SCRUTATIO

Lunedi, 7 settembre 2026 - San Zaccaria Profeta ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 14


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BIBBIA CEI 1974Sacra Bibbia Garofalo
1 Dopo un periodo di tre anni, venne all'orecchio degli uomini di Giuda che Demetrio, figlio di Selèuco, era sbarcato nel porto di Tripoli con un grande esercito e la flotta1 Tre anni dopo, gli uomini di Giuda seppero che Demetrio, figlio di Seleuco, sbarcato nel porto di Tripoli con forte esercito e flotta,
2 e si era impadronito del paese, eliminando Antioco e il suo tutore Lisia.2 si era impadronito della regione, dopo avere ucciso Antioco e il suo tutore Lisia.
3 Un certo Àlcimo, che era stato prima sommo sacerdote, ma che si era volontariamente contaminato nei giorni della secessione, accorgendosi che per nessun verso si apriva a lui una via di salvezza né ulteriore accesso al sacro altare,3 Ora un certo Alcimo, che prima era divenuto sommo sacerdote, ma si era volontariamente contaminato ai tempi della rivolta, vedendo che in nessun modo vi sarebbe stata una via di scampo per sé, né la possibilità di riaccostarsi al santo altare,
4 andò dal re Demetrio verso l'anno centocinquantuno offrendogli una corona d'oro e una palma oltre ai tradizionali ramoscelli di ulivo del tempio e per quel giorno stette quieto.4 andò dal re Demetrio, verso l’anno 151, portandogli una corona d’oro, una palma, oltre i ramoscelli di olivo, che si sogliono offrire al tempio. Per quel giorno restò tranquillo.
5 Ma colse l'occasione favorevole alla sua follia, quando fu chiamato da Demetrio al consiglio e fu interrogato in quale disposizione e mentalità si tenessero i Giudei. A questa richiesta rispose:5 Ma, colta l’occasione propizia alla sua insania, quando fu chiamato a consiglio da Demetrio e interrogato in quale disposizione d’animo si trovassero i Giudei,
6 "I Giudei che si dicono Asidèi, a capo dei quali sta Giuda il Maccabeo, alimentano guerre e ribellioni e non lasciano che il regno trovi la tranquillità.6 rispose: «Quei Giudei chiamati Asidei, che Giuda Maccabeo dirige, suscitano guerre e sedizioni, rendendo: impossibile la tranquillità nel regno.
7 Per questo anch'io, privato della dignità ereditaria, intendo dire del sommo sacerdozio, sono venuto qui,7 Perciò, anch’io, derubato dell’onore dei miei avi — intendo dire del sommo sacerdozio — sono venuto qui
8 spinto anzitutto da schietta premura per gli interessi del re e dalla preoccupazione della sconsideratezza delle suddette persone, in secondo luogo mirando ai miei concittadini, perché, a causa del disordine della situazione descritta, tutto il nostro popolo viene non poco impoverito.8 prima di tutto perché spinto da sincero interesse per gli affari del re, secondariamente anche per trattare riguardo ai miei concittadini, poiché per la temerarietà dei suddetti tutta la nostra gente soffre non poco.
9 Ora che sai queste cose in particolare, tu, re, provvedi al paese e alla nostra stirpe che va decadendo, con quella cortese benevolenza che hai con tutti.9 Ora, poiché conosci ormai ogni cosa, provvedi al nostro paese e al nostro popolo oppresso, seguendo l’amabile clemenza che mostri verso tutti.
10 Fin quando Giuda è là, la situazione non può mettersi tranquilla".10 Infatti finché Giuda è là, è impossibile godere la pace».
11 Dopo queste sue parole, gli altri amici, irritati per i successi di Giuda, si affrettarono a infiammare Demetrio.11 Avendo egli parlato in questa maniera, subito anche gli altri amici del re, avversari di Giuda, infiammarono Demetrio.
