SCRUTATIO

Lunedi, 31 agosto 2026 - San Giuseppe d'Arimatea ( Letture di oggi)

Ezechiele ܚܙܩܝܐܝܠ 19


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PeshittaDIODATI
1 ܐܢܬ ܕܝܢ ܒܪ ܐܢܫܐ ܫܩܘܠ ܐܘܠܝܬܐ ܥܠ ܪ̈ܘܪܒܢܐ ܕܐܝܣܪܝܠ1 OR tu prendi a far lamento dei principi d’Israele. E di’:
2 ܘܐܡܪ ܡܢܐ ܗܝ ܐܡܟ ܓܘܪܝܐ ܕܐܪܝܐ ܕܒܝܢܬ ܐܪ̈ܝܘܬܐ ܪܒܝܥܐ ܘܒܝܢܬ ܐܪ̈ܝܘܬܐ ܪܒܝܬ ܓܪ̈ܝܗ̇2 Quale era tua madre? una leonessa; ella era giaciuta fra i leoni, ella avea allevati i suoi leoncini in mezzo de’ leoncelli.
3 ܘܪܒܐ ܚܕ ܡܢ ܓܪ̈ܝܗ̇ ܘܗܘܐ ܐܪܝܐ ܘܝܠܦ ܠܡܬܒܪ ܬܒܪܐ ܘܐܟܠ ܒܪܢܫܐ3 Or ella avea allevato uno de’ suoi leoncini, che divenne leoncello, e imparò a rapir la preda, e divorava gli uomini.
4 ܘܫܡܥܘ ܛܒܗ ܥܡ̈ܡܐ ܘܒܡܨܝܕܬܗܘܢ ܐܬܬܚܕ ܘܐܝܬܝܘܗܝ ܒܒܠܡܐ ܠܐܪܥܐ ܕܡܨܪܝܢ4 E le nazioni, uditone il grido, vennero contro a lui; ed egli fu preso nella lor fossa; e lo menarono incatenato nel paese di Egitto.
5 ܘܟܕ ܚܙܬ ܐܡܗ ܕܐܬܟܪܗܬ ܘܐܒܕ ܠܗ ܣܒܪܗ̇ ܢܣܒܬ ܚܕ ܡܢ ܓܪ̈ܝܗ̇ ܘܥܒܕܬܗ ܐܪܝܐ5 Ed ella, quando vide che si era assai trattenuta aspettando, e che la sua speranza era perduta, prese un altro dei suoi leoncini, e ne fece un leoncello.
6 ܘܗܠܟ ܒܝܢܬ ܐܪ̈ܝܘܬܐ ܘܗܘܐ ܐܪܝܐ ܘܝܠܦ ܠܡܬܒܪ ܬܒܪܐ ܘܐܟܠ ܒܪܢܫܐ6 Ed egli, essendo divenuto leoncello, andava, e veniva fra i leoni, e imparò a rapir la preda, e divorava gli uomini.
7 ܘܗܠܟ ܒܥܘܫܢܗ ܘܡܕܝܢ̈ܬܐ ܐܚܪܒ ܘܚܒܠ ܐܪܥܐ ܒܡܠܐܗ̇ ܒܩܠܐ ܕܢܗܡܬܗ7 Ed ebbe sol cura de’ suoi palazzi, e desertò le lor città; e il paese, e tutto ciò che è in esso fu desolato per la voce del suo ruggire.
8 ܘܐܬܟܢܫܘ ܥܠܘܗܝ ܥܡ̈ܡܐ ܡܢ ܡܕܝܢ̈ܬܐ ܕܚܕܪ̈ܘܗܝ ܘܦܪܣܘ ܥܠܘܗܝ ܡܨܝܕܬܗܘܢ ܘܒܗ̇ ܐܬܬܚܕ8 E le nazioni delle provincie d’ogn’intorno gli diedero addosso, e tesero contro a lui la lor rete, ed egli fu preso nella lor fossa.
9 ܘܚܒܫܘܗܝ ܒܢܡܪܬܐ ܘܐܘܒܠܘܗܝ ܠܡܠܟܐ ܕܒܒܠ ܘܐܥܠܗ ܠܒܝܬ ܚܒܘܫܝܐ ܕܬܘܒ ܠܐ ܢܫܬܡܥ ܩܠܗ ܒܛܘܪ̈ܐ ܕܐܝܣܪܝܠ9 Poi lo misero incatenato in una gabbia, e lo condussero al re di Babilonia; e lo misero in certe fortezze, acciocchè la sua voce non si udisse più ne’ monti d’Israele
10 ܐܡܟ ܐܝܟ ܓܦܬܐ ܒܕܡܟ ܥܠ ܡ̈ܝܐ ܢܨܝܒܐ ܦܐܪ̈ܝܗ̇ ܘܥ̈ܘܦܝܗ̇ ܗܘܘ ܒܡ̈ܝܐ ܣ̈ܓܝܐܐ10 La madre tua, quando tu ti fosti taciuto, divenne come una vite piantata presso alle acque; divenne fruttifera, e fronzuta, per la copia dell’acqua.
11 ܘܗܘܘ ܠܗ̇ ܚܘܛܪ̈ܐ ܥܫܝ̈ܢܐ ܥܠ ܫܒ̈ܛܐ ܕܪ̈ܘܪܒܢܐ ܘܐܬܬܪܝܡܬ ܩܘܡܬܗܘܢ ܡܢ ܒܝܢܬ ܢܘܪ̈ܒܝܗ̇ ܘܐܬܚܙܝܘ ܒܪܘܡܗܘܢ ܘܒܣܘܓܐܐ ܕܕܠܝܬ̈ܗܘܢ11 Ed ebbe delle verghe forti, da scettri di signori; e divenne alta di ceppo, sopra gli alberi folti, fra i quali ella era, e fu ragguardevole per la sua altezza, per l’abbondanza de’ suoi tralci.
12 ܘܐܬܥܩܪܘ ܒܚܡܬܐ ܘܒܐܪܥܐ ܐܫܬܕܝܘ ܘܪܘܚܐ ܕܫܘܒܐ ܐܘܒܫܬ ܦܐܪ̈ܝܗ̇ ܘܐܬܦܪܩܘ ܘܝܒܫܘ ܚܘ̈ܛܪܐ ܕܥܘܫܢܗ̇ ܘܢܘܪܐ ܐܟܠܬܗ̇12 Ma è stata sterpata con ira, è stata gettata in terra, e il vento orientale ha seccato il suo frutto; le sue verghe forti sono state rotte, e non seccate; il fuoco le ha consumate.
13 ܡܟܝܠ ܐܬܢܨܒܬ ܒܡܕܒܪܐ ܒܐܪܥܐ ܨܗܝܬܐ ܘܨܕܝܬܐ13 Ed ora, ella è piantata nel deserto, in terra secca ed arida.
14 ܘܢܦܩܬ ܢܘܪܐ ܡܢ ܚܘܛܪ̈ܝܗ̇ ܓܒܝ̈ܐ ܘܐܟܠܬ ܦܐܪ̈ܝܗ̇ ܘܠܐ ܐܫܬܟܚ ܒܗ̇ ܬܘܒ ܚܘܛܪܐ ܥܫܝܢܐ ܐܘ ܫܒܛܐ ܕܢܗܘܐ ܫܠܝܛܐ ܐܘܠܝܬܐ ܗܝ ܘܬܗܘܐ ܠܐܘܠܝܬܐ14 E d’una verga de’ suoi rami è uscito un fuoco che ha consumato il frutto di essa, e non vi è più in lei verga forte, scettro da signoreggiare. Quest’è un lamento, e sarà per lamento