Esodo 10

David per ordine di Dio unto re di Giuda in Hebron, loda gli uomini di Jabes di Galaad per aver data sepoltura a Saulle. Ma essendo stato unto Isboseth in re di Israele, ne nasce gran sedizione, e battaglia tra l'una, e l'altra famiglia.

1E il Signore disse a Mosè: Va' a casa di Faraone, perocché io ho indurato il cuore di lui, e de' suoi servi per eseguire sopra di lui questi miei prodigii.2E affinché tu racconti a' tuoi figliuoli, e a' tuoi nipoti quante volte io abbia straziato gli Egiziani, facendo sopra di essi i miei prodigii: onde voi conosciate, che io sono il Signore.3Andarono adunque Mosè ed Aronne a casa di Faraone, e gli dissero: Queste cose dice li Signore Dio degli Ebrei: Fino a quando negherai di soggettarti a me? lascia andare il mio popolo ad offerirmi in sacrifizio.4Che se tu resisti, e non vuoi lasciarlo andare: ecco che io domane farò venire le locuste nel tuo paese:5Le quali ingombrino la superficie della terra a segno, che nessuna parte di lei si vegga, ma sia divorato quel che avanzò alla grandine: perocché elle roderanno tutte le piante, che germinano pe' campi.6Ed empieranno le tue case, e quelle de' tuoi servi, e di tutti gli Egiziani, tante di numero, quante non ne videro i padri e gli avi tuoi dal dì, in cui nacquero sopra la terra fino al dì d'oggi. E voltò le spalle, e si partì da Faraone.7Ma i servi di Faraone dissero a lui: Fino a quando soffrirem noi questo scandalo? lascia andar costoro a fare sacrifizio al Signore Dio loro: non vedi tu, come è rovinato l'Egitto?8E richiamaron Mosè ed Aronne davanti Faraone, il quale disse loro: Andate, fate sacrifizio al Signore Dio vostro. Chi son quelli che anderanno?9Disse Mosè: Noi andremo co' nostri bambini, e co' seniori, e co' figliuoli, e colle figlie, colle pecore, e cogli armenti: perocché ell'è una festa solenne del Signore Dio nostro.10E Faraone rispose: Così sia con voi il Signore, come io lascerò andare voi, e i vostri figliuoli. Chi dubita, che voi non abbiate pessime intenzioni?11Non sarà così; ma andate soltanto voi uomini, e sacrificate al Signore: perocché questo avete domandato voi stessi. E immediatamente furon cacciati dalla presenza di Faraone.12E il Signore disse a Mosè: stendi la tua mano sopra la terra d'Egitto verso la locusta, affinché ella venga sopra di essa, e divori tutta l'erba avanzata alla grandine.13E Mosè stese la verga sopra la terra d'Egitto; e il Signore mandò un vento, che abbruciava per tutto quel dì e la notte; e venuto il mattino, il vento, che bruciava, vi portò le locuste.14E queste si sparsero per tutta la terra d'Egitto: e si posarono in tutte le regioni di Egitto in numero senza numero, quante non erano state prima d'allora, né saranno di poi.15E ingombrarono tutta la superficie della terra, devastando ogni cosa. Fu pertanto divorata l'erba de' campi, e tutti quanti i frutti delle piante avanzati alla grandine; e nulla restò di verde nelle piante e nell'erbe della terra in tutto l'Egitto.16Per la qual cosa Faraone chiamò in fretta Mosè ed Aronne, e disse loro: Ho peccato contro il Signore Dio vostro, e contro di voi.17Ora però perdonatemi il mio peccato ancora per questa volta, e pregate il Signore Dio vostro, che tolga da me tal morte.18E partitosi Mosè dalla presenza di Faraone fece orazione al Signore.19Il quale fe' soffiar da ponente un gagliardissimo vento, che portò via le locuste, e gettolle nel mar Rosso. non ne restò neppur una dentro i confini d'Egitto.20E il Signore indurò il cuore di Faraone, e non lasciò andar i figliuoli d'Israele.21E il Signor disse a Mosè: Stendi la tua mano verso del cielo: e sieno tenebre sopra la terra d'Egitto si folte, che possan palparsi.22E Mosè stese la mano al cielo: e furono orrende tenebre per tutta la terra d'Egitto per tre giorni.23Un uomo non vedeva l'altro, né si movea da dove stava: ma dove abitavano i figliuoli d'Israele, era luce.24E Faraone chiamò Mosè ed Aronne, e disse loro: Andate, sacrificate al Signore: restino solamente le vostre pecore, e i vostri armenti; i vostri bambini vadan con voi.25Disse Mosè: Le ostie ancora, e gli olocausti darai tu a noi, affinché gli offeriamo al Signore Dio nostro.26Tutti i greggi verran con noi: non ne rimarrà una zampa; son necessarii pel culto del Signore Dio nostro: particolarmente non sapendo noi quel che debba immolarsi, fino a tanto che siamo giunti in quel luogo.27Ma il Signore indurò il cuore di Faraone, e non volle lasciargli andare.28E Faraone disse a Mosè: Levamiti dinanzi, e guardati dal comparir più alla mia presenza: la prima volta, che ci verrai, morrai.29Rispose Mosè: Sarà, come tu hai detto: non vedrò più la tua faccia.

