SCRUTATIO

Domenica, 20 settembre 2026 - Santi Martiri Coreani ( Letture di oggi)

Iudicum 5


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VULGATASacra Bibbia Garofalo
1 Cecineruntque Debbora et Barac filius Abinoëm in illo die, dicentes :1 In quel giorno Debora e Barak, figlio di Abinoam, cantarono:
2 Qui sponte obtulistis de Israël animas vestras ad periculum,
benedicite Domino.
2 «Poiché c’è in Israele chi si lascia sciolti i capelli, poiché il popolo si è offerto volontariamente, benedite Jahvè!
3 Audite, reges ; auribus percipite, principes :
ego sum, ego sum, quæ Domino canam,
psallam Domino Deo Israël.
3 Ascoltate, o re! Prestate l’orecchio, o capi! lo in onore di Jahvè, io voglio cantare: inneggerò a Jahvè, Dio di Israele:
4 Domine, cum exires de Seir,
et transires per regiones Edom,
terra mota est,
cælique ac nubes distillaverunt aquis.
4 Jahvè, quando tu uscisti da Seir, quando avanzasti dalla campagna di Edom la terra tremò, anche i cieli si turbarono e le nubi si sciolsero in acqua.
5 Montes fluxerunt a facie Domini,
et Sinai a facie Domini Dei Israël.
5 I monti rabbrividirono innanzi a Jahvè, innanzi a Jahvè, Dio di Israele.
6 In diebus Samgar filii Anath,
in diebus Jahel quieverunt semitæ :
et qui ingrediebantur per eas,
ambulaverunt per calles devios.
6 Ai giorni di Shamgar, figlio di Anat, ai giorni di Jael le strade erano deserte; coloro che se ne andavano per i sentieri andavano per cammini obliqui.
7 Cessaverunt fortes in Israël, et quieverunt :
donec surgeret Debbora,
surgeret mater in Israël.
7 I villaggi erano vuoti, erano vuoti in Israele, finché non sorse Debora, sorse una madre in Israele.
8 Nova bella elegit Dominus,
et portas hostium ipse subvertit :
clypeus et hasta si apparuerint
in quadraginta millibus Israël.
8 Si sceglievano divinità nuove, allora... Per cinque città non si vedeva uno scudo né una lancia per quarantamila uomini in Israele.
9 Cor meum diligit principes Israël :
qui propria voluntate obtulistis vos discrimini,
benedicite Domino.
9 Il mio cuore va ai comandanti di Israele, a quelli del popolo che furono volontari. Benedite Jahvè!
10 Qui ascenditis super nitentes asinos,
et sedetis in judicio,
et ambulatis in via,
loquimini.
10 Voi che montate su asine screziate, voi che sedete su tappeti e voi che camminate per le strade, cantate,
11 Ubi collisi sunt currus,
et hostium suffocatus est exercitus,
ibi narrentur justitiæ Domini,
et clementia in fortes Israël :
tunc descendit populus Domini ad portas,
et obtinuit principatum.
11 alle voci di coloro che Eno la divisione tra gli abbeveratoi: là si celebrano i benefici di Jahvè, i benefici del suo governo in Israele. Allora scende alle porte il popolo di Jahvè.
12 Surge, surge Debbora ;
surge, surge, et loquere canticum :
surge Barac, et apprehende captivos tuos, fili Abinoëm.
12 Destati, destati, Debora! destati, destati: intona un canto! In piedi, Barak! Prendi coloro che avevano preso te, figlio di Abinoam!
13 Salvatæ sunt reliquiæ populi :
Dominus in fortibus dimicavit.
13 Allora Israele è sceso alle porte, il popolo di Jahvè è sceso a sua difesa tra i prodi.
14 Ex Ephraim delevit eos in Amalec,
et post eum ex Benjamin in populos tuos, o Amalec :
de Machir principes descenderunt,
et de Zabulon qui exercitum ducerent ad bellandum.
14 Da Efraim vennero i capi a valle, lo seguì Beniamin con la parentela. Da Machir sono scesi i comandanti, da Zabulon coloro che tengono il bastone del comando.
15 Duces Issachar fuere cum Debbora,
et Barac vestigia sunt secuti,
qui quasi in præceps ac barathrum se discrimini dedit :
diviso contra se Ruben,
magnanimorum reperta est contentio.
15 I capi di Issachar sono con Debora e Barak nella valle si è lanciato sulle sue tracce. Presso i canali di Ruben ci furono grandi deliberazioni del cuore.
16 Quare habitas inter duos terminos,
ut audias sibilos gregum ?
diviso contra se Ruben,
