SCRUTATIO

Giovedi, 3 settembre 2026 - San Gregorio Magno ( Letture di oggi)

Giobbe ܐܝܘܒ 14


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PeshittaDIODATI
1 ܗܟܢܐ ܗܘ ܐܢܫܐ ܝܠܝܕ ܐܢܬܬܐ ܘܙܥܘܪ ܝܘܡ̈ܝܢ ܗܘ ܘܣ̇ܒܠ ܙܘ̈ܥܐ1 L’uomo nato di donna È di breve età, e pieno di travagli.
2 ܘܐܝܟ ܥܘܦܝܐ ܢ̇ܦܩ ܘܝ̇ܒܫ ܘܚ̇ܡܐ ܘܥ̇ܪܩ ܐܝܟ ܛܠܠܐ ܘܠܐ ܩ̇ܐܡ2 Egli esce fuori come un fiore, e poi è reciso; E fugge come l’ombra, e non istà fermo.
3 ܐܦ ܥܠ ܗܢܐ ܦܬܚܬ ܥܝܢܝ̈ܟ ܘܠܗ ܬܥܠ ܒܕܝܢܐ ܥܡܟ3 E pur tu apri gli occhi tuoi sopra un tale, E mi fai venire a giudicio teco!
4 ܡܢܘ ܢܬܠ ܕܟܝܐ ܡܢ ܛܡܐܐ ܐܦ ܠܐ ܚܕ4 Chi può trarre una cosa monda da una immonda? Niuno.
5 ܐܢ ܦܣܝܩܝܢ ܐܢܘܢ ܝܘܡ̈ܘܗܝ ܘܡܢܝܢܐ ܕܝܪ̈ܚܘܗܝ ܓܙܝܪ̈ܝܢ ܢܡܘܣܐ ܥܒܕܬ ܕܠܐ ܢܥܒܪ ܡܢܗ5 Poichè i suoi giorni son determinati, E che il numero de’ suoi mesi è appo te, E che tu gli hai posti i suoi termini, I quali egli non può trapassare,
6 ܘܢܦܘܫ ܥܕܡܐ ܕܢܪܗܛ ܐܝܟ ܐܓܝܪܐ ܝܘܡ̈ܘܗܝ6 Rivolgiti d’addosso a lui, sì ch’egli abbia alcuna posa, Infino a tanto che di buona voglia egli fornisca la sua giornata, come un mercenario
7 ܡܛܠ ܕܐܝܬ ܠܩܝܣܐ ܣܒܪܐ ܕܐܢ ܡܬܦܣܩ ܬܘܒ ܡܚܠܦ ܘܥܢ̈ܩܘܗܝ ܠܐ ܥܢ̈ܕܢ7 Perciocchè quantunque un albero sia tagliato, Pur vi è speranza per lui, ch’egli si rinnoverà ancora, E che i suoi rampolli non mancheranno.
8 ܘܐܢ ܢܣܐܒ ܒܐܪܥܐ ܥܩܪܗ ܘܒܥܦܪܐ ܬܡܘܬ ܡܘܥܝܬܗ8 Benchè la sua radice sia invecchiata nella terra, E il suo tronco sia morto nella polvere;
9 ܡܢ ܪܝܚܐ ܕܡ̈ܝܐ ܢܦܪܥ ܘܢܥܒܕ ܛܪ̈ܦܐ ܐܝܟ ܢܨܝܒܐ9 Pur nondimeno, tosto ch’egli sentirà l’acqua, rigermoglierà, E produrrà rami come una pianta novella.
10 ܘܓܒܪܐ ܡ̇ܐܬ ܘܒ̇ܠܐ ܘܣ̇ܐܦ ܒܪܢܫܐ ܘܠܝܬܘܗܝ10 Ma l’uomo muore, e si fiacca; E quando l’uomo è trapassato, ov’è egli?
11 ܥܢܕܝܢ ܡ̈ܝܐ ܡܢ ܝܡܐ ܘܢܗܪܐ ܚ̇ܪܒ ܘܝ̇ܒܫ11 Le acque se ne vanno via dal mare, E i fiumi si seccano, e si asciugano;
