SCRUTATIO

Lunedi, 20 luglio 2026 - Sant'Apollinare di Ravenna ( Letture di oggi)

Proverbi 25


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BIBBIA MARTINIPeshitta
1 Queste parabole ancora sono di Salomone, e furon messe insieme dagli uomini di Ezechia re di Giuda.1 ܐܦ ܗ̈ܠܝܢ ܡ̈ܬܠܘܗܝ ܕܫܠܝܡܘܢ ܥܡ̈ܝܩܐ ܕܟܬܒܘ ܪ̈ܚܡܘܗܝ ܕܚܙܩܝܐ ܡܠܟܐ ܕܝܗܘܕܐ
2 E gloria di Dio il velare la sua parola, ed è gloria dei re l'investigare il senso della parola.2 ܬܫܒܘܚܬܗ ܕܐܠܗܐ ܡ̇ܢ ܕܡܛܫܐ ܡܠܬܐ ܘܬܫܒܘܚܬܗ ܕܡܠܟܐ ܡ̇ܢ ܕܒܨܐ ܡܠܬܐ
3 Il cielo nella sua sublimità, e la terra nella sua profondità, e il cuore dei re, sono cose imperscrutabili.3 ܫܡܝܐ ܪ̈ܡܝܢ ܘܐܪܥܐ ܥܡܝܩܐ ܘܠܒܗ ܕܡܠܟܐ ܠܐ ܡܬܒܨܐ
4 Togli all'argento la ruggine, e se ne farà un vaso purissimo.4 ܓܒܘ ܣܘܠܐܢܐ ܡܢ ܣܐܡܐ ܕܢܦܘܩ ܡܐܢܐ ܟܕ ܕܟܐ
5 Togli gli empj dal cospetto del re, e il trono di lui si stabilirà sopra la giustizia.5 ܢܬܬܒܪܘܢ ܥܘ̈ܠܐ ܡܢ ܩܕܡ ܡܠܟܐ ܘܢܬܩܢ ܟܘܪܣܝܗ ܒܙܕܝܩܘܬܐ
6 Non fare il grande dinanzi al re, e non ti mettere nel posto dei magnati.6 ܠܐ ܬܫܬܒܗܪ ܩܕܡ ܡܠܟܐ ܘܒܕܘܟܬܐ ܕܪ̈ܘܪܒܢܐ ܠܐ ܬܩܘܡ
7 Perocché è meglio per te, che ti sia detto: Vieni più in su, che se ti toccasse di essere umiliato dinanzi al principe.7 ܫܦܝܪ ܗܘ ܓܝܪ ܕܢܐܡܪ ܠܟ ܐܬܩܪܒ ܠܥܠ ܛܒ ܡܢ ܕܢܡܟܟܟ ܩܕܡ ܫܠܝܛܐ ܡܕܡ ܕܚ̈ܙܝ ܥܝܢ̈ܝܟ ܗ̣ܘ ܐܡܪ
8 Non correre a furia a manifestare in occasione di contesa quello, che vedesti cogli occhi tuoi, perché dopo aver fatto disonore all'amico, non sarà in tuo potere di rimediare.8 ܘܠܐ ܬܦܘܩ ܠܡܕܢ ܡܣܪܗܒܐܝܬ ܕܠܐ ܟܕ ܬܕܘܢ ܒܐܚܪܝܬܐ ܢܚܣܕܟ ܪܚܡܟ
9 Tratta del tuo negozio col tuo amico, e non rivelare il tuo segreto ad uno straniero;9 ܕܝܢܟ ܕܘܢ ܥܡ ܚܒܪܟ ܘܪܐܙܐ ܐܚܪܢܐ ܠܐ ܬܓܠܐ
10 Affinchè questi quando l'avrà saputo, non ti insulti, e ti faccia sempre de' rimproveri. La grazia, e l'amicizia fanno l'uomo franco: e tu conservale per fuggire i rimproveri.10 ܕܠܐ ܡ̇ܢ ܕܫܡܥ ܢܚܣܕܟ ܘܢܪܢܘܢ ܒܟ ܣ̈ܓܝܐܐ
