Giosuè 14

Salomone benedice il popolo d'Israele, rende a Dio grazie dell'adempimento della promessa fatta a Davidde; e prega umilmente il Signore, che esaudisca i voti di quelli, che faranno orazione in quel tempio.

1Ecco quel che possedettero i figliuoli d'Israele nella terra di Canaan, secondo la distribuzione che ad essi ne fecero Eleazaro sommo sacerdote, e Giosuè figliuolo di Nun, e i principi delle famiglie di ciascheduna delle tribù d'Israele,2I quali il tutto distribuirono a sorte alle nove tribù e mezzo, conforme aveva ordinato il Signore per mezzo di Mosè:3Imperocché a due tribù e mezzo avea Mosè data la loro porzione di là dal Giordano: tralasciando i Leviti, i quali non ebber parte veruna alla distribuzione fatta tra i loro fratelli:4Ma subentrarono nel luogo loro i figliuoli di Giuseppe divisi in due tribù, Manasse, ed Ephraim: e i Leviti non ebbero altra cosa nel paese, se non delle città da abitarvi, e i loro sobborghi per mantenere i loro armenti, e i greggi.5Come aveva ordinato il Signore a Mosè, così fecero i figliuoli d'Israele nella divisione del paese.6Ma si presentarono a Giosuè i figliuoli di Giuda in Galgala, e Caleb figliuolo di Jephone Cenezeo gli disse: Tu sai quel che il Signore disse di me e di te a Mosè uomo di Dio in Cadesbarne.7Io avea quarant'anni, quando Mosè servo del Signore spedimmi da Cadesbarne a visitare la terra, e io gli riferii quello che mi parve essere la verità.8Ma i miei fratelli, che erano venuti con me, misero spavento nel cuore del popolo: e con tutto questo io ho seguito il Signore Dio mio.9E Mosè fece giuramento in quel giorno, e disse: La terra, sopra la quale hai messi i tuoi piedi, sarà posseduta da te, e da' tuoi figliuoli in perpetuo: perocché tu hai seguito il Signore Dio mio.10Il Signore adunque mi ha conceduto vita fino a questo dì, conforme promise. Sono quarantacinque anni che il Signore disse quella parola a Mosè nel tempo che Israele andava girando pel deserto: io ho oggi ottantacinque anni,11E sono così forte, come lo era in quel tempo, quando fui mandato a prender lingua: la robustezza d'allora continua in me fino al giorno d'oggi tanto per combattere, come per viaggiare.12Dà adunque a me questo monte (il quale di tua sentita fu promesso a me dal Signore), sul quale sono gli Enacimi, e delle grandi e forti città: così il Signore sia meco, e possa io distrugger coloro, come egli mi ha promesso.13E Giosuè lo benedisse, e gli diede Hebron per sua porzione:14E da indi in poi Hebron fu di Caleb Cenezeo, figliuolo di Jephone fino al dì d'oggi: perchè egli seguì il Signore Dio d'Israele.15Hebron avea pell’avanti il nome di Cariath-Arbe: Adamo il massimo tra gli Enacimi ivi è sepolto: e la terra ebbe riposo dalle guerre.

Note


6,13:Una predetta. Ovvero una tribuna, per quanto può congetturarsi dal teste originale. Ella era nel mezzo dell'atrio del popolo allo scoperto, ed ella non avea verun sedile; perocchè il re stesso non si metteva mai a sedere nel tempio, ma stava ritto, o in ginocchio.

6,41:Vieni alla tua requie, ec. Alla tua sede; al luogo fisso di tua dimora.
E l’arca di tua possanza. L’arca, per mezzo della quale desti tanti segni prodigiosi di tua onnipotenza. Dell’arca presa da’ Filistei dice Davidde, che Dio abbandonò alla cattività la fortezza degl'Israeliti e la loro gloria nelle mani de‘ nemici. Ps. 77. 61.
I tuoi sacerdoti... sieno ammantati di salute. Sieno ricolmi dei tuoi benefizii, sieno salvati da te, affinchè per opera loro gli altri ancora si salvino.

6,42:Dal tuo cristo. Dal tuo unto, dal re eletto da te e per ordine tuo consacrato. Della benignità di Davidde tuo servo. Ovvero della pietà.