Esodo 23
Versetti esaminati
Indarno gli uomini, e i re, e i principi della terra si oppongono al regno di Cristo, il quale dà Dio e stato costituito re di tutte le genti, onde a lui debbono ubbidire se vogliono aver salute.
1Non ascoltare racconti bugiardi: e non ti presterai a dire falso testimonio in favore dell’empio.2Non andar dietro alla turba per fare il male: e nei tuoi giudizii non acchetarti al parere del maggior numero, allontanandoti dalla verità.3In giudizio non avrai riguardo nemmeno del povero.4Se incontri il bue del tuo nemico, o l'asino che sia scappato, riconducigli a lui.5Se vedrai l'asino di colui, che ti odia, cadere sotto il peso, non tirerai di lungo: ma darai mano a lui per rialzarlo.6Non sarai disfavorevole al povero nella sua lite.7Fuggi la menzogna. Non dar morte all'innocente, e al giusto; perocché io ho in odio l'empio.8E non accetterai donativi, i quali accecano anche i sapienti, e alterano il linguaggio de' giusti.9Non darai fastidio al forestiero: imperocché sapete cosa sia l'essere forestiero; mentre voi pure foste forestieri nella terra d'Egitto.10Per sei anni seminerai la tua terra, e ne raccorrai i frutti.11Ma il settimo anno la lascerai stare in riposo, affinché i poveri del popol tuo abbiano da mangiare; e le bestie selvatiche si pascano di quello che resterà: lo stesso farai della vigna, e del tuo uliveto.12Per sei giorni lavorerai: il settimo giorno cesserai dal lavoro, affinché abbia riposo il tuo bue e il tuo asino, e si ristori il figliuolo della tua schiava, e lo straniero.13Osservate tutte le cose, che io vi ho dette. Non farete giuramento pel nome di dei stranieri, il qual (nome) non uscirà dalla vostra bocca.14Tre volte l'anno farete festa in onor mio.15Osserverai la solennità degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane azzimo, conforme ti comandai, nel mese delle biade nuove, quando tu uscisti dall'Egitto. Non comparirai dinanzi a me colle mani vote.16E (farai) la solennità della messe dei frutti primaticci di tue fatiche, di qualunque sorte ne avrai seminati ne' campi: e parimente la solennità alla fine dell'anno, allorché avrai raunate tutte le tue biade dalla campagna.17Tre volte l'anno tutti i tuoi maschi si presenteranno dinanzi al Signore Dio tuo.18Non offerirai il sangue della mia vittima insieme col fermentato: e il grasso della vittima solenne non resterà sino al mattino.19Porterai alla casa del Signore Dio tuo le primizie delle biade della tua terra. Non cuocerai l'agnello nel latte di sua madre.20Ecco che io manderò il mio Angelo, il quale vada innanzi a te, e ti custodisca per viaggio, e t'introduca nel paese che io ho preparato.21Onoralo, e ascolta la sua parola, e guardati dal disprezzarlo: imperocché egli non ti perdonerà, se farai del male; ed è in lui il mio nome.22Che se tu ascolterai la sua voce, e farai tutto quello ch'io dico, io sarò nemico ai tuoi nemici, e perseguiterò quei che ti perseguiteranno.23E anderà innanzi a te il mio Angelo, e t'introdurrà nella terra degli Amorrhei, e degli Hethei, e de' Pherezei, e de' Chananei, e degli Hevei, e de' Gebusei, i quali io sterminerò.24Tu non adorare, e non render onore ai loro dei; e non fare quel che essi fanno: ma distruggigli, e stritola le loro statue.25E servirete al Signore Dio vostro, affinché io benedica il vostro pane e la vostra acqua, e allontani da voi le malattie.26Non sarà nel tuo paese donna che abortisca, o sia sterile: compierò il numero dei tuoi giorni.27Il terrore mandato da me precorrerà la tua venuta, e io sterminerò tutti i popoli, nella terra de' quali tu entrerai: e porrò in fuga