11 La parola detta a tempo è come i pomi d'oro a un letto di argento.11 ܚܙܘܪܐ ܕܕܗܒܐ ܒܢܓܘܕܐ ܕܣܐܡܐ ܕܡܡܠܠ ܡܠܬܐ
12 La riprensione fatta al saggio, è all'orecchio docile, è un orecchino di oro con una perla rilucente.12 ܩܕܫܐ ܕܕܗܒܐ ܘܣܪܕܘܢ ܛܒܐ ܗܟܢܐ ܡܟܣܢܘܬܐ ܕܚ̈ܟܝܡܐ ܠܐܕܢܐ ܕܫܡܥܐ
13 L'ambasciadore fedele è per colui, che lo ha mandato, come fredda neve nella stagion della messe: egli tiene in riposo l'animo di lui.13 ܐܟܙܢܐ ܕܡܐ ܕܢܚܬ ܬܠܓܐ ܒܝܘܡܐ ܕܚܨܕܐ ܡܦܝܓ ܚܘܡܐ ܗܟܢܐ ܐܝܙܓܕܐ ܡܗܝܡܢܐ ܠܡܫܕܪ̈ܘܗܝ ܘܢܦܫܐ ܕܡܪ̈ܘܗܝ ܡܗܦܟ
14 Il vantatore, che non mantiene quel, che ha promesso, è una nuvola ventosa, cui non succede la pioggia.14 ܐܟܙܢܐ ܕܡܐ ܕܐܝܬ ܥܢ̈ܢܐ ܘܪܘܚܐ ܘܡܛܪܐ ܠܝܬ ܗܟܢܐ ܗܘ ܓܒܪܐ ܕܡܫܬܒܗܪ ܒܡ̈ܘܗܒܬܐ ܕܓ̈ܠܬܐ
15 La pazienza raddolcirà il principe, e la lingua molle spezzerà ogni dura cosa15 ܒܢܓܝܪܘܬ ܪܘܚܐ ܡܫܕܠ ܫܠܝܛܐ ܘܒܠܫܢܐ ܪܟܝܟܐ ܬܒܪ ܓܪ̈ܡܐ
16 Hai trovato il miele? Mangiane tanto, che a te basti, affinchè se te he empissi non l'abbi a vomitare.16 ܡܐ ܕܐܫܟܚܬ ܕܒܫܐ ܡܣܬܟ ܐܟܘܠ ܕܠܐ ܟܕ ܬܣܒܥ ܬܬܝܒܝܘܗܝ
17 Ritira il piede dalla casa del tuo vicino, affinchè questi non si stufi di te, e ti prenda in avversione.17 ܠܐ ܬܬܟܒ ܪܓܠܟ ܠܒܝܬ ܪܚܡܟ ܕܠܐ ܢܣܒܥܟ ܘܢܣܢܝܟ
18 L'uomo, che attesta il falso contro il suo prossimo è un dardo, una spada, ed una acuta saetta.18 ܐܝܟ ܦܕܘܥܐ ܘܣܝܦܐ ܘܓܐܪܐ ܫܢܝܢܐ ܗܟܢܐ ܗܘ ܓܒܪܐ ܕܡܣܗܕ ܣܗܕܘܬܐ ܕܓܠܬܐ ܥܠ ܚܒܪܗ
19 Chi confida in un uomo infedele nel dì della tribolazione, è come chi ha un dente guasto, e stanca la gamba,19 ܐܝܟ ܫܢܐ ܕܒܝܫܐ ܘܐܝܟ ܪܓܠܐ ܡܙܥܬܐ ܗܟܢܐ ܗܘ ܬܘܟܠܢܗ ܕܕܓܠܐ ܒܝܘܡܐ ܕܐܘܠܨܢܐ
20 E resta senza mantello al tempo freddo.
E un mettere aceto sul nitro, il cantare delle canzoni a un cuore molto affitto. Come la tignuola fa male alla veste, e il tarlo al legno: cosi la malinconia al cuore dell'uomo.
