SCRUTATIO

Sabato, 1 agosto 2026 - Sant'Alfonso Maria de' Liguori ( Letture di oggi)

Qoelet ܩܘܗܠܬ 1


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PeshittaBIBBIA VOLGARE
1 ܦܬ̈ܓܡܘܗܝ ܕܩܘܗܠܬ ܒܪ ܕܘܝܕ ܡܠܟܐ ܕܐܘܪܫܠܡ1 Parole (dette) dello Ecclesiaste (questionatore) figliuolo di David, re di Ierusalem.
2 ܗܒܠ ܗ̈ܒܠܝܢ ܐܡܪ ܩܘܗܠܬ ܗܒܠ ܗ̈ܒܠܝܢ ܟܠ ܡܕܡ ܗܒܠܐ2 Vanitade vana, disse il disputatore; vanitate sì è vôto, e ogni cosa vana sì è niente.
3 ܡܢܐ ܝܘܬܪܢܐ ܠܒܪܢܫܐ ܒܟܠ ܥܡܠܐ ܕܗܘ ܥܡܠ ܬܚܝܬ ܫܡܫܐ3 Or che vale all' uomo di tutta sua fatica la quale sofferisce di sotto al sole (per lo mondo, altro che vanitadi)?
4 ܕܪ ܐܙܠ ܘܕܪ ܐܬܐ ܘܐܪܥܐ ܠܥܠܡ ܩܝܡܐ4 Le generazioni vanno e vengono; ma la terra sta ferma.
5 ܕܢܚ ܫܡܫܐ ܘܥܪܒ ܫܡܫܐ ܘܠܐܬܪ ܕܕܢܚ ܗܘ ܬܐܒ ܕܡܢ ܬܡܢ ܬܘܒ ܢܕܢܚ5 Il sole si leva, e ricolcasi, e ritorna al suo luogo; il dì si leva,
6 ܐܙܠ ܠܬܝܡܢܐ ܘܡܬܟܪܟ ܠܓܪܒܝܐ ܡܬܟܪܟܘ ܡܬܟܪܟ ܘܐܙܠ ܪܘܚܐ ܘܠܚܕܪ̈ܬܗ ܬܐܒ ܪܘܚܐ6 e va dintorno al meridie, e china per aquilone; e illumina dintorno come spirito, e nelli suoi cerchielli si ritorna.
7 ܟܠ ܢܚ̈ܠܐ ܪܡܝܢ ܒܝܡܐ ܘܝܡܐ ܠܐ ܡܬܡܠܐ ܠܐܬܪ ܕܐܙܠܝܢ ܢܚ̈ܠܐ ܠܬܡܢ ܗܢܘܢ ܬܝܒܝܢ ܠܡܐܙܠ7 E ogni fiume entra in mare, e il mare non trabocca; al luogo donde escono li fiumi, e' tornano, acciò che n' escano anche.
8 ܟܠܗܘܢ ܦܬ̈ܓܡܐ ܠܐܝܢ ܠܐ ܢܣܒܥ ܓܒܪܐ ܠܡܡܠܠܘ ܘܠܐ ܣܒܥܐ ܥܝܢܐ ܠܡܚܙܐ ܘܠܐ ܡܠܝܐ ܐܕܢܐ ܠܡܫܡܥ8 E tutte le cose che sono malagevoli, non le puote l'uomo spianare per parole; l'occhio non si sazia per vedere, nè l' orecchia per l'udire.
9 ܡܐ ܕܗܘܐ ܗܘ ܗܘܐ ܘܡܐ ܕܐܬܥܒܕ ܗܘ ܡܬܥܒܕ ܘܠܝܬ ܡܕܡ ܚܕܬ ܬܚܝܬ ܫܡܫܐ9 Che è quello che è stato? dico che quello è quello che de' venire. Che cosa è quella che è stata fatta? dico esser quella che si ha a fare.
10 ܟܠ ܕܢܡܠܠ ܘܢܐܡܪ ܚܙܝ ܗܢܐ ܚܕܬ ܗܘ ܟܒܪ ܗܘܐ ܡܢ ܥܠܡܝܢ ܕܡܢ ܠܩܘܕܡܝܢ10 Nulla cosa è nuova sotto il sole, e nullo puote dire: ecco questo è nuovo; e già trapassato è anticamente [in] quelle cose che furono innanzi a noi.