dinanzi a te tutti i tuoi nemici:28Mandando avanti i calabroni, i quali faranno fuggire l'Heveo, e il Chananeo, e l'Hetheo prima del tuo arrivo.29Io non li discaccerò davanti a te in un solo anno, affinché il paese non diventi un deserto, e non si moltiplichino le fiere contro di te.30Li caccerò a poco a poco dal tuo cospetto, fino a tanto che tu vada moltiplicando, e diventi padrone del paese.31E io fisserò i tuoi confini dal mar Rosso fino al mare di Palestina, e dal deserto sino al fiume: darò nelle vostre mani gli abitanti del paese, e li caccerò dal cospetto vostro.32Tu non farai alleanza con essi, né coi loro dei.33Non abiteranno nella tua terra, perché non ti inducano a peccare contro di me col servire agli dei loro: la qual cosa sarebbe certamente per te occasione di rovina.Note
2,1:Per qual ragione ec. Benché questo salmo sia senza titolo egli è però di Davidde, come apparisce dagli Atti Cap. IV. vers. 25 E che del Messia qui si parli ella è cosa indubitata non solo per l'infallibile autorità degli Apostoli (vedi Atti IV.25 ec. XIII.3, Hebr. I.5 V.5) e pel comune sentimento dei Padri Greci e Latini, ma pel consenso eziandio dell'antica sinagoga. Veggasi quel che ne dice l'Ebreo Trifone presso s. Giustino; e le testimonianza degli altri antichi presso il Carthwirght. Tra i Rabbini moderni due son citati dal Pocock i quali confessano, che i loro maggiori intesero come dette al Messia quelle parole tu se' mio figliuolo, ec., e che questo salmo esposto in tal guisa è chiarissimo: uno però di questi Rabbini soggiunge, che per non dar vinta la causa a' Minei (o sia eretici, nome, ch'e' danno ai Cristiani) torna meglio l'interpretarlo del re Davidde, le quali parole senza intaccare in verun conto la tradizione della Chiesa Giudaica manifestano evidentemente lo spirito di errore, e di ostinata cecità, ond'è (dopo il rifiuto dei suo Messia) stranamente aggirato Israele. Questa tradizione ebbero in vista gli Apostoli, e i predicatori dei Cristianesimo, allorché da questo salmo trassero un argomento della divinita di Gesu Cristo, al qual argomento nulla aveano da poter replicare gli Ebrei. La sposizione de' due primi versetti si ha negli Atti IV. 27. Veramente si unirono in questa città contro il santo tuo Figliuolo Gesù, mito da te, Erode e Pilato con le nazioni, e popoli d'Israello. Ammira il profeta questa incredibile stoltezza del popolo e de' principi della sinagoga, che si uniscono a far guerra a Dio e al Cristo, a quei Cristo, che ora l'unica speranza della nazione: nè vedevano gl'infelici quanto vani riuscir doveano tutti i loro tentativi.
2,3:Rompiamo i loro lacci. Parole de' nemici di Dio, e del Cristo, di cui dicon essi in sostanza quel che leggesi, Luc. XIX. 14. Non vogliamo costui per nostro Re. Rigettando il Cristo rigettarono insieme il Padre; imperocchè chi non onora il Figliuolo non onora il Padre, che lo ha mandato. Jo. v. 23.
2,4:Colui che ne cieli risiede, ec. A questi principi della terra, che abitano in case di fango (Job. IV. 19.) oppone la maestà di colui, che ha per suo trono il cielo. Dio saprà far servire alla sua gloria tutto quello che i nemici suoi sapranno inventare per umiliare e abbattere il Cristo e la fede da lui predicata.
2,5:Allora egli parlerà ec.Allora dinota il tempo stabilito ne' suoi consigli da Dio per prendere vendetta di tutto quello che gli Ebrei faranno contro Cristo e contro la Chiesa. Tempo verrà, che egli si farà sentire co' suoi flagelli e sterminerà col braccio de' Romani la infelice nazione, la quale non solo non volle riconoscerlo e adorarlo, ma perseguitò ancora i suoi adoratori.
