SCRUTATIO

Martedi, 14 luglio 2026 - San Camillo de Lellis ( Letture di oggi)

Proverbi 30


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BIBBIA MARTINIPeshitta
1 Parole di colui, che aduna, figliuolo di lui, che messe fuora la sapienza.
Visione raccontata da un personaggio, col quale sta Dio, e il quale avendo Dio abitante in se, che lo fortifica, ha detto:
1 ܡ̈ܠܘܗܝ ܕܐܓܘܪ ܒܪ ܝܩܝ ܕܩܒܠ ܢܒܝܘܬܐ ܘܐܬܡܨܝ ܚܝܠܐ ܘܐܡܪ ܠܐܬܠܝܐܝܠ
2 Io sono il più ignorante tragli uomini, e la sapienza degli uomini non istà meco.2 ܡܛܠ ܕܚܣܝܪ ܗܘ ܪܥܝܢܝ ܘܠܝܬ ܒܝ ܣܘܟܠܐ ܕܒܢ̈ܝ ܐܢܫܐ
3 Io non ho apparata la sapienza, e non so nulla della scienza de' santi.3 ܘܠܐ ܝܕܥܬ ܚܟܡܬܐ ܘܠܐ ܝܠܦܬ ܝܕܥܬܐ ܕܩܕܝܫ̈ܐ
4 Chi è che sia salito al cielo, e ne sia disceso? chi nelle sue mani contenue il vento? chi le acque ha ristrette come in un involto? chi ha data stabilità a tutte le parti della terra? qual è il nome di lui, e quale il nome del figliuolo di lui, se tu lo sai?4 ܐܡܪ ܠܝ ܡܢܘ ܣܠܩ ܠܫܡܝܐ ܘܢܚܬ ܘܡܢܘ ܐܚܕ ܪܘܚܐ ܒܚ̈ܘܦܢܘܗܝ ܘܡܢܘ ܨܪ ܡ̈ܝܐ ܒܫܘܫܦܐ ܘܡܢܘ ܐܩܝܡ ܟܠܗܘܢ ܥܒܪ̈ܝܗ̇ ܕܐܪܥܐ ܐܝܢܘ ܫܡܗ ܘܐܝܢܘ ܫܡܐ ܕܒܪܗ ܐܢ ܝܕܥ ܐܢܬ
5 La parola di Dio o tutta purgata col fuoco: egli è scudo per quelli, che sperano in lui.5 ܟܠܗܘܢ ܡܐܡܪ̈ܘܗܝ ܕܐܠܗܐ ܓܒܝ̈ܢ ܘܡܣܝܥ ܠܐܝܠܝܢ ܕܬܟܝܠܝܢ ܥܠܘܗܝ
6 Non aggiungere un jota alle sue parole, affin di non essere accusato, e convinto di menzogna.6 ܠܐ ܬܘܣܦ ܥܠ ܡ̈ܠܘܗܝ ܕܠܐ ܢܟܣܟ ܘܬܬܟܕܒ
7 Due cose io ti ho domandato (o Signore) non negarle a me per quel, che mi resta di vita.7 ܬܪ̈ܬܝܢ ܫܐܠܬ ܡܢܟ ܠܐ ܬܟܠܐ ܡܢܝ ܥܕܠܐ ܐܡܘܬ
8 Allontana da me la vanità, e le parole di menzogna: Non darmi mendicità, né ricchezze, ma concedimi quel, che è necessario al mio vivere:8 ܐܪܚܩ ܡܢܝ ܣܪܝܩܘܬܐ ܘܡܡܠܠܐ ܟܕܒܐ ܘܡܣܟܢܘܬܐ ܘܥܘܬܪܐ ܠܐ ܬܬܠ ܠܝ ܗܒ ܠܝ ܥܘܡܪܐ ܡܣܬܝ
9 Affinchè per disgrazia quand'io sia satollo non sia tentato a rinnegare, e dire: Chi o il Signore? ovvero spinto dalla necessità io non mi metta a rubare, e prenda invano il nome del mio Dio.9 ܕܠܐ ܐܣܒܥ ܘܐܟܕܒ ܘܐܡܪ ܡܢܘ ܡܪܝܐ ܘܕܠܐ ܐܬܡܣܟܢ ܘܐܓܢܘܒ ܘܐܡܐ ܒܫܡܗ ܕܐܠܗܝ
