SCRUTATIO

Mercoledi, 15 luglio 2026 - San Camillo de Lellis ( Letture di oggi)

Cantico ܬܫܒܚܬ ܬܫܒܚ̈ܬܐ 8


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PeshittaDIODATI
1 ܡ̇ܢ ܢܬܠܟ ܐܝܟ ܐܚܐ ܠܝ ܐܝܢܩܘ ܬ̈ܕܝ ܐܡܪ̈ܝ ܐܫܟܚܟ ܒܫܘܩܐ ܐܫܩܟ ܘܠܐ ܢܒܣܪܘܢܢܝ1 Oh fossi tu pur come un mio fratello, Che ha poppato le mammelle di mia madre! Trovandoti io fuori, ti bacerei, E pur non ne sarei sprezzata.
2 ܐܕܒܪܟ ܘܐܥܠܟ ܠܒܝܬ ܐܡܝ ܘܠܩܝܛܘܢܗ̇ ܕܝܠܕܬܝ ܐܫܩܝܟ ܡܢ ܚܡܪܝ ܒܣܝܡܐ ܘܡܢ ܚܠܝܘܬܐ ܕܪ̈ܘܡܢܝ2 Io ti menerei, e ti condurrei in casa di mia madre; Tu mi ammaestreresti, Ed io ti darei a bere del vino aromatico, Del mosto del mio melagrano.
3 ܣܡܠܗ ܬܚܝܬ ܪܝܫܝ ܘܝܡܝܢܗ ܬܥܦܩܢܝ3 Sia la sua man sinistra sotto al mio capo, Ed abbraccimi la sua destra.
4 ܐܘܡܝ̈ܬܟܝܢ ܒܢ̈ܬ ܐܘܪܫܠܡ ܐܢ ܬܥܝܪ̈ܢ ܘܐܢ ܬܥܝܪ̈ܢ ܝܬ ܪܚܡܬܐ ܥܕܡܐ ܕܬܨܒܐ4 Io vi scongiuro, figliuole di Gerusalemme, Che non destiate l’amor mio e non le rompiate il sonno, Finchè non le piaccia
5 ܡ̇ܢ ܗܝ ܗܕܐ ܕܣܠܩܐ ܡܢ ܡܕܒܪܐ ܘܡܣܬܡܟܐ ܥܠ ܕܕܗ̇ ܬܚܝܬ ܚܙܘܪܐ ܥܝܪܬܟܝ ܘܬܡܢ ܚܒܠܬܟܝ ܐܡܟܝ ܬܡܢ ܚܒܠܬ ܝܠܕܬܟܝ5 CHI è costei, che sale dal deserto, Che si appoggia vezzosamente sopra il suo amico? Io ti ho svegliato sotto un melo, Dove tua madre ti ha partorito, Là dove quella che ti ha partorito si è sgravidata di te.
6 ܣܝܡܝܢܝ ܚܬܡܐ ܥܠ ܠܒܟ ܐܝܟ ܚܬܡܐ ܥܠ ܕܪܥܟ ܡܛܘܠ ܕܬܩܝܦܐ ܐܝܟ ܡܘܬܐ ܪܚܡܬܐ ܘܩܫܐ ܐܝܟ ܫܝܘܠ ܛܢܢܐ ܙܠܝ̈ܩܝܗ̇ ܙܠܝܩ̈ܝ ܢܘܪܐ ܘܫܠܗܒܝܬܐ6 Mettimi come un suggello in sul tuo cuore, Come un suggello in sul tuo braccio; Perciocchè l’amore è forte come la morte, La gelosia è dura come l’inferno. Le sue brace son brace di fuoco, Son fiamma dell’Eterno.
7 ܡ̈ܝܐ ܣ̈ܓܝܐܐ ܠܐ ܡܫܟܚܝܢ ܠܡܕܥܟܘ ܠܪܚܡܬܐ ܘܢܗܪ̈ܘܬܐ ܠܐ ܓܪܦܝܢ ܠܗ̇ ܐܢ ܢܬܠ ܓܒܪܐ ܟܘܠ ܥܘܬܪܐ ܕܒܝܬܗ ܒܪܚܡܬܐ ܡܡܝܩܘ ܢܡܝܩܘܢ ܒܗ7 Molte acque non potrebbero spegnere quest’amore, Nè fiumi inondarlo; Se alcuno desse tutta la sostanza di casa sua per quest’amore, Non se ne farebbe stima alcuna
8 ܚܬܐ ܐܝܬ ܠܢ ܙܥܘܪܬܐ ܘܬ̈ܕܝܐ ܠܝܬ ܠܗ̇ ܡܢܐ ܢܥܒܕ ܠܚܬܢ ܒܝܘܡܐ ܕܡܬܡܠܠ ܒܗ̇8 Noi abbiamo una piccola sorella, La quale non ha ancora mammelle; Che faremo noi alla nostra sorella, Quando si terrà ragionamento di lei?
9 ܐܢ ܫܘܪܐ ܗܝ ܢܒܢܐ ܥܠܝܗ̇ ܥܥ̈ܝܢ ܕܟܣܦ ܘܐܢ ܬܪܥܐ ܗܝ ܢܨܘܪ ܥܠܝܗ̇ ܠܘܚ̈ܐ ܕܐܪܙܐ9 Se ella è un muro, Noi vi edificheremo sopra un palazzo d’argento; E se è un uscio, Noi la rinforzeremo di tavole di cedro.
10 ܐܢܐ ܫܘܪܐ ܘܬ̈ܕܝ ܡ̈ܓܕܠܐ ܗܝܕܝܢ ܐܝܬܝ ܗܘܝܬ ܒܥܝܢ̈ܘܗܝ ܐܝܟ ܡܫܟܚܬ ܫܠܡܐ10 Io sono un muro, Ed i miei seni son come torri; Allora sono stata nel suo cospetto come quella che ha trovata pace.
11 ܟܪܡܐ ܐܝܬ ܗܘܐ ܠܫܠܝܡܘܢ ܘܐܒܗ ܣܓܝ ܝܗܒܬ ܟܪܡܐ ܠܢܛܘܪ̈ܐ ܓܒܪܐ ܝܗܒ ܒܦܐܪ̈ܘܗܝ ܐܠܦ ܕܟܣܦ11 Salomone avea una vigna in Baal-hamon, Ed egli la diede a de’ guardiani, Con patti che ciascun di loro gli portasse mille sicli d’argento Per lo frutto di essa.
12 ܟܪܡܝ ܕܝܠܝ ܩܕܡܝ ܐܠܦ ܠܟ ܫܠܝܡܘܢ ܘܡܐܬ̈ܝܢ ܠܢܛܪ̈ܝ ܦܐܪ̈ܐ12 La mia vigna, che è mia, è davanti a me. Sieno i mille sicli tuoi, o Salomone; Ed abbianne i guardiani del frutto di essa dugento
13 ܐܝܠܝܢ ܕܝܬܒܝܢ ܒ̈ܓܢܐ ܘܨܝܬܝܢ ܠܩܠܟ ܐܫܡܥܝܢܝ13 O tu, che dimori ne’ giardini, I compagni attendono alla tua voce; Fammela udire.
14 ܘܟܕ ܐܬܐ ܕܕܝ ܘܕܡܝ ܠܟ ܠܛܒܝܐ ܘܠܥܘܙܝܠܐ ܕܐܝ̈ܠܐ ܥܠ ܛܘܪ̈ܝ ܒܣ̈ܡܢܐ14 Riduciti prestamente, o amico mio, A guisa di cavriuolo, o di cerbiatto, Sopra i monti degli aromati