12 Questi, designato subito Nicànore, già a capo degli elefanti, e nominatolo stratega della Giudea, lo inviò12 Costui, scelto subito Nicanore, già comandante del reparto degli elefanti, lo designò stratega della Giudea e lo fece partire
13 con l'ordine di eliminare prima Giuda, di disperdere i suoi uomini e di costituire Àlcimo sommo sacerdote del tempio massimo.13 con l’ordine di uccidere Giuda, di disperderne i compagni e di costituire Alcimo sommo sacerdote dell’augusto tempio.
14 Allora i pagani della Giudea, che erano fuggiti davanti a Giuda, si univano in massa a Nicànore sapendo che le sfortune e le calamità dei Giudei sarebbero state apportatrici di fortuna per loro.
14 Allora i Gentili della Giudea, che erano fuggiti a causa di Giuda, si unirono in massa a Nicanore, stimando che le sventure e le calamità dei Giudei sarebbero tornate a proprio vantaggio.
15 Quando seppero della venuta di Nicànore e dell'aggressione dei pagani, i Giudei cosparsi di polvere, elevarono suppliche a colui che ha stabilito il suo popolo per i secoli e che con segni palesi sempre protegge la sua porzione.15 Ora, quando i Giudei seppero dell’avanzata di Nicanore e dell’attacco dei Gentili, si cosparsero di polvere, supplicando colui che aveva stabilito il suo popolo per una durata eterna e che continuamente protegge la sua porzione con segni manifesti.
16 Poi il comandante, dati gli ordini, mosse rapidamente di là e si scontrò con loro presso il villaggio di Dessau.16 Quindi, per ordine del capo, si mossero subito di lì e si scontrarono con il nemico nel villaggio di Dessau.
17 Simone, fratello di Giuda, aveva già attaccato Nicànore, ma era rimasto battuto per l'improvvisa comparsa dei nemici.17 Simone, Fatelo di Giuda, assalì Nicanore ma, sconcertato per l’improvviso apparire dei nemici, subì una lieve sconfitta.
18 Tuttavia Nicànore, sentendo parlare del valore che avevano gli uomini di Giuda e del loro entusiasmo nelle lotte per la patria, non si arrischiava a decidere la sorte con spargimento di sangue.18 D’altra parte però Nicanore, conoscendo il valore di Giuda e dei suoi compagni e il loro intrepido coraggio nelle battaglie per la difesa della patria, temeva di rimettere la decisione alla prova del sangue.
19 Per questo mandò Posidonio e Teòdoto e Mattatia a dare e ricevere la destra per la pace.19 Perciò mandò Posidonio, Teodoto e Mattatia per negoziare la pace.
20 Fu fatto un lungo esame intorno a queste cose e, quando il comandante ne diede comunicazione alle truppe, il parere risultò concorde e accettarono gli accordi.20 Le proposte furono esaminate diligentemente e il comandante le comunicò alla moltitudine. Manifestatosi il parere concorde, si acconsentì di trattare.
21 Fissarono il giorno nel quale sarebbero venuti a un incontro privato. Dall'una e dall'altra parte avanzò una lettiga e collocarono dei seggi.21 Fissarono un giorno nel quale ognuno doveva convenire. Da una parte e dall’altra avanzò un veicolo, si collocarono seggi d’onore.
22 Giuda tuttavia dispose degli uomini armati nei luoghi opportuni per paura che si verificasse d'improvviso qualche tradimento da parte dei nemici: così in buon accordo tennero il convegno.22 Giuda, intanto, aveva disposto in luoghi opportuni armati pronti a intervenire, per timore di qualche improvvisa perfidia da parte dei nemici. Così si tenne il convegno pacifico.
23 Nicànore si trattenne in Gerusalemme e non fece alcun gesto fuori luogo; anzi licenziò le turbe raccogliticce che gli si erano unite.23 Nicanore, dunque, restò a Gerusalemme senza fare nulla di male. Egli licenziò le turbe che gli si erano unite in massa.
24 Voleva Giuda sempre alla sua presenza, sentiva un'intima inclinazione per quel prode.24 Non sopportava che Giuda si allontanasse da lui perché egli lo amava cordialmente.