10 Non accusare il servo dinanzi al suo padrone, affinchè egli forse non ti maledica, onde tu vada in perdizione!10 ܠܐ ܬܫܠܡ ܥܒ̣ܕܐ ܠܡܪ̈ܘܗܝ ܕܠܐ ܢܠܘܛܟ ܘܬܬܚܝܒ
11 Havvi una razza di uomini, che maledice suo padre, e non benedice sua madre.11 ܠܕܪܐ ܕܐ̈ܒܗܘܗܝ ܢܨܚܐ ܘܠܐܡܗ ܠܐ ܢܒܪܟ
12 Havvi una razza di uomini, che mondi sembrano a loro stessi; ma non sono però lavati dalle sozzure.12 ܕܪܐ ܕܕܟܐ ܒܥܝܢ̈ܝ ܢܦܫܗ ܘܡܢ ܨܐܬܗ ܠܐ ܐܬܬܫܝܓ
13 Havvi una razza di uomini, che portano alti gli occhi, e le loro pupille altiere, e superbe.13 ܕܪܐ ܡܐ ܕܪ̈ܡܢ ܥܝ̈ܢܘܗܝ ܘܬܡܪ̈ܘܗܝ ܡܫܩܠ
14 Havvi una generazione, la quale ha coltelli in cambio di denti, e lacera con sue mascelle, e divora i mendichi della terra, e i poveri tragli uomini.14 ܕܪܐ ܕܣܦܣܪ̈ܐ ܐ̈ܢܝܢ ܫܢ̈ܘܗܝ ܘܣܟܝܢܝ̈ܬܐ ܢܝ̈ܒܘܗܝ ܠܡܐܟܠ ܡܣ̈ܟܢܐ ܕܐܪܥܐ ܘܒܝ̇ܫ̈ܐ ܕܒܢܝ̈ܢܫܐ
15 La mignatta ha due figlie, che di cono: Dammi, dammi. Tre cose sono insaziabili, e la quarta, che non dice mai: Basta.15 ܠܥܠܘܩܐ ܬܠܬ ܗ̈ܘܝ ܠܗ ܒܢ̈ܢ ܚܒܝ̈ܒܢ ܬܠܬ ܐܢܝ̈ܢ ܕܠܐ ܣܒ̈ܥܢ ܘܕܐܪܒܥ ܠܐ ܐܡܪܐ ܟܕܘ
16 L'inferno, e la matrice, e la terra, che non si sazia di bere l'acqua: il fuoco poi non dice mai: Basta.16 ܫܝܘܠ ܘܐܚܕܬ ܪ̈ܚܡܝܗ̇ ܘܐܪܥܐ ܠܐ ܣܒܥܐ ܡ̈ܝܐ ܘܢܘܪܐ ܠܐ ܐܡܪܐ ܟܕܘ
17 A colui che schernisce il proprio padre, e disprezza i dolori della madre nel partorirlo, gli cavin l'occhio i corvi, che stan lungo i torrenti, e sei divorino i figliuoli dell'aquila.17 ܥܝܢܐ ܕܓܚܟܐ ܥܠ ܐܒܘܗ̇ ܘܫܝܛܐ ܣܝܒܘܬܐ ܕܐܡܗ̇ ܢܚܨܘܢܗ̇ ܥܘܪ̈ܒܐ ܕܢܚܠܐ ܘܢܐܟܠܘܢܗ̇ ܒܢ̈ܝ ܢܫܪܐ
18 Tre cose sono per me difficili ad intendersi, e una quarta mi è affatto ignota:18 ܬܠܬ ܐ̈ܢܝܢ ܕܟܣ̈ܝܢ ܡܢܝ ܘܕܐܪ̈ܒܥ ܠܐ ܝܕܥܬ ܐ̈ܢܝܢ
19 La traccia dell'aquila nell'aria, la traccia di un serpente sulla pietra, la traccia di una nave in mezzo al mare, e la traccia dell'uomo nella adolescenza.19 ܐܘܪܚܐ ܕܢܫܪܐ ܒܫܡܝܐ ܘܐܘܪܚܐ ܕܚܘܝܐ ܥܠ ܫܘܥܐ ܘܐܘܪܚܐ ܕܐܠܦܐ ܒܠܒܗ ܕܝܡܐ ܘܐܘܪܚܐ ܕܓܒܪܐ ܒܥܠܝܡܘܬܗ
20 Tale è parimente la via della don na adultera, la quale mangia, e si ripulisce la bocca, e dice: Non ho fatto verun male.20 ܗܟܢܐ ܗܝ ܐܘܪܚܗ̇ ܕܐܢܬܬܐ ܓܝܪܬܐ ܐܟܠܐ ܘܡܟܦܪܐ ܦܘܡܗ̇ ܘܐܡܪܐ ܡܕܡ ܠܐ ܥܒܕܬ