2,6:Sopra Sionne ec. Egli è notissimo come in una parte di questo monte era la reggia di Davidde, in un'altra parte doveva edificarsi dipoi il tempio, onde dicesi il monte santo. Con questa figura però è indicato insieme il regno e il sacerdozio di Cristo e la Chiesa di lui, la quale ebbe ivi, per così dire, la culla. E al sacerdozio di Cristo appartiene l'annunziare agli uomini la legge dei Signore. Il Figliuolo adunque mandato sulla terra dal Padre spiega qui i titoli del suo regno, e a qual fine sia egli stato costituito duce e pastor delle genti.
2,7:Tu se' mio figliuolo; io oggi ti ho generato. Queste parole sono citate per ben cinque volte nel Nuovo Testamento, e questo solo bastar potrebbe per dimostrare, che per confessione della stessa sinagoga, non d'altri che del Messia vero figliuolo di Dio possono intendersi le medesime parole. Osservò l'Apostolo, che a nissuno degli Angeli (molto più a nissuno degli uomini) fu detto giammai: Tu sei mio figliuolo, oggi io ti ho generato, Heb. I. 6.; perocchè quantunque gli angeli sieno qualche volta detti figliuoli di Dio, non sono però, ne si chiamano figliuoli di Dio per generazione. La parola oggi dinota la perseverante eterna generazione; il preterito ti ho generato, dimostra la generazione sempre consumata e perfetta, benchè sempre nuova.
2,8:Ti darò in tuo retaggio le genti. A questo Figliuolo costituito Re e Sacerdote, a questo Figliuolo fatto uomo per la salute dell'uomo, promette il Padre l'impero di tutte le genti riunite sotto questo capo divino in una sola Chiesa, in un sol culto.
2,9:Governerai coloro con scettro di ferro, ec. Parla de nemici di Cristo e del suo regno, de' quali e fatta menzione vers. 1. 2. Questi ribelli saran trattati da te con rigorosa giustizia, e tu li condannerai ad essere stritolati come vasi di fragilissima creta. Vedi Apocal. II. 27. Lo scettro di ferro significa l'infinita possanza di questo Re, alla quale nissuna umana forza poteva resister giammai. Gli Ebrei increduli per loro grande sciagura furono i primi a provare la irresistibil possanza di questo scettro: dopo di essi la provarono gl'Imperadori Romani, che fecer guerra al Vangelo, e perseguitarono la Chiesa: e finalmente l'impero stesso inondato per così dire dal sangue di tanti Cristiani fu dato in preda alle barbare nazioni, delle quali Dio si servì per vendicare i suoi santi. Vedi Apocal. XVIII. 24.
2,10-11:Adesso adunque voi, o regi, ec. Voi, o regi, voi, o magistrati della terra, voi in cambio di opporvi al Cristo, e ai predicatori del Cristo, imparate il rispetto e la venerazione, con cui dovete accogliere la sua parola: imparate a servirlo con santo timore, e nel timore stesso consolatevi e rallegratevi d'avere un Re così grande, così potente e benefico, e amante degli uomini. Il profeta rivolge la sua esortazione ai grandi, perché l'esempio di questi è seguito ordinariamente dal popolo, onde nell'assoggettamento di questi a Cristo vien inteso anche l'assoggettamento de' popoli.
2,12:Abbracciate la buona dottrina, ec. E i precetti del Signore annunziati da questo Re, vers. 6. Se voi non obbedirete alla parola di vita, che egli vi predica, egli si accenderà di sdegno contro di voi, e voi allontanandovi dalle vie di giustizia vi perderete.
2,13:Allorché... l'ira di lui divamperà, ec. Allorché passato il tempo della pazienza verrà il tempo di far vendetta, beati si troveranno coloro, che in lui riposar le loro speranze. Nuovo argomento della divinità del Messia. Chi confida in lui ha felicità e salute eterna; chi in lui non confida perisce, perocchè, egli è divenuto giustizia, santificazione e redenzione per noi, e perché in nissuno altro è salute, Atti IV. 12.