25 L'esortò a sposarsi e ad avere figli; e quegli si sposò, poté mettersi a posto e godere giorni sereni.
25 Lo esortò a prender moglie e ad avere figli. Questi si sposò, stette in pace e godette la sua parte nella vita.
26 Ma Àlcimo, vedendo la loro reciproca simpatia e procuratosi copia degli accordi intercorsi, andò da Demetrio e gli disse che Nicànore seguiva una linea contraria agli interessi dello stato: aveva infatti nominato suo successore Giuda, il sobillatore del regno.26 Quando Alcimo venne a conoscenza della intesa reciproca e si procurò una copia dei patti conclusi, si recò da Demetrio e disse che Nicanore tramava contro gli interessi dello stato, poiché aveva designato suo successore Giuda, il perturbatore del regno.
27 Il re, acceso di sdegno e irritato per le calunnie di quel genio malefico, scrisse a Nicànore, dichiarandogli di essere scontento delle alleanze concluse e ordinandogli che gli mandasse subito ad Antiochia il Maccabeo in catene.27 Allora il re, provocato dalle calunnie di quello scellerato, si adirò fortemente e scrisse a Nicanore dicendogli che mal sopportava questi patti d’amicizia e ordinando di spedirgli subito ad Antiochia Giuda incatenato.
28 Nicànore, sorpreso da questi ordini, rimase sconcertato e aveva ripugnanza a rompere le alleanze senza che l'uomo avesse commesso alcuna colpa.28 Ciò saputo, Nicanore ne rimase costernato, perché non voleva rompere i patti, poiché Giuda non aveva fatto nulla di male.
29 Ma, poiché non gli era possibile agire contro la volontà del re, cercava l'occasione per effettuare la cosa con qualche stratagemma.29 Ma, siccome non era possibile opporsi al re, cercava l’opportunità di eseguire l’ordine con uno stratagemma.
30 Il Maccabeo, notando che Nicànore era più freddo nei rapporti con lui e che nei consueti incontri si comportava con durezza, arguendo che questa freddezza non presagiva niente di buono, raccolti non pochi dei suoi non si fece più vedere da Nicànore.30 Ora il Maccabeo, accortosi che Nicanore si comportava con lui in modo più riservato e che nei consueti incontri si mostrava piuttosto aspro, comprese che tale durezza non proveniva da qualche cosa di buono. Perciò, radunati non pochi dei suoi uomini, non si fece più vedere da Nicanore.
31 Quest'altro, accortosi di essere stato giocato abilmente da quell'uomo, salito al massimo e santo tempio, mentre i sacerdoti stavano compiendo i sacrifici prescritti, ordinò che gli fosse consegnato l'uomo.31 Questi, allora, constatato di esser stato giocato astutamente da quell’uomo, salì al tempio massimo e santo, mentre i sacerdoti offrivano i rituali sacrifici, e comandò che gli consegnassero l’uomo.
32 I sacerdoti dichiararono con giuramento che non sapevano dove mai fosse il ricercato32 Avendo costoro asserito con giuramento di ignorare dove fosse il ricercato,
33 ma egli, stendendo la destra contro il tempio, giurò: "Se non mi consegnerete Giuda in catene, farò di questa dimora di Dio una piazza pulita, abbatterò dalle fondamenta l'altare e innalzerò qui uno splendido tempio a Dioniso".33 stesa la destra verso il tempio, giurò: «Se non mi consegnerete Giuda in catene, spianerò questa dimora di Dio, demolirò l’altare e dedicherò qui un sontuoso tempio a Dioniso».
34 Dette queste grosse parole, se ne andò. I sacerdoti alzando le mani al cielo, invocarono il protettore sempre vigile del nostro popolo:34 Ciò detto, se ne andò. Allora i sacerdoti, sollevando le mani al cielo, supplicavano colui che si era sempre mostrato protettore della nostra nazione, dicendo:
35 "Tu, Signore, che di nulla hai bisogno, ti sei compiaciuto di porre il tempio della tua abitazione in mezzo a noi.35 «Tu, o Signore dell’universo, che di nulla hai bisogno, ti sei compiaciuto di avere il tempio della tua dimora in mezzo a noi.