21 Per tre cose è messa in commozione la terra, e alla quarta non può ella, reggere:21 ܬܚܝܬ ܬܠܬ ܙܝܥܐ ܐܪܥܐ ܘܬܚܝܬ ܐܪ̈ܒܥ ܠܐ ܡܫܟܚܐ ܠܡܣܝܒܪܘ
22 (E messa in commozione) da uno schiavo, che arrivi a regnare, da uno stolto, quando è pieno di cibo:22 ܬܚܝܬ ܥܒ̣ܕܐ ܟܕ ܢܡܠܟ ܘܬܚܝܬ ܣܟܠܐ ܕܣܒܥ ܠܚܡܐ
23 Da una donna odiosa, quando uno la ha sposata; e da una serva divenuta erede di sua padrona.23 ܘܬܚܝܬ ܣܢܘܐܬܐ ܕܗܘܝܐ ܠܓܒܪܐ ܘܬܚܝܬ ܐܡܬܐ ܕܡܦܩܐ ܠܡܪܬܗ̇
24 Quattro cose delle più piccole sono sulla terra, e queste superano in sagezza i sapienti.24 ܐܪ̈ܒܥ ܐ̈ܢܝܢ ܕܙܥܘܪ̈ܝܢ ܒܐܪܥܐ ܘܗ̈ܢܝܢ ܚ̈ܟܝܡܢ ܡܢ ܚ̈ܟܝܡܐ
25 Le formiche, popolo debolissimo, il quale al tempo della messe si prepara il suo vitto:25 ܫ̈ܘܫܡܢܐ ܕܚܝܠܐ ܠܝܬ ܒܗܘܢ ܘܡܛܝܒܝܢ ܡܢ ܩܝܛܐ ܠܚܡܗܘܢ
26 I conigli, razza paurosa, la quale pianta il suo covile nei massi:26 ܘܚܓ̈ܣܐ ܕܒܨܝܪܝܢ ܒܚܝܠܐ ܘܥܒܕܝܢ ܠܗܘܢ ܒܬ̈ܐ ܒܫ̈ܘܥܐ
27 Le cavallette non hanno re, e si muovono tutte divise in isquadroni:27 ܘܩܡ̈ܨܐ ܕܡܠܟܘ ܠܝܬ ܠܗܘܢ ܘܡܬܟܢܫܝܢ ܟܠܗܘܢ ܐܝܟ ܚܕܐ
28 Lo stellione, che si regge sulle sue mani, e abita nelle case dei re.28 ܘܐܡܩܬܐ ܕܡܣܒܟܐ ܒܐܝ̈ܕܝܗ̇ ܘܥܡܪܐ ܒܒ̈ܬܐ ܕܡ̈ܠܟܐ
29 Tre cose vi sono, che hanno bella andatura, e una quarta, che cammina magnificamente;29 ܬܠܬ ܐ̈ܢܝܢ ܕܬܪ̈ܝܨܢ ܗ̈ܠܟܬܗܝܢ ܘܕܐܪ̈ܒܥ ܫܦܝܪ ܡܗ̈ܠܟܢ
30 Il lione, forte sopra tutti gli animali, non teme l'incontro di chicchessia;30 ܓܘܪܝܐ ܕܐܪܝܐ ܓܢܒܪ ܗܘ ܡܢ ܟܠܗ̇ ܒܥܝܪܐ ܘܠܐ ܕܚܠ ܘܠܐ ܗܦܟ ܡܢ ܟܘܠܗ̇ ܒܥܝܪܐ
31 Il Gallo dai fianchi serrati, e l'ariete, e il re, a cui nissuno resiste.31 ܘܐܒܟܐ ܕܡܙܕܪܟܠ ܒܝܢ̈ܬ ܬܪ̈ܢܓܠܬܐ ܘܬܝܫܐ ܕܐܙܠ ܒܪܝܫ ܓܙܪܐ ܘܡܠܟܐ ܕܡܡܠܠ ܒܝܬ ܥܡ̈ܡܐ
32 V'ha chi è stato riconosciuto per istolto dopo che fu innalzato a posto sublime: perocché se avesse avuto intelletto si sarebbe messa la mano alla bocca.32 ܠܐ ܬܪܓ ܕܠܐ ܬܨܛܥܪ ܘܠܐ ܬܘܫܛ ܐܝܕܟ ܠܦܘܡܟ ܒܥܬܐ
33 Chi stringe con forza le poppe per trarne il latte, ne spreme il burro, e chi si soffia il naso con veemenza, ne cava il sangue; e chi provoca lo sdegno accende discordie.33 ܡܢ ܫܘܡܢܗ ܕܚܠܒܐ ܢܦܩܐ ܚܐܘܬܐ ܘܐܢ ܬܟܒܘܫ ܐܝܕܟ ܥܠ ܚܛܬܐ ܢܦܘܩ ܕܡܐ ܗܟܢܐ ܡܢ ܚܪܝܢܐ ܕܐ̈ܦܐ ܢܦܩ ܕܝܢܐ