Note


2,1:David consulta, il Signore, ec. Egli sapeva di dover essere re secondo le promesse di Dio; ma non sapeva ne quando, ne dove, ne per quali modi dovesse prendere il possum del regno. Quindi ricorre al Signore, per ordine dei quale va ad Hebron città forte, e nel cuore della tribù di Giuda.

2,4:Venner gli uomini di Giuda e ivi unsero Davide. Que sia tribù essendo piu forte e potente di qualunque altra, crede di dover dare l'esempio col riconoscere il diritto al regno dato da Dio a Davidde, allorché lo fece ungere da Samuele. Alcuni Interpreti biasimano la precipitazione degli uomini di Giuda nell'andare a ungere nuovamente Davidde prima di aver saputo quello, che ne pensassero le altre tribù, e a questa precipitazione attribuiscono la guerra civile, che ne venne in appresso. Io però non saprei il perché piuttosto non si biasimi la durezza delle altre tribù, le quali non potevano a quell'ora ignorare, come volere di Dio egli era, che David succedesse nel trono a Saulle. Elle avean certamente avuto tutto il tempo per determinarsi a quello, che conveniva di fare in tali circostanze, ed è ancora credibile, che gli emoli di Davidde avesse: già concertata l'elezione di un altro re, della quale si parla immediatamente in questo luogo; io che forse servi d'incitamento a quelli di Giuda per dichiararsi apertamente e solennemente in favore di Davidde.
E fu riferito a David, ec. Egli dovea aver cercato di sapere quello, che fosse stato del cadavere di Saul, affine di dargli orrevole sepoltura.

2,8:Ma Abner... prese Isboseth, ec. Abner uomo ambizioso si fece capo di tutto il partito contrario a Davidde, non con altro fine, che di aver egli tutta l'autorità del comando, mettendo sul trono un'ombra di re dipendente in tutto e per tutto da lui.

2,9:Lo fece dichiarar re di Gaalad: Cioè delle tribù e del paese di là dal Giordano.
E di Gessur. Nel capo III. v. 3. si fa menzione di Tholmai re di Gessur, una figliuola del quale fu sposata da David. Questo re può essere, che fosse tributario di Isboseth; ovvero che qualche parte di quel paese fosse di dominio degl'Israeliti.
E di Jezrel. La valle di Jezrel, per cui viene intesa la tribù d'Issachar.

2,10:Regnò due anni. Regnò due anni a Mahanaim tranquillamente prima di venire a guerra dichiarata contro Davidde.

2,16:Preso per la testa. Si presero l'un l'altro pei capelli, donde vedasi, che non aveano celata, ed erano armati alla leggera. Si può dire, che queste dodici coppie combatterono non con valore di soldati, ma con furore di gladiatori.

2,22:Onde io non possa aver cuore di guardare in viso ec. Abner privatamente era amico di Gioab, e conoscendo benissimo, che alla fine Davidde sarebbe stato vittorioso, non volea perdere l'amicizia di Gioab, il quale era in somma autorità presso Davidde.