36 E ora tu, Santo e Signore di ogni santità, custodisci questa tua casa, appena purificata, per sempre libera da contaminazioni".
36 Ora, o Signore santo di ogni santità, conserva sempre incontaminata questa casa che è stata purificata poco fa».
37 Fu denunziato a Nicànore un certo Razis degli anziani di Gerusalemme, uomo pieno di amore per la città, che godeva grandissima fama e chiamato per la sua benevolenza padre dei Giudei.37 Un certo Razis, uno degli anziani di Gerusalemme, fu denunciato a Nicanore come uomo amante della città, tenuto in grande considerazione e che per bontà era chiamato il padre dei Giudei.
38 Egli infatti nei giorni precedenti la rivolta si era attirata l'accusa di giudaismo e realmente per il giudaismo aveva impegnato corpo e anima con piena generosità.38 Egli, infatti, fino dal precedente periodo della rivolta si era attirato un’accusa di giudaismo e aveva posto in pericolo anima e corpo con invincibile costanza per il giudaismo.
39 Volendo Nicànore far nota a tutti l'ostilità che aveva verso i Giudei, mandò più di cinquecento soldati per arrestarlo;39 Ora Nicanore, volendo manifestare quale fosse il suo odio per i Giudei, mandò più di cinquecento soldati per arrestarlo.
40 pensava infatti che, prendendo costui, avrebbe arrecato loro un grave colpo.40 Pensava che con la cattura di costui avrebbe arrecato un gravissimo colpo a quelli.
41 Ma, quando quella truppa stava per occupare la torre e tentava di forzare la porta del cortile e ordinavano di portare il fuoco e di appiccarlo alle porte, egli, accerchiato da ogni lato, si piantò la spada in corpo,41 La moltitudine già stava per occupare la torre e forzare la porta del cortile, mentre si ordinava di portare il fuoco e di incendiare le porte. Razis, circondato da ogni lato, si gettò sulla sua spada,
42 preferendo morire nobilmente piuttosto che divenire schiavo degli empi e subire insulti indegni della sua nobiltà.42 volendo morire da coraggioso piuttosto che assoggettarsi a scellerati e sopportare un’ingiuria indegna della sua nobiltà.
43 Non avendo però portato a segno il colpo per la fretta della lotta, mentre la folla premeva fuori delle porte, salì coraggiosamente sulle mura e si lasciò cadere a precipizio sulla folla con gesto da prode.43 Siccome nella sua precipitazione non era rimasto colpito nella parte giusta, stando la turba per irrompere dentro le porte, egli corse con impeto sul muro e si precipitò coraggiosamente sulla folla.
44 Essi lo scansarono immediatamente lasciando uno spazio libero ed egli cadde in mezzo allo spazio vuoto.44 Ognuno si ritrasse, lasciando uno spazio vuoto, nel quale egli cadde in mezzo a loro.
45 Poiché respirava ancora, con l'animo infiammato, si alzò, mentre il sangue gli usciva a fiotti e le ferite lo straziavano e, attraversata di corsa la folla, salì su di un tratto di roccia,45 Ancora vivo, infiammato nell’animo, si rialzò, sebbene il sangue gli sgorgasse a fiotti, e, nonostante le gravi ferite, attraversò correndo tutta la turba. Salito su un muro isolato,
46 ormai completamente esangue; si strappò gli intestini e prendendoli con le mani li gettò contro la folla; morì in tal modo invocando il Signore della vita e dello spirito perché di nuovo glieli restituisse.46 divenuto ormai quasi esangue, si strappò gli intestini, che prese con le due mani e gettò sulla folla. Quindi, invocando il Signore della vita e dello spirito affinché di nuovo glieli rendesse, così morì.