Levitico 11
Versetti esaminati
Salomone sposa la figliuola di Faraone. Chiede in un sogno la sapienza, e gli è conceduta insieme colla gloria, e colle ricchezze, e di essa da il primo saggio nel decidere la lite delle due meretrici.
1E il Signore parlò a Mosè, ed Aronne, e disse:2Dite a' figliuoli d'Israele: Tra tutti gli animali della terra questi son quelli che voi mangerete:3De' quadrupedi mangerete tutti quelli che hanno lo zoccolo fesso, e ruminano:4Di tutti quelli che ruminano, e han lo zoccolo, ma non fesso, come il cammello, e gli altri, voi non ne mangerete, e li conterete tra gl’immondi.5Il porcospino, il quale rumina, ma non ha lo zoccolo fesso, è immondo:6Parimente la lepre, perché ella pure rumina; ma non ha fesso lo zoccolo:7E il porco, il quale ha fesso lo zoccolo, ma non rumina.8Delle carni di questi animali non vi ciberete, e non toccherete i loro corpi morti; perocché sono immondi per voi.9Ecco gli animali acquatici, de' quali è lecito mangiare: tutti quelli che hanno le ali, e le squame tanto nel mare come ne' fiumi, e negli stagni, voi li mangerete:10Ma tutto quel che si muove, e ha vita nell'acque, e non ha ali, né squame, lo avrete in abominazione, ed esecrazione.11Non vi ciberete di essi, e schiverete di toccarli morti.12Saranno impuri tutti gli acquatici, che non hanno ale, o squame.13Degli uccelli non dovete mangiare, ma lasciar da parte i seguenti: l’aquila, il grifone, e l'aquila di mare,14E il falcone, e l’avoltoio colle sue specie,15E il corvo, e tutte le specie simili al corvo,16Lo struzzolo, e la civetta, il laro e l'avoltoio con tutte le sue specie,17Il gufo, il mergo, e l’ibi,18E il cigno, e l’onocrotalo, e il porfirione,19La cicogna, e il caradrio colle sue specie, l'upupa, e il pipistrello.20Tutti gli animali che volano e camminano a quattro gambe, gli avrete in abbominazione:21Ma tutti quelli che camminano a quattro piedi, ma hanno gli stinchi di dietro più lunghi, co’ quali saltano sopra la terra,22Li potete mangiare: e tale è il bruco colle sue specie, l'attaco, e l’ophiomaco, e la cavalletta, ognuno colle sue specie.23Ma tutti i volatili, che hanno quattro piedi, gli avrete in esecrazione:24E chiunque li toccherà morti, contrarrà impurità, e sarà immondo fino alla sera:25E se sarà necessario, ch’ei porti alcuno di tali animali morto, laverà le sue vesti, e sarà immondo fino al tramontar del sole.26Qualunque animale, che ha lo zoccolo, ma non lo ha fesso, e non rumina, sarà immondo, e chi lo toccherà contrarrà immondezza.27Tra gli animali quadrupedi quelli che hanno mani, sulle quali camminano, saranno immondi: chi toccherà i corpi loro morti, sarà impuro fino alla sera.28E chi porterà simili cadaveri, laverà le sue vesti, e sarà immondo fino alla sera; perché tutti questi (animali) sono immondi per voi.29Degli animali, che si muovono sopra la terra, questi ancora si conteranno tra gl’immondi: lo scoiattolo, e il topo, e il coccodrillo, ciascuno secondo la sua specie,30Il migale, il camaleonte, lo stellione, la lucertola, la talpa:31Tutti questi sono immondi: chi li toccherà morti, sarà immondo fino alla sera:32E se da’ loro corpi morti alcuna cosa venga a cadere sopra qualsivoglia altra, questa sarà immonda, sia ella o un vaso di legno, o una veste, o una pelle, o un panno di Cilicia, e ogni arnese, che serve a far qualche cosa, tuttociò si laverà nell’acqua, e sarà immondo fino alla sera, e così sarà di poi purificato.33Ma il vaso di terra, dentro del quale sia caduta alcuna di tali cose, contrae immondezza, e perciò dee spezzarsi.34Qualunque cibo, di cui voi vi nudrite, se viene a versarvisi sopra dell'acqua, sarà immondo: e ogni liquore, che può beversi, se viene da qualsisia vaso (immondo) sarà immondo.35E se di tali bestie morte alcuna cosa viene a cadere sopra un vaso, questo sarà immondo: sieno forni, sieno pignatte co' piedi, contrarranno immondezza, e si distruggeranno.36Le fontane, le cisterne, e tutti i serbatoi d'acque non contrarranno immondezza. Chi toccherà un corpo morto in esse acque sarà immondo.37Se cade sopra il grano da seminare, non lo farà immondo.38Ma ove uno abbia bagnato nell’acqua il seme, se questo poi sarà toccato da un corpo d'animale morto, immediatamente sarà impuro.39Se morrà da sé un animale di quelli che è permesso a voi di mangiare, chi lo toccherà, sarà immondo fino alla sera:40E chi n'avrà mangiato, o n'avrà portata qualche parte, laverà le sue vesti, e sarà immondo fino alla sera.41Tutto quello che si strascina sopra la terra, sarà abbominevole, e non sarà usato per nudrimento.42Voi non mangerete d’alcun di quegli animali, che avendo quattro piedi, cammina sul suo petto, o ha molti piedi, o si strascina per terra, perocché sono cose abbominevoli.43Non vogliate contaminare le anime vostre, e non toccate alcuna di queste cose per non diventar immondi.44Perocché io sono il Signore Dio vostro: siate santi, perché santo son io: non contaminate le anime vostre per ragion di alcuno de' rettili, che si muovono sulla terra.45Perocché io sono il Signore, che vi ho tratti dalla terra d'Egitto per essere vostro Dio. Voi sarete santi, perocché io son santo.46Questa è la legge riguardante le bestie, e i volatili, e tutti gli animali viventi, che guizzano nell'acqua, o strisciano sulla terra,47Affinché conosciate la differenza tra il mondo, e l'immondo, e sappiate quel che abbiate a mangiare, o rifiutare.Note
3,1:S'imparentò con Faraone ec. il re d'Egitto confinava colla Palestina, ed era molto potente, quindi Salomone per meglio assicurare il suo regno sposò la figlia di quel re. Per la stessa ragione conservò la buona amicizia, che Davidde avea avuto con Hiram re di Tiro. Questo matrimonio di Salomone credesi avvenuto il secondo anno del suo regno, e credesi ancora, che questa figliuola di Faraone abbracciasse la religione Ebrea, anzi ciò sembra accennarsi nel Salmo XLIV. II. rit. Benché la legge (Erod. XXIV. 16., Deut. VII. 3.) vieti i matrimoni con donne straniere; contuttociò gl'Interpreti generalmente convengono, che Salomone nposando questa Egiziana convertita all'Ebraismo, non peccasse. E questa opinione è fondata nelle Scritture, dove son lodati i cominciamenti del regno di questo principe, e dove si dice, che egli amò Dio. Egli è però vero, che credesi ancora comunemente, che ella ritornò dipoi all'idolatria, e fu la cagion principale degli errori gravissimi, in cui precipitò questo principe.
