Scrutatio

Martedi, 16 aprile 2024 - Santa Bernadette Soubirous ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 11


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1Il re d'Egitto raccolse forze numerose come la sabbia che è lungo il lido del mare e molte navi e cercava di impadronirsi con inganno del regno di Alessandro per annetterlo al proprio regno.2Venne in Siria con dimostrazioni pacifiche e tutte le città gli aprivano le porte e gli andavano incontro, perché era ordine del re Alessandro di andargli incontro, essendo suo suocero.3Ma quando Tolomeo entrava nelle città, stabiliva in ognuna di esse le sue truppe di guarnigione.4Quando giunse ad Asdòd, gli mostrarono il tempio di Dagon bruciato e i villaggi intorno distrutti, i cadaveri buttati qua e là e quelli carbonizzati dagli incendi nella guerra: li avevano appunto accumulati lungo il percorso del re.5Raccontarono al re quanto aveva fatto Giònata, per metterlo in cattiva luce, ma il re tacque.6Giònata andò incontro al re in Giaffa con grande apparato e si salutarono a vicenda e passarono la notte colà.7Giònata accompagnò poi il re fino al fiume chiamato Elèutero e fece ritorno in Gerusalemme.8Il re Tolomeo si impadronì di tutte le città della costa fino a Selèucia marittima e covava piani iniqui riguardo ad Alessandro.9Mandò un'ambasciata a dire al re Demetrio: "Su, concludiamo un'alleanza fra noi: io ti darò mia figlia, che Alessandro ha in moglie, e la possibilità di rientrare nel regno di tuo padre.10Mi sono pentito di avergli dato mia figlia, perché ha cercato di uccidermi".11Lo calunniò perché egli aspirava al suo regno;12quindi, toltagli la figlia, la diede a Demetrio e cambiò atteggiamento verso Alessandro e divenne così manifesta la loro inimicizia.13Tolomeo entrò in Antiochia e cinse la corona dell'Asia; si pose in capo due corone, quella dell'Egitto e quella dell'Asia.14Alessandro in quel frattempo era in Cilicia, perché si erano sollevati gli abitanti di quelle province.15Appena seppe la cosa, Alessandro venne contro di lui per combatterlo. Tolomeo condusse l'esercito contro di lui e gli andò incontro con forze ingenti e lo sconfisse.16Alessandro fuggì in Arabia per trovarvi scampo e il re Tolomeo trionfò.17L'arabo Zabdiel tagliò la testa ad Alessandro e la mandò a Tolomeo.18Ma anche il re Tolomeo morì tre giorni dopo e quelli che egli aveva lasciato nelle fortezze furono sopraffatti da altri che si trovavano sulle fortezze stesse.19Così Demetrio divenne re nell'anno centosessantasette.
20In quei giorni Giònata radunò gli uomini della Giudea per espugnare l'Acra in Gerusalemme e allestì molte macchine contro di essa.21Allora alcuni nemici del popolo, uomini iniqui, corsero dal re ad annunciare che Giònata assediava l'Acra.22Sentendo la cosa, quegli si adirò; quando ne ebbe conferma, si mise subito in viaggio, venne a Tolemàide e scrisse a Giònata di sospendere l'assedio e di andargli incontro a Tolemàide al più presto per un colloquio.23Quando Giònata ricevette il messaggio, ordinò di continuare l'assedio e, scelti alcuni anziani e sacerdoti, decise di esporre se stesso al pericolo;24prese con sé argento e oro, vesti e molti altri doni e si recò dal re a Tolemàide e trovò favore presso di lui.25C'erano però alcuni traditori del suo popolo a deporre contro di lui,26ma il re lo trattò come lo avevano trattato i suoi predecessori e lo esaltò davanti a tutti i suoi amici,27lo confermò nella dignità di sommo sacerdote e in tutti gli onori che aveva prima e stabilì che fosse annoverato tra i primi suoi amici.28Giònata ottenne che il re dichiarasse la Giudea esente dai tributi insieme alle tre toparchie e alla Samaria e gli promise trecento talenti.29Il re acconsentì e scrisse a Giònata, a proposito di tutto questo, lettere del seguente tenore:
30"Il re Demetrio al fratello Giònata e al popolo dei Giudei salute.31Rimettiamo anche a voi copia della lettera che abbiamo scritta a Làstene nostro parente intorno a voi, perché ne prendiate conoscenza.32Re Demetrio a Làstene suo padre salute.33Abbiamo deciso di beneficare il popolo dei Giudici nostri amici e rispettosi dei nostri diritti, per la loro benevolenza nei nostri riguardi.34Abbiamo assegnato a loro il territorio della Giudea; i tre distretti di Afèrema, Lidda e Ramatàim restano trasferiti dalla Samaria alla Giudea con le loro dipendenze in favore di quanti offrono sacrifici in Gerusalemme, in compenso dei diritti che il re prelevava in passato ogni anno da loro sui frutti della terra e degli alberi.35Da qui innanzi tutte le altre nostre competenze delle decime e delle tasse a noi dovute e le saline e le corone a noi spettanti, tutto condoniamo loro.36Nessuna di queste disposizioni sarà mai revocata da oggi.37Sia dunque vostra cura preparare una copia della presente e rimetterla a Giònata perché sia esposta sul monte santo in luogo visibile".
