Genesi 7

Sotto la condotta di Giuda, e del suo fratello Simone si espugnano moltissime città delle Genti. Othoniel avendo presa Cariath Sepher, prende in moglie Aia figliuola di Caleb colla giunta d'un podere, che s'inaffiava. Si salvano i Chananei tributari.

1E il Signore gli disse: Entra nell'arca tu, e tutta la tua famiglia: imperocché io ti ho riconosciuto giusto dinanzi a me in questa età.2Di tutti gli animali mondi ne prenderai a sette a sette, maschio, e femmina: e degli animali immondi a due a due, maschio, e femmina.3E parimente degli uccelli dell'aria a sette a sette, maschio, e femmina: affinché se ne conservi la razza sopra la faccia della terra.4Imperocché di qui a sette giorni io farò, che piova sopra la terra per quaranta giorni e quaranta notti: e sterminerò dalla superficie della terra tutti i viventi fatti da me.5Fece adunque Noè tutto quello che gli aveva comandato il Signore.6Ed egli era in età di seicento anni, allorché le acque del diluvio inondarono la terra.7Ed entrò Noè, e i suoi figliuoli, e la moglie di lui, e le mogli de' suoi figliuoli con lui nell'arca a motivo delle acque del diluvio.8E degli animali ancora mondi, ed immondi, e degli uccelli, e di tutto quello che sopra la terra si muove.9Entrarono con Noè in coppia nell'arca maschio, e femmina, conforme il Signore avea ordinato a Noè10E passati i sette giorni, le acque del diluvio inondarono la terra.11L'anno secentesimo della vita di Noè, il secondo mese a' diciassette del mese, si squarciarono tutte le sorgenti del grande abisso, e si aprirono le cateratte del cielo.12E piovve sopra la terra per quaranta giorni, e quaranta notti.13In quello stesso dì entrò Noè, e Sem, e Cham, e Japheth suoi figliuoli, la moglie di lui, e le mogli de' suoi figliuoli con essi nella arca.14Eglino, e tutti gli animali secondo la loro specie, e tutti i giumenti secondo i loro generi, e tutto quello che sopra terra si muove secondo la sua specie, e tutti i volatili secondo la loro specie, e tutti gli uccelli, e tutto quello che porta ali.15Entrarono da Noè nell'arca a due a due per ogni specie di animali, che respirano, ed hanno vita.16E quei, che v'entrarono, entraron di ogni specie maschio, e femmina, conforme avea a lui ordinato il Signore; e ve lo chiuse per di fuori il Signore.17E venne il diluvio per quaranta giorni sopra la terra, e le acque facevan cresciuta; e fecer salire l'arca molto in alto da terra.18Imperocché la inondazione delle acque fu grande: ed elle coprivano ogni cosa sulla superficie della terra: ma l'arca galleggiava sopra le acque.19E le acque ingrossarono formisura sopra la terra: e rimaser coperti tutti i monti sotto il cielo tutto quanto,20Quindici cubiti si alzò l'acqua sopra i monti, che avea ricoperti.21E ogni carne, che ha moto sopra la terra, restò consunta, gli uccelli, gli animali, le fiere, e tutti i rettili, che strisciano sulla terra: tutti gli uomini,22E tutto quello che respira, ed ha vita sopra la terra, perì.23E fu perduto ogni corpo vivente, che era sopra la terra, dall'uomo fino alle bestie, tanto i rettili, che gli uccelli dell'aria, tutto fu sterminato dalla terra: e rimase solo Noè, e que' che eran con lui nell'arca.24E le acque signoreggiarono la terra per cento cinquanta giorni.

Note


1,1:Dopo la morte di Giosuè ec. Giosuè non avea alla sua morte designato verun successore, e le tribù divise ne' diversi paesi ad esse assegnati, erano rette da' loro capi particolari. Trattandosi adesso di ripigliare la guerra contro gli antichi abitatori della Chananea, il popolo vide la necessità di avere un capo; e perciò ricorre al Signore. Le tribù erano in questo frattempo cresciute di forza e di numero d'uomini da poter venire a capo di tale impresa; e Dio senza destinare verun condottiero particolare, comanda, che la tribù di Giuda cominci la guerra. Ella era più forte e numerosa d'ogni altra tribù.

