SCRUTATIO

Sabato, 1 agosto 2026 - Sant'Alfonso Maria de' Liguori ( Letture di oggi)

Canticum Canticorum 4


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VULGATASacra Bibbia Garofalo
1 (Sponsus)Quam pulchra es, amica mea ! quam pulchra es !
Oculi tui columbarum,
absque eo quod intrinsecus latet.
Capilli tui sicut greges caprarum
quæ ascenderunt de monte Galaad.
1 Come sei bella, mia amica, come sei bella! I tuoi occhi sono come colombe dietro il tuo velo; la tua è chioma d’un gregge di capre che scende dal monte di Galaad.
2 Dentes tui sicut greges tonsarum
quæ ascenderunt de lavacro ;
omnes gemellis fœtibus,
et sterilis non est inter eas.
2 I tuoi denti sono come pecore da tosare quando salgono dal lavacro: tutti vanno appaiati e non c’è chi è senza compagno.
3 Sicut vitta coccinea labia tua,
et eloquium tuum dulce.
Sicut fragmen mali punici, ita genæ tuæ,
absque eo quod intrinsecus latet.
3 Come nastro di porpora le tue labbra, la tua bocca è un invito; spicchio di melograno sono le tue gote dietro il tuo velo.
4 Sicut turris David collum tuum,
quæ ædificata est cum propugnaculis ;
mille clypei pendent ex ea,
omnis armatura fortium.
4 Il tuo collo è come torre di David, costruita per dominare la valle: mille scudi vi sono appesi, tutte armature di prodi. o
5 Duo ubera tua sicut duo hinnuli,
capreæ gemelli, qui pascuntur in liliis.
5 I tuoi seni sono come due caprioli, due gemelli di gazzella, che pascolano fra gli anemoni.
6 Donec aspiret dies, et inclinentur umbræ,
vadam ad montem myrrhæ, et ad collem thuris.
6 Quando spirerà il giorno e si diffonderanno le ombre, andrò ancora al monte della mirra e al colle dell’incenso.
7 Tota pulchra es, amica mea,
et macula non est in te.
7 Tu sei tutta bella, amica mia e in te non c’è alcuna macchia.
8 Veni de Libano, sponsa mea :
veni de Libano, veni, coronaberis :
de capite Amana, de vertice Sanir et Hermon,
de cubilibus leonum, de montibus pardorum.
8 Verrei dal Libano, o sposa, dal Libano accorrerei; scenderei dalle vette dell’Amana, dai picchi del Senir e dell’Hermon, dalle tane dei leoni, dalle balze dei leopardi,
9 Vulnerasti cor meum, soror mea, sponsa ;
vulnerasti cor meum in uno oculorum tuorum,
et in uno crine colli tui.
9 perché mi hai rapito il cuore, o mia sorella, sposa, mi hai rapito il cuore con uno dei tuoi occhi, con una gemma della tua collana.
10 Quam pulchræ sunt mammæ tuæ, soror mea sponsa !
pulchriora sunt ubera tua vino,
et odor unguentorum tuorum super omnia aromata.
10 Come sono amabili le tue carezze, o mia sorella, sposa, più inebrianti del vino; l’aroma dei tuoi profumi è più di ogni balsamo.
11 Favus distillans labia tua, sponsa ;
mel et lac sub lingua tua :
et odor vestimentorum tuorum sicut odor thuris.
11 Turgido favo le tue labbra, sposa, miele e latte la tua lingua, il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.
12 Hortus conclusus soror mea, sponsa,
hortus conclusus, fons signatus.
12 Giardino ben cintato sei, o mia sorella, o sposa, giardino ben cintato, fonte sigillata:
13 Emissiones tuæ paradisus malorum punicorum,
cum pomorum fructibus, cypri cum nardo.
13 i tuoi rivi fanno un giardino di melograni con frutti squisiti: alchenna con nardo,
14 Nardus et crocus, fistula et cinnamomum,
cum universis lignis Libani ;
myrrha et aloë, cum omnibus primis unguentis.
14 nardo e croco, cannella e cinnamomo con ogni pianta d’incenso, piante d’incenso d’ogni qualità, mirra, aloe con i balsami più fini.
15 Fons hortorum, puteus aquarum viventium,
quæ fluunt impetu de Libano.
15 La fonte del mio giardino è polla d’acque vive e ruscelli che sgorgano dal Libano.
16 (Sponsa)Surge, aquilo, et veni, auster :
perfla hortum meum, et fluant aromata illius.
16 Levati, aquilone, e vieni, austro! Spira sul mio giardino e fluiscano i suoi aromi, venga il mio diletto nel suo giardino a saziarsi dei suoi ottimi frutti.