38Il re Demetrio, vedendo che il paese era in pace sotto di lui e nessuno gli faceva resistenza, congedò le truppe perché ognuno tornasse a casa sua, eccetto le forze straniere che aveva assoldate dalle isole dei pagani. Allora gli si inimicarono tutte le milizie dei suoi padri.39Trifone, che prima stava con Alessandro, vide che tutte le milizie mormoravano contro Demetrio e andò presso l'arabo Imalcue che allevava il piccolo Antioco figlio di Alessandro.40Egli insistette che glielo cedesse per farlo regnare al posto di suo padre e gli riferì quanto aveva detto Demetrio e l'ostilità che avevano per lui i soldati, e rimase là molti giorni.41Giònata intanto mandò a chiedere al re che richiamasse gli occupanti dell'Acra in Gerusalemme e quelli delle altre fortezze, perché erano sempre in lotta con Israele.42Demetrio fece rispondere a Giònata: "Non solo questo farò per te e per il tuo popolo ma colmerò te e il tuo popolo di onori appena ne avrò l'opportunità.43Ora però farai bene a inviarmi uomini che combattano con me, perché si sono ritirate le mie truppe".44Giònata gli inviò ad Antiochia tremila degli uomini più forti; essi si recarono presso il re, e il re si rallegrò della loro venuta.45I cittadini della capitale si radunarono al centro della città in numero di circa centoventimila uomini e volevano eliminare il re.46Il re si rifugiò nel palazzo, ma i cittadini occuparono le vie della città e incominciarono i combattimenti.47Il re chiamò in aiuto i Giudei, i quali accorsero tutti a lui; poi si sparsero per la città e ne uccisero in quel giorno circa centomila;48quindi incendiarono la città, fecero in quel giorno gran bottino e salvarono il re.49I cittadini videro che i Giudei si erano impadroniti della città a loro piacere e si persero d'animo e gridarono verso il re con voce supplichevole:50"Stendi a noi la destra e desistano i Giudei dal combattere noi e la città".51Gettarono le armi e fecero la pace. I Giudei crebbero in fama presso il re e presso quanti erano nel suo regno e fecero ritorno in Gerusalemme portando grande bottino.52Demetrio rimase sul trono del suo regno e il paese fu in pace sotto di lui.53Ma rinnegò quanto aveva detto, cambiò rapporti con Giònata e non corrispose alla benevolenza che questi gli aveva dimostrata e lo fece soffrire molto.
54Dopo questi fatti, Trifone ritornò con Antioco ancora adolescente, il quale cominciò a regnare e cinse la corona.55Si raccolsero presso di lui tutte le milizie che Demetrio aveva licenziate e mossero guerra contro di lui ed egli fuggì e rimase sconfitto.56Trifone catturò gli elefanti e si impadronì di Antiochia.57Allora il giovinetto Antioco scrisse a Giònata: "Ti confermo il sommo sacerdozio, ti faccio capo dei quattro distretti e ti concedo di essere tra gli amici del re".58Gli inviò vasi d'oro e un servizio da tavola con la facoltà di bere in quei vasi, di vestire la porpora e portare la fibbia d'oro.59Nominò anche Simone suo fratello comandante dalla Scala di Tiro fino ai confini dell'Egitto.60Giònata si diede a percorrere la provincia dell'Oltrefiume e le varie città e accorse a lui, come alleato, tutto l'esercito della Siria. Andò ad Ascalòna e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio.61Di là passò a Gaza, ma gli abitanti di Gaza gli chiusero le porte; egli la cinse d'assedio e incendiò i sobborghi e li mise a sacco.62Allora quelli di Gaza supplicarono Giònata, il quale diede loro la destra, prelevando i figli dei loro capi come ostaggi e inviandoli a Gerusalemme; poi percorse la regione fino a Damasco.63Giònata venne a sapere che i capi di Demetrio si trovavano presso Cades in Galilea con un numeroso esercito e con l'intenzione di distoglierlo dall'impresa.64Egli si mosse contro di loro, lasciando il fratello Simone nel paese.65Simone si accampò contro Bet-Zur e l'assalì per molti giorni assediandola.66Allora supplicarono che desse loro la destra ed egli la diede, ma li fece sloggiare di là, occupò la città e vi pose una guarnigione.67Giònata a sua volta e il suo esercito si erano accampati presso il lago di Gennesaret e raggiunsero di buon mattino la pianura di Casòr.68Ed ecco l'esercito degli stranieri avanzare contro di lui nella pianura, dopo aver disposto appostamenti contro di lui sui monti. Essi avanzavano di fronte69quando gli appostati sbucarono dalle loro posizioni e attaccarono battaglia.70Tutti gli uomini di Giònata fuggirono, nessuno di loro rimase se non Mattatia figlio di Assalonne e Giuda figlio di Calfi, comandanti di contingenti dell'esercito.71Allora Giònata si stracciò le vesti, si cosparse il capo di polvere e si prostrò a pregare.72Poi ritornò a combattere contro di loro, li sconfisse e li costrinse alla fuga.73I suoi che erano fuggiti, quando videro ciò, ritornarono a lui e con lui si diedero all'inseguimento fino a Cades dov'era il loro accampamento e là anch'essi si accamparono.74Gli stranieri caduti in quel giorno furono circa tremila. Giònata tornò poi in Gerusalemme.