3,3:Se non che immolava ne' luoghi eccelsi. È notato anche di sopra, come un difetto e una imperfezione nel popolo l'offerire de' sacrifizj ne' luoghi eccelsi, vale a dire, su certi monti e su certe colline, dove erano altari eretti sopra i vivi massi o nelle selve. Molti di tali luoghi erano frequentati con ispecial divozione dagli Ebrei, o perchè rappellavana ad essi le memorie e gli avvenimenti degli antichi Patriarchi e de' loro grandi uomini, a per che erano stati consacrati dal soggiorno, che vi avea fatto l'arca del Signore. Cosi Bethel, Sichem, Hebron, Galgal, Gabaon, Silo, Cariathiarim. ec. erano presso di loro in molta venerazione; e abbiam veduto, come i piu illustri e religiosi uomini anche prima di Salomone andavano ad offerir sacrifizj in tali luoghi. Ma era ordinato nella legge, che i sacrifizj non si offerissero altrove, che nel tabernacolo del Signore, e quantunque il contrario uso fosse stato tollerato da Dio particolarmente pel tempo in cui il tabernacolo non ebbe sede fissa e permanente; contuttociò Dio vedea di mal occhio un tal uso. Sopra di che ottimamente S. Agostino quaest. 36. in Jud. La consuetudine del suo popolo di offerir sacrifizj (non già agli dei stranieri, ma al Signore Dio suo) fuori del tabernacolo, questa consuetudine la tollerava il Signore, che esaudiva anche allora coloro, che gli offerivano. E ciò ben comprese di poi Salomone, allorchè Dio lo ebbe arricchito de' lumi di sua sapienza, e vide perciò quanto fosse necessario di togliere ogni occasione, o pretesto di allontanarsi in ciò dalla legge, col fabbricare un tempio, nel quale solo fossero presentate a Dio le oblaziani e i sacrifizj da tutto il popolo.
3,4:Andò a Gabaon. Ivi era l'altare degli olocausti fatto da Mosè, lasciatomi da Davidde, quando trasportò l'arca a Gerusalemme.
3,5:E il Signore apparve la notte in sogno a Salomone. Questo sogno di Salomone è simile a quello di Adamo, Gen. II. 21., a quel di Abramo, Gen. XV. 1., vale a dire e un'estasi, o sia una visione profetica. Salomone appena salito sul trono si porta a Gabaon per rendere a Dio il tributo di sua pietà, e conoscendo tutto il peso della dignità reale e le obbligazioni grandissime annesse al principato, tutti i suoi desiderj e i suoi voti restringe a chiedere istantemente al Signore il dono della sapienza. Dio lo visita, lo consola la stessa notte, e gli concede quello, che ei tanto bramava, e più ancora di quel che ei bramava. Vedi Sap. VII. 7. ec.
3,12:Ti ho dato un cuor sapiente, ec. Dio da a Salomone, prima una mente sagace e prudente per ben operare; secondo, la cognizione infusa di tutte le scienze e di tutte le arti utili. Vedi Sap. VII. 17. Eccl. XLVII. 11., terzo, la scienza de' misteri della fede e della sublimissima Teologia, la quale scienza apparisce da' libri sacri, ch'egli ci ha lasciati. Nissuno è stato simile a te ec. nell'ampiezza e vastità delle cognizioni tu non hai aiuto, ne avrai l'eguale. Imperocchè molti grandi uomini avranno avuto, o avranno in appresso un egual sapere nelle cose divine, come Mosè e gli Apostoli, ma non nelle case naturali e politiche.
3,13:Le ricchezze, ec. Sul punto delle ricchezze di Salomone può vedersi una dissertazione del Calmet, la quale giustifica ottimamente quello, che qui e promesso a questa re.
3,15:Intese la qualità del sogno. Intese, come questo sogno era da Dio, ed era una predizione di quello che Dio volea loro per lui.
3,16:Due donne meretrici. La voce Ebrea può significare due donne, che facevano il mestiere di albergatrici o locandiere. L'altro infame mestiero non era tollerato nelle donne Ebree.