SCRUTATIO

Venerdi, 4 settembre 2026 - San Gregorio Magno ( Letture di oggi)

Giobbe ܐܝܘܒ 14


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PeshittaBIBBIA RICCIOTTI
1 ܗܟܢܐ ܗܘ ܐܢܫܐ ܝܠܝܕ ܐܢܬܬܐ ܘܙܥܘܪ ܝܘܡ̈ܝܢ ܗܘ ܘܣ̇ܒܠ ܙܘ̈ܥܐ1 - L'uomo generato da donna, breve tempo vive, di molte miserie è ripieno:
2 ܘܐܝܟ ܥܘܦܝܐ ܢ̇ܦܩ ܘܝ̇ܒܫ ܘܚ̇ܡܐ ܘܥ̇ܪܩ ܐܝܟ ܛܠܠܐ ܘܠܐ ܩ̇ܐܡ2 qual fiore egli spunta e si spezza, sfugge qual'ombra e mai non resta in uno stesso stato.
3 ܐܦ ܥܠ ܗܢܐ ܦܬܚܬ ܥܝܢܝ̈ܟ ܘܠܗ ܬܥܠ ܒܕܝܢܐ ܥܡܟ3 E tu ti degni d'aprir gli occhi tuoi sopra tale essere, e condurlo a giudizio con te?
4 ܡܢܘ ܢܬܠ ܕܟܝܐ ܡܢ ܛܡܐܐ ܐܦ ܠܐ ܚܕ4 Chi potrà rendere mondo chi fu concepito da seme immondo? Non tu forse, che sei solo?
5 ܐܢ ܦܣܝܩܝܢ ܐܢܘܢ ܝܘܡ̈ܘܗܝ ܘܡܢܝܢܐ ܕܝܪ̈ܚܘܗܝ ܓܙܝܪ̈ܝܢ ܢܡܘܣܐ ܥܒܕܬ ܕܠܐ ܢܥܒܪ ܡܢܗ5 Brevi sono i dì dell'uomo, il numero dei mesi suoi è presso di te:gli ponesti dei termini che non si potranno oltrepassare.
6 ܘܢܦܘܫ ܥܕܡܐ ܕܢܪܗܛ ܐܝܟ ܐܓܝܪܐ ܝܘܡ̈ܘܗܝ6 Allontanati alquanto da lui, sì ch'ei si riposi, fino a che giunga bramata come d'un mercenario, la sua giornata.
7 ܡܛܠ ܕܐܝܬ ܠܩܝܣܐ ܣܒܪܐ ܕܐܢ ܡܬܦܣܩ ܬܘܒ ܡܚܠܦ ܘܥܢ̈ܩܘܗܝ ܠܐ ܥܢ̈ܕܢ7 V'è per l'albero una speranza: qualor venga reciso, ancor rinverdisce, e i suoi rami germogliano;
8 ܘܐܢ ܢܣܐܒ ܒܐܪܥܐ ܥܩܪܗ ܘܒܥܦܪܐ ܬܡܘܬ ܡܘܥܝܬܗ8 se invecchi nel terreno la sua radice, e nella polvere perisca il suo ceppo,
9 ܡܢ ܪܝܚܐ ܕܡ̈ܝܐ ܢܦܪܥ ܘܢܥܒܕ ܛܪ̈ܦܐ ܐܝܟ ܢܨܝܒܐ9 ad un vapor d'acqua rigèrmina, e getta la chioma come quando fu piantato in principio.
10 ܘܓܒܪܐ ܡ̇ܐܬ ܘܒ̇ܠܐ ܘܣ̇ܐܦ ܒܪܢܫܐ ܘܠܝܬܘܗܝ10 Ma l'uomo quando sia morto, e spogliato e consunto - ov'è mai egli?
11 ܥܢܕܝܢ ܡ̈ܝܐ ܡܢ ܝܡܐ ܘܢܗܪܐ ܚ̇ܪܒ ܘܝ̇ܒܫ11 Come se si partissero le acque del mare, e il fiume si vuotasse e inaridisse,