12 ܘܓܒܪܐ ܕܫ̇ܟܒ ܠܐ ܩ̇ܐܡ ܥܕ ܒܠܝܢ ܫܡܝܐ ܠܐ ܢܬܬܥܝܪܘܢ ܘܠܐ ܢܕܝܢ ܡܢ ܫܢܬܗܘܢ12 Così, quando l’uomo giace in terra, egli non risorge; Finchè non vi sieno più cieli, i morti non si risveglieranno, E non si desteranno dal sonno loro.
13 ܡ̇ܢ ܕܝܢ ܥܒܕ ܕܒܫܝܘܠ ܛܫܝܬܢܝ ܘܣܬܪܬܢܝ ܥܕܡܐ ܕܥܒܪ ܪܘܓܙܟ ܘܣܡܬ ܠܝ ܕܝܢ ܩܝܡܐ ܘܐܬܕܟܪܬܢܝ13 Oh! nascondessimi tu pur sottera, Ed occultassimi, finchè l’ira tua fosse racquetata; E ponessimi alcun termine, dopo il quale tu ti ricordassi di me!
14 ܐܢ ܡ̇ܐܬ ܓܒܪܐ ܕܠܡܐ ܚܝܐ ܘܟܠܗܘܢ ܝܘܡ̈ܬܐ ܕܥܠܝܡܘܬܗ ܡܣܟܐ ܥܕܡܐ ܕܐܬܝܐ ܣܝܒܘܬܗ14 Se l’uomo muore, può egli tornare in vita? Aspetterò io tutti i giorni del tempo determinato della mia vita, Finchè mi venga mutamento di condizione?
15 ܐܢ ܬܩܪܝܢܝ ܐܥܢܝܟ ܘܥܠ ܥܒܕ ܐ̈ܝܕܝܟ ܐܬܚܫܒ15 E che tu mi chiami, e che io ti risponda, E che tu desideri l’opera delle tue mani?
16 ܡܛܠ ܕܗܫܐ ܗ̈ܠܟܬܝ ܠܐ ܬܡܢܐ ܘܠܐ ܬܛܪ ܥܠܝ ܚ̈ܛܗܝ16 Perciocchè ora tu conti i miei passi, E non riserbi nulla a punir del mio peccato.
17 ܚܬܘܡ ܒܨܪܪܐ ܚ̈ܘܒܝ ܘܐܦܪܩ ܡܢܝ ܚ̈ܛܗܝ17 I miei misfatti son suggellati in un sacchetto, Tu l’hai cucito sopra le mie iniquità.
18 ܫܪܝܪܐܝܬ ܛܘܪܐ ܥܫܝܢܐ ܢ̇ܦܠ ܐܘ ܫܩܝܦܐ ܡܬܬܙܝܥ ܡܢ ܕܘܟܬܗ18 Ma certo, come un monte cadendo scoscende, Ed una rupe è divelta dal suo luogo;
19 ܟܐܦܐ ܫܚܩܐ ܡ̈ܝܐ ܐܘ ܟܬܐ ܥܦܪܗ̇ ܕܐܪܥܐ ܣܒܪܗ ܕܐܢܫܐ ܐܘܒܕܬ19 E le acque rodono le pietre, E i lor diluvi inondano la polvere dalla terra; Così tu fai perir la speranza dell’uomo.
20 ܬܥܫܢܝܘܗܝ ܠܥܠܡ ܘܢܗܠܟ ܒܒܗܬܬܐ ܕܐ̈ܦܘܗܝ ܬܫܕܝܘܗܝ20 Tu lo sopraffai in eterno, ed egli se ne va; Tu gli fai mutar faccia, e lo mandi via.
21 ܐܢ ܢܣܓܘܢ ܒ̈ܢܘܗܝ ܠܐ ܝ̇ܕܥ ܘܐܢ ܢܙܥܪܘܢ ܠܐ ܡܫܬܘܕܥ ܠܗܘܢ21 Se poi i suoi figliuoli sono in onore, egli nol sa; Se altresì sono abbassati, egli non vi pon mente.
22 ܒܪܡ ܒܣܪܗ ܥܠܘܗܝ ܢܟܐܒ ܘܢܦܫܗ ܥܠܘܗܝ ܬܬܐܒܠ22 La sua carne si duole sol di lui, E l’anima sua fa cordoglio sol di lui