20 ܡ̇ܢ ܕܫܩܠ ܡܪܛܘܛܐ ܡܢ ܚܒܪܗ ܒܝܘܡܐ ܕܩܪܬܐ ܐܝܟ ܗ̇ܘ ܗ̣ܘ ܕܪܡܐ ܚܠܐ ܥܠ ܝܬܪܐ ܘܡܨܪܦ ܠܠܒܐ ܟܝܒܐ ܐܝܟ ܣܣܐ ܠܡܐܢܐ ܘܐܝܟ ܒܠܛܝܬܐ ܠܩܝܣܐ ܗܟܢܐ ܟܪܝܘܬܐ ܡܗܪܐ ܠܠܒܗ ܕܓܒܪܐ
21 Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli acqua da bere:21 ܐܢ ܟܦܢ ܒܥܠܕܒܒܟ ܐܘܟܠܝܗܝ ܘܐܢ ܨܗܐ ܐܫܩܝܗܝ
22 Perocché cosi ragunerai sul capo di lui ardenti carboni, e il Signore ti ricompenserà.22 ܘܟܕ ܗܠܝܢ ܬܥܒܕ ܠܗ ܓܘܡܪ̈ܐ ܕܢܘܪܐ ܚܕܐ ܐܢܬ ܥܠ ܪܝܫܗ ܘܡܪܝܐ ܦܪܥ ܠܟ
23 Il vento di settentrione scaccia la pioggia, e una faccia severa (reprime) la lingua del detrattore.23 ܐܝܟ ܕܪܘܚܐ ܓܪܒܝܐ ܒܛܢܐ ܡܛܪܐ ܗܟܢܐ ܐ̈ܦܐ ܒܝܫ̈ܬܐ ܘܠܫܢܐ ܡܛܫܝܐ
24 E meglio il sedere in un angolo del solaio, che in una casa comune con una donna, che garrisce.24 ܫܦܝܪ ܠܡܥܡܪ ܥܠ ܩܪܢܐ ܕܐܓܪܐ ܡܢ ܕܠܡܥܡܪ ܥܡ ܐܢܬܬܐ ܢܨܝܬܐ ܘܒܒܝܬܐ ܕܦ̈ܠܓܘܬܐ
25 Una buona nuova, che vien di lontano, è acqua fresca ad uno, che patisce la sete.25 ܐܝܟ ܙܢܐ ܕܡ̈ܝܐ ܩܪ̈ܝܪܐ ܠܢܦܫܐ ܨܗܝܬܐ ܗܟܢܐ ܗܘ ܛܒ̣ܐ ܫܦܝܪܐ ܕܐܬܐ ܡܢ ܐܪܥܐ ܪܚܝܩܬܐ
26 Il giusto che cade veggente l'empio è una fontana intorbidata co' piedi, e una vena di acque imbrattata.26 ܐܝܟ ܕܣܟܪ ܐܢܫ ܡܒܘܥܐ ܘܡܦܩܢܐ ܕܡ̈ܝܐ ܡܚܒܠ ܗܟܢܐ ܗܘ ܙܕܝܩܐ ܡܐ ܕܢܦܠ ܩܕܡ ܥܘܠܐ
27 Come il miele fa male a chi troppo ne mangia, così colui che si fa scrutatore della maestà di Dio, rimarrà sotto il peso della sua gloria.27 ܠܡܐܟܠ ܕܒܫܐ ܣܓܝ ܠܐ ܫܦܝܪ ܐܦ ܠܐ ܠܡܒܨܐ ܡ̈ܠܐ ܡܫ̈ܒܚܬܐ
28 L'uomo, il quale in parlando non può affrenare il suo spirito, è una città spalancata, e non cinta di muro.28 ܐܝܟ ܡܕܝܢܬܐ ܬܪܝܥܬܐ ܕܠܝܬ ܠܗ̇ ܫܘܪܐ ܗܟܢܐ ܗܘ ܓܒܪܐ ܕܠܐ ܢܓܝܪܐ ܪܘܚܗ