12 ܘܓܒܪܐ ܕܫ̇ܟܒ ܠܐ ܩ̇ܐܡ ܥܕ ܒܠܝܢ ܫܡܝܐ ܠܐ ܢܬܬܥܝܪܘܢ ܘܠܐ ܢܕܝܢ ܡܢ ܫܢܬܗܘܢ12 così l'uomo, poi che giacque, non sorgerà: finchè non s'infranga il cielo, egli non si sveglierà, nè si leverà su dal suo sonno.
13 ܡ̇ܢ ܕܝܢ ܥܒܕ ܕܒܫܝܘܠ ܛܫܝܬܢܝ ܘܣܬܪܬܢܝ ܥܕܡܐ ܕܥܒܪ ܪܘܓܙܟ ܘܣܡܬ ܠܝ ܕܝܢ ܩܝܡܐ ܘܐܬܕܟܪܬܢܝ13 Oh! se tu negl'inferi mi nascondessi, mi occultassi fino al passar dell'ira tua, e mi stabilissi un tempo in cui ti ricordassi di me!
14 ܐܢ ܡ̇ܐܬ ܓܒܪܐ ܕܠܡܐ ܚܝܐ ܘܟܠܗܘܢ ܝܘܡ̈ܬܐ ܕܥܠܝܡܘܬܗ ܡܣܟܐ ܥܕܡܐ ܕܐܬܝܐ ܣܝܒܘܬܗ14 Che forse un uomo morto potrà rivivere? In tutti i dì della mia milizia aspettofino a che venga la mia muta [di guardia].
15 ܐܢ ܬܩܪܝܢܝ ܐܥܢܝܟ ܘܥܠ ܥܒܕ ܐ̈ܝܕܝܟ ܐܬܚܫܒ15 Tu mi chiamerai ed io ti risponderò, all'opera delle tue mani stenderai la mano.
16 ܡܛܠ ܕܗܫܐ ܗ̈ܠܟܬܝ ܠܐ ܬܡܢܐ ܘܠܐ ܬܛܪ ܥܠܝ ܚ̈ܛܗܝ16 Bensì tu hai contato i miei passi; ma perdona ai miei peccati!
17 ܚܬܘܡ ܒܨܪܪܐ ܚ̈ܘܒܝ ܘܐܦܪܩ ܡܢܝ ܚ̈ܛܗܝ17 Sigillasti come in una borsa i miei delitti; ma avesti cura della mia iniquità.
18 ܫܪܝܪܐܝܬ ܛܘܪܐ ܥܫܝܢܐ ܢ̇ܦܠ ܐܘ ܫܩܝܦܐ ܡܬܬܙܝܥ ܡܢ ܕܘܟܬܗ18 Il monte cadendo frantumasi, e la rupe si sposta dal suo luogo.
19 ܟܐܦܐ ܫܚܩܐ ܡ̈ܝܐ ܐܘ ܟܬܐ ܥܦܪܗ̇ ܕܐܪܥܐ ܣܒܪܗ ܕܐܢܫܐ ܐܘܒܕܬ19 Le acque corrodono i macigni, e dall'alluvione a poco a poco la terra è consumata: così pure tu distruggerai l'uomo.
20 ܬܥܫܢܝܘܗܝ ܠܥܠܡ ܘܢܗܠܟ ܒܒܗܬܬܐ ܕܐ̈ܦܘܗܝ ܬܫܕܝܘܗܝ20 Per poco gli desti vigore, affinchè passasse via per sempre, sfigurerai il suo volto e lo scaccerai via.
21 ܐܢ ܢܣܓܘܢ ܒ̈ܢܘܗܝ ܠܐ ܝ̇ܕܥ ܘܐܢ ܢܙܥܪܘܢ ܠܐ ܡܫܬܘܕܥ ܠܗܘܢ21 Che i suoi figli siano onorati, ovvero inonorati - egli l'ignora;
22 ܒܪܡ ܒܣܪܗ ܥܠܘܗܝ ܢܟܐܒ ܘܢܦܫܗ ܥܠܘܗܝ ܬܬܐܒܠ22 ma, mentre vive, la sua carne fa doglia, e l'anima sua addosso a lui fa lutto.»