Note:

1Mac 11,3:Tolomeo: con mss, gr. luc. e lat.; l'insieme del gr. ha: «di Tolemaide».

1Mac 11,7:accompagnò. . . Elèutero: sia per far la corte al re che per mostrare, a giudei e pagani, il favore che godeva presso di lui. - Il fiume Elèutero è a nord di Tripoli.

1Mac 11,8:Selèucia marittima: il porto di Antiochia.

1Mac 11,9:che Alessandro ha in moglie: alcuni mss leggono «che aveva». E' difficile stabilire se, come pensa Giuseppe Flavio, egli aveva già ripreso sua figlia ad Alessandro.

1Mac 11,11:aspirava al suo regno: questo attentato alla vita di Tolomeo ci viene riferito da Giuseppe Flavio, ma sia l'autore di 1Mac, che conosce questa tradizione, come anche lo storico Diodoro, non vi prestano fede.

1Mac 11,13:Secondo Diodoro, Trifone, che era passato dalla parte di Balas e reggeva Antiochia in suo nome, offrì il diadema a Tolomeo. Questi avrebbe tenuto solo la Celesiria, che considerava eredità di sua madre, Cleopatra I, mentre avrebbe lasciato l'Asia a Demetrio I.

1Mac 11,15:e lo sconfisse: è la battaglia di Oinoparos (che scorre nella pianura di Antiochia), fine agosto o settembre del 145. Tolomeo VI vi ricevette una ferita che in quattro giorni lo condusse alla morte.

1Mac 11,17:Zabdiel: Diodoro lo chiama Diocle, dal suo nome greco, e precisa che Alessandro gli aveva affidato il figlio Antioco (cf. v 39).