11 ܠܝܬ ܕܘܟܪܢ ܠܩܕܡ̈ܝܐ ܘܐܦܠܐ ܠܐܚܪ̈ܝܐ ܕܗܘܝܢ ܠܝܬ ܠܗܘܢ ܕܘܟܪܢ ܥܡ ܐܝܠܝܢ ܕܗܘܝܢ ܠܐܚܪܝܬܐ11 Non è ricordo delle cose antiche, (nè di quelle che saranno); ma anco delle cose che debbono venire non sarà memoria appo quelli che nell' ultimo saranno.
12 ܐܢܐ ܩܘܗܠܬ ܗܘܝܬ ܡܠܟܐ ܥܠ ܐܝܣܪܝܠ ܒܐܘܪܫܠܡ12 Io Ecclesiaste fu' re di Ierusalem sopra lo stato de' giudei.
13 ܝܗܒܬ ܠܒܝ ܠܡܒܥܐ ܘܠܡܬܒܝܢܘ ܒܚܟܡܬܐ ܥܠ ܟܠ ܕܐܬܥܒܕ ܬܚܝܬ ܫܡܫܐ ܥܢܝܢܐ ܒܝܫܐ ܝܗܒ ܡܪܝܐ ܠܒܢ̈ܝ ܐܢܫܐ ܕܢܬܥܢܘܢ ܒܗ13 E posimi in cuore di domandare e di cercare saviamente di tutte le cose che sono sotto il sole. E questo reissimo pensiero lasciò Dominedio avere agli uomini, acciò che si occupassero in esso.
14 ܚܙܝܬ ܟܠ ܥܒܕܐ ܕܐܬܥܒܕ ܬܚܝܬ ܫܡܫܐ ܘܗܐ ܟܠ ܡܕܡ ܗܒܠܐ ܘܛܘܪܦܐ ܕܪܘܚܐ14 Io vidi ciò che si fa sotto il sole, ed ecco che tutto è vanitade e istruggimento di cuore.
15 ܡܕܘܕܐ ܠܐ ܡܫܟܚ ܠܡܬܩܢ ܘܚܣܝܪܐ ܠܐ ܡܫܟܚ ܠܡܬܡܠܝܘ15 Li uomini perversi malagevolmente si correggono; ma il numero degli stolti sì è infinito.
16 ܡܠܠܬ ܐܢܐ ܥܡ ܠܒܝ ܠܡܐܡܪ ܐܢܐ ܗܐ ܝܪܒܬ ܘܐܘܣܦܬ ܚܟܡܬܐ ܥܠ ܟܠ ܕܗܘܘ ܩܕܡܝ ܒܐܘܪܫܠܡ ܘܠܒܝ ܚܙܐ ܣܘܓܐܐ ܕܚܟܡܬܐ ܘܕܐܝܕܥܬܐ16 Io pensai nel cuore mio, e dissi: ecco che io sono fatto grande, e trapassai per senno tutti coloro che furono inanzi me in Ierusalem; e la mente mia sì ha pensate molte cose saviamente, e apparai.
17 ܘܝܗܒܬ ܠܒܝ ܠܡܕܥ ܚܟܡܬܐ ܘܐܝܕܥܬܐ ܘܡܬ̈ܠܐ ܘܣܟܘܠܬܢܘܬܐ ܘܝܕܥܬ ܕܐܦ ܗܢܐ ܛܘܪܦܐ ܗܘ ܕܪܘܚܐ17 Diedi il mio cuore ad imparare prudenza, e ammaestramento (di cuore), gli errori e la stultizia; e conobbi che anco in questo era fatica e afflizione di spirito.
18 ܡܛܠ ܕܒܣܓܝܐܘܬ ܚܟܡܬܐ ܣܓܝܐܘܬ ܪܘܓܙܐ ܘܕܡܘܣܦ ܠܡܕܥ ܡܘܣܦ ܟܐܒܐ18 Imperò che dove è molta sapienza sì è molto isdegno; e chi aggiunge scienza, aggiunge fatica (e dolore).