SCRUTATIO

Martedi, 22 settembre 2026 - San Fiorenzo ( Letture di oggi)

Canticum Canticorum 7


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VULGATASacra Bibbia Garofalo
1 (Sponsa)Quid videbis in Sulamite, nisi choros castrorum ?
(Chorus)Quam pulchri sunt gressus tui in calceamentis, filia principis !
Juncturæ femorum tuorum sicut monilia
quæ fabricata sunt manu artificis.
1 «Voltati, voltati, o Shulamit, voltati, voltati perché ti possiamo ammirare!» Che volete ammirare nella Shulamit divisi in coro a due schiere?
2 Umbilicus tuus crater tornatilis,
numquam indigens poculis.
Venter tuus sicut acervus tritici vallatus liliis.
2 Come leggiadri i tuoi piedi nei sandali, figlia di principe! Hai fianchi modellati come anella tornite, opera di mano d’artista.
3 Duo ubera tua sicut duo hinnuli,
gemelli capreæ.
3 Tondo come coppa è il tuo ombelico, vino drogato mai gli manchi! Acervo di grano il tuo ventre, cinto di anemoni.
4 Collum tuum sicut turris eburnea ;
oculi tui sicut piscinæ in Hesebon
quæ sunt in porta filiæ multitudinis.
Nasus tuus sicut turris Libani,
quæ respicit contra Damascum.
4 Due caprioli i tuoi seni, due gemelli di gazzella; torre d'avorio il tuo collo,
5 Caput tuum ut Carmelus ;
et comæ capitis tui sicut purpura regis
vincta canalibus.
5 piscine di Kheshbon sono i tuoi occhi, alla porta di Bat-Rabbim; torre sul Libano il tuo naso, volta verso Damasco.
6 (Sponsus)Quam pulchra es, et quam decora,
carissima, in deliciis !
6 pari al Carmelo si erge il tuo capo; Come porpora è la chioma del tuo capo: il re è preso nelle sue anella.
7 Statura tua assimilata est palmæ,
et ubera tua botris.
7 Quanto bella e come graziosa sei, amatissima delizia!
8 Dixi : Ascendam in palmam,
et apprehendam fructus ejus ;
et erunt ubera tua sicut botri vineæ,
et odor oris tui sicut malorum.
8 Le tue movenze ti assomigliano a una palma, di cui sono grappoli i tuoi seni.
9 Guttur tuum sicut vinum optimum,
dignum dilecto meo ad potandum,
labiisque et dentibus illius ad ruminandum.
9 Mi son detto: «Salirò sulla palma, ne coglierò i grappoli». Mi siano come grappoli d’uva i tuoi seni e come di mele il profumo del tuo volto;
10 (Sponsa)Ego dilecto meo,
et ad me conversio ejus.
10 la tua bocca come un vino inebriante che dolce si insinui tra le labbra, sui denti e scenda soave nella mia bocca.
11 Veni, dilecte mi, egrediamur in agrum,
commoremur in villis.
11 Io sono del mio diletto e la sua brama è rivolta a me.
12 Mane surgamus ad vineas :
videamus si floruit vinea,
si flores fructus parturiunt,
si floruerunt mala punica ;
ibi dabo tibi ubera mea.
12 Vieni, o mio diletto, usciamo in campagna, passiamo la notte nei villaggi;
13 Mandragoræ dederunt odorem
in portis nostris omnia poma :
nova et vetera, dilecte mi, servavi tibi.
13 all’alba andremo nelle vigne a vedere se occhieggiano le viti, se si aprono i fiori e gemmano i melograni; là ogni mia carezza sarà per te.
14 Le mandragore spargono il profumo: in serbo noi teniamo ogni sorta di frutta fresca e appassita, che per te, mio diletto, ho conservato.