1,3:Disse Giuda a Simeone ec. La tribù di Simeone avea la sua porzione dentro i limiti della stessa tribù di Giuda, come si è veduto, Jos. XIX.

1,4:In Bene. Dovea essere la capitale di Adonibezec, il quale prendeva il nome dalla signoria di questa città. S. Girolamo parla di due villaggi detti Bezee vicini l'uno all'altro, e distanti diciassette miglia da Sichem verso Scitopoli.

1,6:Gli tagliarono i pollici delle mani e dei piedi. Per giusto giudizio di Dio fu fatto a lui quello, che egli avea fatto a tanti altri, il troncamento de' pollici rendeva l'uomo incapace di maneggiare le armi; e si legge avvenuto talora trai Romani, che qualche padre mutilasse in tal guisa i figliuoli per esimerli dall'andare alla guerra: quindi secondo alcuni il titolo di poltrone venne dal pollice troncato.

1,7:Settanta re. Quasi ogni città aveva il suo signore in quei tempi; e non è impossibile che di una stessa città più regi fossero stati vinti e trattati in tal modo l'un dopo l'altro da questo tiranno. Sembra, che ei si convertisse, e riconosciuto il vero Dio, morisse penitente.

1,8:Avendo assediata Gerusalemme la presero. Nel capo X di Giosuè si racconta, come fu fatto prigioniero e ucciso Adonisedech re di Gerusalemme: quindi comunemente si crede, che Gerusalemme fosse allora occupata degli Ebrei; ma di poi li Jebusei, che eran padroni della città di Sion, aveano ripresa quella città; onde quelli di Giuda la espugnaron, e in certo modo la purgarono dalle sozzure dell'idolatria col darla alle fiamme, dovendo ella diventare sede della religione e capitale del popol di Dio.

1,10:Giuda si mosse contro il Chananeo, che abitava in Hebron. Da questo versetto fino al 16 è raccontata la spedizione descritta, Jos. XV. 11., ec. ed è ripetuta in questo luogo forse per significare, come non fu necessario, che i figliuoli di Giuda si desser briga per impadronirsì di Hebron. Perocchè questa città era già stata soggiogata, vivente ancor Giosuè.

1,16:

1,17:Il Chananeo, che abitava in Sephaath. Si crede, che sia la stessa città di Sephata, di cui si parla, 2. Paral. XIV. 9. 10.

1,19:Ma non poté ec. Con ragione credono molti interpreti, che queste parole sieno qui poste come prese dalla bocca degli Ebrei, i quali volendo scusarsi di non avere sterminate quelle genti, a coprire la poca loro fede e la infingardaggine e pusillanimità davan a stessa risposta: Non abbiam potuto, e quelle genti hanno cocchi ferratti; onde con amara ironia furono perciò proverbiati da Giosuè cap. XVII. 18. Da una parte adunque la diffidenza e il poco coraggio, dall'altra parte una falsa pietà, che indusse gli Ebrei a lasciare tranquilli gli avanzi delle nazioni da Dio maledette, e a tollerare di vivere in varii luoghi insieme con esse, fu l'origine di grandissimi mali per Israele.

1,24:Osservarono un uomo, che usciva dalla città. Sembra, che quest' uomo venisse a darsi volontariamente nelle mani degli Ebrei persuaso forse da' miracoli fatti da Dio in favor degli Ebrei, che la sua patria dovea cadere nella loro mani, e che Dio ne avea dato ad essi il dominio. Dicendosi nel versetto precedente, che il Signore fu cogli Ebrei 'a questa conquista, pare, che il fatto di quest'uomo avesse qualche cosa di simile al fatto di Rahab, onde egli può forse essere scusato in qualche modo dall'aver tradito la patria.

1,26:Nella terra di Hetthim. Forse nella terra degli Hethei abitanti al mezzodì della Chananea verso l'Arabia Petrea, dove trovavasi una città detta Lussa per testimonianza di Giuseppe Ebreo.

1,36:Il paese dell'Amorrheo ebbe per confini ec. Così dovea essere in antico, ma di poi gli Amorrhei si erano dilatati grandemente nella Chananea, e di là dal Giordano, dove erano Og e Sehon di stirpe Amorrhea.