli poi portava colle sue mani il fuoco, e il coltello. E mentre camminavano tutti e due insieme,7Disse Isacco a suo padre: Padre mio. E quegli rispose: Che vuoi, figliuolo? Ecco; disse quegli, il fuoco, e le legna: dov'è la vittima dell'olocausto?8E Abramo disse: Iddio si provvederà la vittima per l'olocausto, figliuol mio. Andavano adunque innanzi di conserva:9E giunsero al luogo mostrato a lui da Dio, in cui egli edificò un altare, e sopra vi accomodò le legna: e avendo legato Isacco suo figlio, lo collocò sull'altare sopra il mucchio delle legna.10E stese la mano, e diè di piglio al coltello per immolare il suo figliuolo.11Quand'ecco l'Angelo del Signore dal ciel gridò, dicendo: Abramo, Abramo. E quegli rispose: Eccomi.12E quegli a lui disse: Non stendere la tua mano sopra il fanciullo, e non fare a lui male alcuno: adesso ho conosciuto, che tu temi Dio, e non hai perdonato al figliuol tuo unigenito per me.13Alzò gli occhi Abramo, e vide dietro a sé un ariete preso per le corna tra' pruni, e se lo tolse, e in olocausto lo offerse in vece del figlio.14E pose nome a quel luogo, il Signore vede. D'onde fino a quest'oggi si dice: Sul monte il Signore provvederà.15E l'Angelo del Signore per la seconda volta chiamò Abramo dal cielo, dicendo:16Per me medesimo io ho giurato, dice il Signore: perché hai fatta una tal cosa, e non hai perdonato al figlio tuo unigenito per me:17Io ti benedirò, e moltiplicherò la tua stirpe, come le stelle del cielo, e come l'arena, che è sul lido del mare: il tuo seme s'impadronirà delle porte de' suoi nemici:18E nel seme tuo saran BENEDETTE tutte le nazioni della terra, perché hai obbedito alla mia voce.19Tornò Abramo da' suoi servi, e se ne andarono insieme a Bersabee, e ivi egli abitò.20Dopo che queste cose furono avvenute così, fu recata ad Abramo la novella, che Melcha avea ancor ella partoriti de' figliuoli a Nachor fratello di lui,21Hus primogenito, e Buz suo fratello, e Camuel padre de' Siri.22E Cased, e Azau, e anche Pheldas, e Jedlaph,23E Bathuel, da cui nacque Rebecca: questi otto figliuoli partorì Melcha a Nachor fratello d'Abramo.24E una sua concubina, chiamata Roma, partorì Tabee, e Gaham, e Tahas, e Maacha.Note
1,1:Era un uomo ec. Secondo lo significazione dell'Ebreo conviene tradurre: Era un uomo illustre, famoso; lo che combina collo stretto significato della parola Vir nel Latino.
1,3:E quest'uomo era grande tra gli Orientali. Quasi tutti i Padri Greci e molti de' Latini credono, che Giobbe fosse re del suo paese, e questa opinione sembra comfermarsi chiaramente da quello, ch'ei dice di se, cap. XXIX 7. 8. 9. 10. 25. 26., XIX. 9., e in altri luoghi. Intorno alle ricchezze di Giobbe notisi con s. Agostino, che questi beni terreni, affinchè non si creda, che per loro stessi sieno cattivi, si danno anche a' buoni, e affinchè non si credano beni grandi, o sommi, o unici, si danno anche a' cattivi, e sono tolti a' buoni in prova della loro virtù, e ai cattivi per loro pena e tormento.
1,4:E i suoi figliuoli andavan facendo de' conviti ec. I sette figliuoli di Giobbe, che erano ammogliati, e aveano ciascuno sua casa a parte, facevano di tanto in tanto qualche convito, al quale s'invitavano reciprocamente, ed erano invitate anche le sorelle, per mantenere il mutuo affetto tra di loro. Ciascun de' figliuoli di Giobbe faceva il convito nel suo giorno, vale a dire a suo turno, ovvero, come altri spiegano, nel suo dì natalizio. Nel capo III. 1. si dice che Giobbe maledisse il sua giorno, cioè il giorno della sua nascita.
1,5:Mandava a chiamarli, e li purificava, ec. Ovvero mandava ad avvertirli, che si purificassero per poscia assistere a' sacrifizii. Sotto la legge di natura furono certamente in uso certe purificazioni necessarie per accostarsi alle cose sante, come apparisce dall' esempio di tutte quante le nazioni. È commendata in questo luogo la pietà di Giobbe, il quale temendo, che i suoi figliuoli, benché costumati e virtuosi, nell'allegrezza del convito non fosser caduti in qualche occulto peccato, con santa sollecitudine offeriva olocausti per impetrarne ad essi il perdono. Giobbe in qualità di re era il pubblico sacerdote della sua gente, come padre di famiglia era il sacerdote della stessa famiglia. Cosi fu sacerdote Melchisedech così Abramo, Giacobbe, ec.