1Mac 11,20:L'affermazione di 1Mac 10,32 era dunque restata lettera morta.

1Mac 11,28:trecento talenti: la somma tradizionale del tributo annuo dovuto dal sommo sacerdote (cf. 2Mac 4,8). Gionata chiede al re di sostituire la tassa fondiaria con il tributo, concessione già accordata dal padre (cf. 1Mac 10,30+). Demetrio sembra acconsentire, ma escluderà i tre distretti da questo privilegio (v 34s).

1Mac 11,30-37:Questo documento riprende in parte quello di Demetrio I, che era stato rifiutato da Gionata. - Il titolo di «fratello», qui applicato a Gionata (v 30), fa pensare che questi sia stato nominato «parente del re» e non sia più soltanto «primo amico» (v 27), titolo che gli aveva conferito Balas (1Mac 10,89). - L'originale della lettera è indirizzato al cretese Lastene, ministro di Demetrio.

1Mac 11,34:Afèrema, Lidda e Ramatàim: questi tre distretti (cf. 1Mac 10,30; 1Mac 10,38; 1Mac 11,28) sono i territori di Efraim od Ofra (Gs 18,23; 2Sam 13,23), 20 km a nord-est di Gerusalemme, di Lod (1Cr 8,11) e di Rama (1Sam 1,1 ; l'Arimatea di Mt 27,57). Sono annessi alla Giudea, ma le imposte sui raccolti rimangono di spettanza del re contrariamente alla richiesta di Gionata (v 28).

1Mac 11,35:tutto condoniamo loro: ma il tributo di trecento talenti non è certamente incluso in questo condono (v 28). Il decreto di Demetrio I è meno vantaggioso di quello di suo padre; qui non si parla più di restituzione della cittadella, né di donativi per ricostruire Gerusalemme o provvedere al culto.

1Mac 11,38:ognuno tornasse a casa sua: misura di economia, probabilmente dettata da Lastene il quale conservo solo i mercenari, per lo più cretesi.

1Mac 11,39:Imalcue o «Simalkue»: con gr.; BJ con sir. e Diodoro sceglie: «Imaliku». - Si tratta forse del figlio di Zabdiel (v 17). Questo principe arabo risiedeva forse a Calcide, a sud di Aleppo, dove Antioco VI verrà incoronato (v 54).

1Mac 11,53:Secondo Giuseppe Flavio, Demetrio II pretese il versamento del tributo tradizionale, ma questo è conforme al patto (vv 28.35). Si deve trattare dunque di qualche altra cosa, che a noi resta ignota.

1Mac 11,54:Antioco: Antioco VI Dioniso (144-142).

1Mac 11,57:Il quarto distretto deve essere Acrabatta (cf. 1Mac 5,3).

1Mac 11,58:la fibbia d'oro: Antioco rinnova i favori accordati da suo padre Alessandro (cf. 1Mac 10,89) e dal suo rivale Demetrio II. Inoltre nomina Gionata stratega della Celesiria (v 60), mentre il fratello Simone sarà stratega della fascia marittima (v 59). Questa generosità dei re di Siria dimostra che la dinastia asmonea rappresentava realmente una potenza.

1Mac 11,61:Gaza: la più meridionale delle città dell'antica pentapoli filistea (1Sam 6,17), era un centro ellenistico particolarmente ostile ai giudei. Alessandro Ianneo se ne impadronirà verso il 100 a.C., dopo un assedio di un anno, e darà la città al saccheggio e all'eccidio.

1Mac 11,63:Cades in Galilea: è la Kades di Gs 12,22 , a 36 km da Tiro, dove i generali avevano potuto sbarcare.

1Mac 11,66:Gionata, in quanto stratega della Celesiria, ha il diritto di controllare questa importante piazza militare (la vittoria di Simone verrà annoverata tra i giorni fasti).

1Mac 11,67:Casòr: l'antica metropoli cananea di Cazor (Gs 11,10), ormai ridotta a fortezza, situata a una decina di km a nord delle «acque di Genezaret» (il lago di Tiberiade).