Giosuè 12

Eliseo fa venire a galla il ferro della scure: i soldati del re di Siria fatti come ciechi sono condotti a Samaria da Eliseo, cui quelli voleano pigliare, perchè manifestava al re d'Israele i segreti del re di Siria. Mentre i Siri assediano Samaria, le madri per la fame mangiano i proprj figliuoli; per la qual cosa il re da ordine, che sia ucciso Eliseo.

1Questi sono i re che furono sconfitti da’ figliuoli d'Israele i quali preser possesso del loro paese di là dal Giordano a levante, dal torrente di Arnon fino al monte Hermon, e a tutta la parte orientale, che guarda verso il deserto.2Sehon re degli Amorrhei, il quale abitò in Hesebon, ebbe signoria da Aroer che è posta sulla ripa del torrente Arnon, e dalla metà della valle, e dalla metà di Galaad sino al torrente Jaboc, che è il confine de' figliuoli di Ammon.3E dalla solitudine fino al mare Ceneroth verso levante, e sino al mare del deserto, che è il mare salso verso oriente lungo la strada che mena a Bethsimoth; e da mezzodì dal di sotto di Asedoth, a Phasga.4I confini del regno di Og re di Basan (rampollo de' Rafaimi, il quale abitava in Astaroth, e in Edrai) erano dal monte Hermon, e da Saleca con tutto il territorio di Basan sino ai confini.5Di Gessuri, e di Machati, e della metà del Galaad: e sino a' confini di Sehon re di Hesebon.6Mosè servo del Signore, e i figliuoli d'Israele sconfisser quel re, e Mosè diede il dominio del loro paese ai Rubeniti, e a' Gaditi, e a mezza la tribù di Manasse.7Questi sono i re del paese sconfitti da Giosuè, e da' figliuoli d'Israele di là dal Giordano dalla parte d'occidente, da Baalgad nella campagna del Libano sino alla montagna di cui una parte sale verso Seir: e Giosuè ne diede il possesso alle tribù d'Israele; a ognuna la sua porzione,8Tanto nella montagna, come ne' piani e nelle campagne. In Asedoth, e nel deserto, e a mezzodì vi erano gli Hethei, e gli Amorrhei, i Chananei, e i Pherezei, gli Hevei, e li Jebusei.9Un re di Gerico: un re di Hai, la quale sta accanto a Bethel,10Un re di Gerusalemme, un re di Hebron.11Un re di Jerimoth , un re di Lachis,12Un re di Eglon , un re di Gazer,13Un re di Dabir, un re di Gader,14Un re di Herma, un re di Hered,15Un re di Lebna, un re di Odullam,16Un re di Maceda, un re di Bethel,17Un re di Taphua, un re di Opher,18Un re di Aphec, un re di Saron,19Un re di Madon, un re di Asor,20Un re di Semeron, un re di Achsaph,21Un re di Thenac, un re di Mageddo,22Un re di Cades, un re di Jachanan del Carmelo,23Un re di Dor, e uno della provincia di Dor, e un re delle nazioni di Galgal,24Un re di Thersa: in tutto trentun re.

Notes


6,5:Questa me l'era io fatta imprestare. Argomento della somma povertà, in cui viveano que' discepoli di Eliseo. Questi, che men perduto la scure, si duole, perchè ella era d'altrui, ed egli non avea da pagarla. Vedi Teodoreto e s. Girolamo, ep. 4. ad Rustic.

6,13:In Dothan. È la stessa città, che Dothain, Gen. XXXVII, 17., dodici miglia lontana da Samaria a settentrione.

6,16:Abbiam più gente con noi, che non ne han quelli. Le milizie di Dio, gli Angeli sono in nostra difesa. Così Giacobbe in fuggendo Esaù li vide spediti dal Signore a custodirlo. Gen. XXXII. I. 2.

6,18:Il Signore li punì togliendo ec. A somiglianza di quello, che avvenne ai cittadini di Sodoma, i quali a occhi veggenti cercavano la casa di Loth, senza ne vederla, ne trovarla (Gen. XIX. II.) il Signore intorbidò l'immaginazione di questa gente in guisa, che piu non riconoscevano ne dove fossero, ne con chi parlassero.

6,19:Non è questa la strada, ec. Coloro cercavano di Eliseo per menarlo al re di Siria; il profeta dice loro, che se voglion vedere Eliseo non e buona la strada, che avean preso, ne quella è la città, in cui lo vedranno; perocchè solo in Snmaria dovean vederlo.

6,22:Tu non gli ucciderai: ec. Se fossero stati uccisi (dice Teodoreto) non sarebbono stati per tutta la Siria testimonj della possanza del vero Dio.

6,23:E i ladroni di Siria non entraron più ec. Alcuni s'intendono di quegli stessi, de' quali si e parlato finora, che piu non vollero muoversi a fare le solite scorrerie nel paese d'Israele, tanto potè sopra di loro la memoria del pericolo, che avean corso, e da cui la sola carità di Eliseo gli avea salvati. Altri intendono del tempo di quella guerra, ovvero di tutto il tempo che seguito a vivere Eliseo.

6,25:La testa di un asino. L'asino era un animale impuro presso gli Ebrei; onde è gran segno di estrema necessità il vedere, che non solo ne mangiassero, ma lo pagassero il prezzo esorbitante, di ottanta sicli.
La quarta parte di un cubo di sterco di colombi, ec. il calvo era una misura di circa quattro libbre e mezzo; onde il quarto di un cubo faceva una libbra e un'oncia e mezzo. Quanto allo sterco di colombi il Bochart, e altri credono, che la voce Ebrea significhi una specie di ceci, cibo vile, onde è posto in ultimo luogo, 2. Reg. XVII, e generalmente presso gli autori greci e latini nissun cibo è notato come più vile, che le fave, i ceci e i lupini.

6,27:Con quel, che si cava dall'aia ec. vale a dire: Che posso io darti, non restandomi più ne pane, ne vino?

6,29:Noi adunque cuoceremmo il mio figliuolo, ec. Così si adempivano le minacce del Signore, Deut. XXVIII. 56.57 il simile avvenne ai tempi di Sedecia, Ezech. v. 10., e nell'ultimo assedio di Gerusalemme. Vedi Giuseppe, de B. VII 8.

6,30:Tutto il popolo vide il cilicio, ec. Quell'abito ruvido, di grosso panno e di scuro colore, che portavasi in tempo di duolo e di penitenza. Cosi questo re malvagio e idolatra, flagellato da Dio, ricorreva alla penitenza.

6,32:Questo figliuolo di un omicida ec. Joram figliuolo di Achab, il quale Achab avea ucciso Naboth, e i profeti del Signore, 3. Reg. XXI 9., XXVIII. 4.
Badate... di non lasciarlo entrare; perocchè, ec. Eliseo dice a quei seniori, che eran con lui, di non lasciar entrare quell'uomo mandato dal re per tagliare a lui la testa, perché Dio gli avea fatto conoscere come lo stesso re pentito dell'ordine dato, veniva a parlargli. Quindi è, che le parole del seguente versetto, tu vedi quanto ma le ec. per generale opinione degl'Interpreti sono parole dello stesso re, il quale probabilmente dopo raccontato il fatto delle due donne, le quali avean mangiato il bambino, soggiunge: Tu Vedi come non v'ha più speranza per noi. Di qui ancora apparisce, che Eliseo avea consigliato al re di non render la città, ma aspettare il soccorso di Dio.