E non abbiano disgustato Dio ne' loro cuori? ec. Letteralmente: E non abbiano benedetto Dio? ec. Ma benedire in questo luogo significa quello che abbiamo espresso nella traduzione, come anche nel v. II., e cap. II. 9., e in altri luoghi della Scrittura. Gli Ebrei si guardavano dal pronunziare la voce bestemmia, come cosa odiosa, e da non nominarsi; onde con questa antifrasi la descriveano ponendo il verbo benedire in vece del suo contrario maledire, ovver bestemmiare. Vedi 1. Reg. XXI 10. 13. Ma benché in mala parte si prenda qui il verbo benedire non si prende però strettamente per bestemmiare, ma per qualunque peccato, onde Dio resta offeso, tanto più, che parlasi in questa luogo di peccato interiore, e del cuore; la qual cosa è molto da avvertire, perché dimostra quanto pura, e perfetta tasse la giustizia di Giobbe, il quale sicuro della esterna condotta de' propri figliuoli allevati nel timor santo di Dio, temeva gli occulti interni peccati, coi quali potevano aver offeso il Signore. Al contrario gli Ebrei carnali (come apparisce da' rimproveri fatti loro da Gesù Cristo) ponevano grande studi nella mondezza esteriore, e nissuna cura prendevansi della purezza del cuore.
1,6-7:Essendo venuti i figliuoli di Dio ec. Ovvero come leggono i LXX, gli Angeli di Dio: con questa parabola ci si pone dinanzi agli occhi la paterna providenza di Dio verso i suoi servi, l'ufficio dei buoni Angeli, i quali stanno accanto al trono di Dio, essendo tutti (come dice l'Apostulo Hebr. 1. 4.) spiriti amministratori, che sono mandati al ministero in grazia di coloro, i quali acquistano l'eredità della salute; e finalmente ci dimostra la malizia e perversità del Demonio, e l'ostinato odio, ch'ei porta ai buoni, contro de' quali però non può egli veruna cosa intraprendere senza la permissione di Dio. Satan significa propriamente un avversario, ovvero un accusatore, ed è questo nome dato sovente al Demonio si nel vecchio, e si nel nuovo Testamento. Quello, che dice questo avversario terribile degli uomini, ho fatto il giro della terra, ec. e spiegato mirabilmente in quella tenerissima esortazione dell'Apostolo Pietro, ep. 1. cap. v. 8. 9. Siate temperanti, e vegliate, perché il Diavolo vostro avversario, come lione che rugge, va in volta cercando chi divorare, cui resistete forti nella fede.
1,13:Or mentre un giorno i figliuoli di lui ec. Tutte le calamità che sono qui descritte avvennero nel medesimo giorno.
1,15:I Sabei hanno fatta una scorreria, ec. Questi Sabei sono discendenti di Seba figliuolo di Abramo e di Cetura, e abitavano nell'Arabia. Or il mestiere de' popoli dell'Arabia, fu com'è ancora, di presente, il rubare e predare.
1,16:Un fuoco grande è caduto dal cielo, ec. Letteralmente: un fuoco di Dio e caduto ec. Ma è detto qui fuoco di Dio, come altrove dicesi Cedri di Dio, per Cedri grandi, monti di Dio in vece di monti grandi, ec. Vedi Ps. LXXIX. II. XLIV. 10., XXXV 7., 1.' Reg. XIV. 15. Jon. III. 3.
1,17:I Caldei divisi ec. I Caldei confinavano coll'Arabia deserta per testimonianza di Strabone e di Plinio, ed eglino pure erano sperimentati ladroni. Senof. Cirop. lib. III.
1,20:Si straccio le sue vesti, e tosatosi il capo, ec. Stracciarsi la veste superiore, tosarsi capelli, ovvero strapparsegli, erano i segni di lutto e di afflizione presso gli antichi.
1,21:E ignudo tornerò laggiù. Nella terra, che lu la prima mia madre, come di tutti gli uomini, Giobbe riconosce, e adora il supremo dominio di Dio sopra gli uomini, e sopra tutte le ease create. Da una grande opulenza, e felicità egli cade in una miseria grande; ma si rammenta, che i beni, de' quali godeva son dono di Dio, e quindi egli dice con gran sentimento di rassegnazione: il Signore non mi ha tolto il mio, ma il suo si è ripigliato; egli sa il perché egli abbia fatta talcosa, e basta a me di sapere, ch'ei l'ha voluta, perché io confessi ch'ella è giusta, e benedica il suo santo nome. Notisì ancora, come non ai Sabei, non a' Caldei, non alle altre cause secondo, non finalmente al Demonio attribuisce Giobbe le sue sciagure, ma alle disposizioni di Dio, la cui equità e providenza egli loda in mezzo a' tanti travagli, come quella, che tutto ordina al ben degli eletti.