magnanimorum reperta est contentio.
16 Perché sei rimasto nei recinti ad ascoltare i flauti tra i greggi? Presso i canali di Ruben grandi deliberazioni del cuore.
17 Galaad trans Jordanem quiescebat,
et Dan vacabat navibus :
Aser habitabat in littore maris,
et in portubus morabatur.
17 Galaad abita oltre il Giordano; perché Dan indugia su navi straniere? Asher è rimasto presso la riva del mare ed è restato tranquillo nei suoi porti.
18 Zabulon vero et Nephthali obtulerunt animas suas morti
in regione Merome.
18 Zabulon è un Popolo che ha disprezzato la vita pronto alla morte, e così Neftali sulle alture della campagna.
19 Venerunt reges et pugnaverunt :
pugnaverunt reges Chanaan
in Thanach juxta aquas Mageddo,
et tamen nihil tulere prædantes.
19 Vennero i re, combatterono, allora i re di Canaan combatterono a Taanach, presso le acque di Meghiddo: ma non presero bottino d’argento.
20 De cælo dimicatum est contra eos :
stellæ manentes in ordine et cursu suo,
adversus Sisaram pugnaverunt.
20 Anche le stelle dal cielo combatterono, dalle loro orbite combatterono contro Sisara.
21 Torrens Cison traxit cadavera eorum,
torrens Cadumim, torrens Cison :
conculca, anima mea, robustos.
21 Il torrente Kishon se li portò via, il torrente antico, il torrente Kishon. Calpesta, anima mia, con forza.
22 Ungulæ equorum ceciderunt, fugientibus impetu,
et per præceps ruentibus fortissimis hostium.
22 Allora risuonarono gli zoccoli dei cavalli: scalpitii, scalpitii di stalloni.
23 Maledicite terræ Meroz, dixit angelus Domini :
maledicite habitatoribus ejus,
quia non venerunt ad auxilium Domini,
in adjutorium fortissimorum ejus.
23 “Maledite Meroz!” dice l’angelo di Jahvè “colpite di maledizione i suoi abitanti! Perché non vennero a sostegno di Jahvè, a sostegno di Jahvè tra i prodi”.
24 Benedicta inter mulieres Jahel uxor Haber Cinæi,
et benedicatur in tabernaculo suo.
24 Sia benedetta tra le donne Jael, la moglie di Kheber il Kenita, tra le donne nella tenda sia benedetta!
25 Aquam petenti lac dedit,
et in phiala principum obtulit butyrum.
25 Quegli domandava acqua, essa diede latte, in una coppa da nobili offrì crema.
26 Sinistram manum misit ad clavum,
et dexteram ad fabrorum malleos.
Percussitque Sisaram quærens in capite vulneri locum,
et tempus valide perforans :
26 Poi pose mano a un piolo e la destra a un martello da operai: colpì Sisara, gli percosse la testa, gli fracassò e trafisse le tempie.
27 inter pedes ejus ruit ; defecit, et mortuus est :
volvebatur ante pedes ejus,
et jacebat exanimis et miserabilis.
27 Tra i piedi di lei si chinò, cadde, si accasciò, tra i piedi di lei si chinò, cadde là dove si chinò, cadde finito.
28 Per fenestram respiciens, ululabat mater ejus :
et de cœnaculo loquebatur :
Cur moratur regredi currus ejus ?
quare tardaverunt pedes quadrigarum illius ?
28 Dalla finestra si affaccia a guardare e spia la madre di Sisara attraverso la griglia: “Perché il suo carro tarda a venire? Perché vanno così lenti i suoi cocchi?”.
29 Una sapientior ceteris uxoribus ejus,
hæc socrui verba respondit :
29 La più saggia delle sue principesse le risponde, anch’essa ripete a se stessa le sue parole:
30 Forsitan nunc dividit spolia,
et pulcherrima feminarum eligitur ei :
vestes diversorum colorum Sisaræ traduntur in prædam,
et supellex varia ad ornanda colla congeritur.
30 “Senza dubbio trovano, si dividono il bottino, una ragazza, due ragazze a testa, bottino di stoffe variopinte per Sisara bottino di stoffe variopinte, un ricamo, una stoffa variopinta, due ricami per il collo della sua donna”.
31 Sic pereant omnes inimici tui, Domine :
qui autem diligunt te, sicut sol in ortu suo splendet, ita rutilent.
31 Così vadano a finire tutti i tuoi nemici, Jahvè! ma coloro che ti amano siano come il sole quando si leva nella sua forza». Il paese rimase tranquillo per quarant’anni.
32 Quievitque terra per quadraginta annos.