Scrutatio

Venerdi, 19 aprile 2024 - San Leone IX Papa ( Letture di oggi)

Lettera agli Ebrei 6


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1Perciò, lasciando da parte l'insegnamento iniziale su Cristo, passiamo a ciò che è più completo, senza gettare di nuovo le fondamenta della rinunzia alle opere morte e della fede in Dio,2della dottrina dei battesimi, dell'imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno.3Questo noi intendiamo fare, se Dio lo permette.
4Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, che hanno gustato il dono celeste, sono diventati partecipi dello Spirito Santo5e hanno gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro.6Tuttavia se sono caduti, è impossibile rinnovarli una seconda volta portandoli alla conversione, dal momento che per loro conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia.7Infatti una terra imbevuta della pioggia che spesso cade su di essa, se produce erbe utili a quanti la coltivano, riceve benedizione da Dio;8ma se 'produce pruni e spine', non ha alcun valore ed è vicina 'alla maledizione': sarà infine arsa dal fuoco!
9Quanto a voi però, carissimi, anche se parliamo così, siamo certi che sono in voi cose migliori e che portano alla salvezza.10Dio infatti non è ingiusto da dimenticare il vostro lavoro e la carità che avete dimostrato verso il suo nome, con i servizi che avete reso e rendete tuttora ai santi.11Soltanto desideriamo che ciascuno di voi dimostri il medesimo zelo perché la sua speranza abbia compimento sino alla fine,12e perché non diventiate pigri, ma piuttosto imitatori di coloro che con la fede e la perseveranza divengono eredi delle promesse.
13Quando infatti Dio fece la promessa ad Abramo, non potendo giurare per uno superiore a sé, 'giurò per se stesso',14dicendo: 'Ti benedirò e ti moltiplicherò molto'.15Così, avendo perseverato, Abramo conseguì la promessa.16Gli uomini infatti giurano per qualcuno maggiore di loro e per loro il giuramento è una garanzia che pone fine ad ogni controversia.17Perciò Dio, volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l'irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento18perché grazie a due atti irrevocabili, nei quali è impossibile che Dio mentisca, noi che abbiamo cercato rifugio in lui avessimo un grande incoraggiamento nell'afferrarci saldamente alla speranza che ci è posta davanti.19In essa infatti noi abbiamo come un'àncora della nostra vita, sicura e salda, la quale penetra fin nell'interno del velo del santuario,20dove Gesù è entrato per noi come precursore, essendo divenuto sommo sacerdote 'per sempre alla maniera di Melchìsedek'.

Note:

Eb 6,1:perciò: malgrado la debolezza dei suoi lettori, l'autore proporrà loro per stimolarli, la difficile dottrina che egli aveva annunciato in Eb 5,11 . - opere morte: le opere compiute senza la fede e la vita divina sono peccato (Rm 1,18-3,20) che porta alla morte (Rm 5,12; Rm 5,21; Rm 6,23; Rm 7,5+; 1Cor 15,56; Ef 2,1; Col 2,13 ; cf. Gc 1,15; Gv 5,24; 1Gv 3,14).

Eb 6,2:battesimi: non si riferisce solo al sacramento della rigenerazione cristiana (cf. At 1,5+; Rm 6,4+), ma a tutte le lustrazioni o riti di purificazione in uso in quel tempo, tra gli altri il battesimo di Giovanni (At 18,25; At 19,1-5).

Eb 6,6:sono caduti: si tratta dell'apostasia, catastrofe irreparabile, poiché per definizione l'apostata rigetta il Cristo e non crede più alla potenza del suo sacrificio, unici mezzi di salvezza.

Eb 6,10:Espressioni simili sono in Rm 15,25; Rm 15,31; 2Cor 8,4; 2Cor 9,1; 2Cor 9,12 , ricordano la colletta a favore della chiesa di Gerusalemme. I «santi» sono i cristiani, specialmente i membri della chiesa-madre, e soprattutto gli apostoli (cf. At 9,13+).

Eb 6,18:due atti irrevocabili: la promessa di Dio e il giuramento aggiunto (cf. Gen 12,1+ . Rm 4,11+), perché Dio non mente (Tt 1,2; 2Tm 2,13; Eb 10,23; Eb 11,11).

Eb 6,19:àncora: simbolo classico della stabilità, l'àncora diventerà nella iconografia cristiana, durante il II sec., l'immagine privilegiata della speranza.