Giuditta 2
Verses examined
Jetlhro suocero di Mosè gli rimena la moglie coi figliuoli: e avendo udite le cose fatte da Dio, dopo aver lodato il Signore, e offerto a lui sacrifizio, dà a Mosè il buon consiglio di creare de' magistrati, che giudichino delle cause minori.
1L'anno decimo terzo del regno di Nabucodonosor, ai ventidue del mese primo fu tenuto consiglio nella reggia di Nabucodonosor re degli Assiri intorno alla vendetta, ch'ei volea fare.2E convocò tutti i più vecchi, e tutti i capitani suoi, e campioni, e confidò loro il mistero de' suoi disegni:3E disse, che era sua intenzione di soggettare al suo impero tutta la terra.4E questa proposizione essendo stata approvata da tutti, Nabucodonosor chiamò a se Oloferne, capo delle sue schiere,5E gli disse: Va, porta guerra a tutti i regni, di occidente, e principalmente a quelli, che si son fatti beffe de' miei comandi.6Tu tratterai senza misericordia qualunque regno, e renderai a me soggette le città forti.7Allora Oloferne chiamò a fe i capitani, e i comandanti delle schiere degli Assiri, e scelse il numero di uomini assegnatoli dal re per questa spedizione, cento venti mila combattenti a piedi, e dodici mila a cavallo armati di arco.8E fece andare innanzi a tutte le sue milizie una innumerabile moltitudine di cammelli con provvisioni pell'esercito in abbondanza, ed anche degli armenti di bovi, e branchi di pecore infinite.9E comandò ancora, che da tutta la Siria si preparasser dei grani pel fuo passaggio.10E dalla casa del re prese dell'oro, e dell'argento in grandissima quantità.11E si mosse egli, e tutto l'esercito coi cocchi, e co soldati a cavallo, e cogli arcieri, i quali ingombravano la superficie della terra a guisa di locuste.12E passati i confini dell'Assiria, giunse alle grandi montagne di Ange, le quali stanno a sinistra della Cilicia, e diede la scalata a tutti i castelli, e si impadronì di tutti i luoghi forti.13Ed espugnò Melothi rinomatissima città, e saccheggiò i figliuoli di Tharsis, e i figliuoli d'Ismaele, i quali abitavano dirimpetto al deserto, a mezzogiorno del paese di Cellon.14E passò l'Eufrate, ed entrò nella Mesopotamia, e sforzò tute le superbe città, che erano colà dal torrente Mambre fino al mare:15E la occupò interamente dalla Cilicia sino ai confini di Japhet, che sono a mezzodì.16E menò via tutta la gente di Madian, e predò tutte le loro ricchezze, e uccise di spada tutti quei, che gli fecero resistenza.17E dipoi calò nelle campagne di Damasco nel tempo della messe, e diede il fuoco a tutte le biade, e fece troncare tutti gli alberi, e le viti.18Ed ei diventò il terrore di tutti gli abitatori della terra.Notes
18,1:Ma Jethro... avendo udite tutte le cose, ec. L'arrivo di Jethro, come rilevasi dal Denteronomio, cap. 1. 6. 7. 8. 15., non dee essere stato, se non verso la fine del primo anno dell'uscita dall'Egitto, ed egli trovò Mosè non a Raphidim, ma presso all'Horeb, e al Sinai, come dicesi qui, vers. 5.; onde questo racconto e messo qui per anticipazione, e forse, come alcuni credono, per far vedere, che la famiglia di Jethro era esente dalla maledizione degli Amaleciti, quantunque i Madianiti fossero quasi uno stesso popolo con quelli. Dal capo III. vers. 1. apparisce, che Jethro abitava non molto lungi dal Sina.
18,2:Prese Sephora. Ella dovea essere tornata a esse del padre suo, allorché, dovendo andare Mosè nell'Egitto ad eseguire gli ordini del Signore, di buona voglia si contentò di separarsi dal marito per esser fuori de' pericoli, e per lo stesso fine menò seco i figliuoli. S. Epifanio afferma, che Mosè osservò continenza da quel tempo, in cui Dio si manifestò a lui, e lo innalzò al ministero di profeta.
18,11:Perocchè quelli con superbia trattaron questi. Perché gli Egiziani esercitarono un domino superbo, e tirannico contro gli Ebrei. Questo grande avvenimento mi fa sempre più conoscere, che il vero Dio, il Dio degli Ebrei sorpassa infinitamente tutti gli altri dei delle Genti.
18,12:Offerì adunque Jethro ec. l'Ebreo prese degli olocausti, e delle vittime pel Signore; vale a dire ricevè da Mosè delle vittime, le quali egli offerse al vero Dio, di cui era sacerdote, come altrove si è detto. Ma posto, che fosse già stato eretto il tabernacolo, e istituito il sacerdozio Levitico, potea egli far le funzioni di sacerdote? Rispondono alcuni, che non essendo egli della stirpe d'Abramo non era soggetto alla legge, la quale al solo Aronne dava il diritto di offerir sacrifizj.
A mangiar con lui dinanzi a Dio. Vuol dire, che fecero un banchetto delle carni dell'ostie sacrificate; banchetto sacro, il quale perciò dicesi fatto dinanzi a Dio, o sia in onore di Dio. Vedi S. Agost. quaest. 60.
18,15:Per udire la sentenza di Dio. Per udire la sentenza, ch'io da sopra ciascun affare secondo la legge di Dio, della quale io sono Interprete.
18,23:Tutta questa gente se ne tornerà ec. Non avrà questa gente da starti qui attorno, dal mattino alla sera (vers. 14.); ma se ne staranno ne' luoghi loro assegnati, dove avranno chi termini brevemente tutte le piccole loro dispute.
18,24:Ciò udito Mosè fece ec. La sapienza e l'umiltà di Mosè spicca in questo fatto grandiosamente: egli ascolta il consiglio d'un uomo inferiore a se per tanti titoli, e conosentendo, che questi gli suggeriva il meglio, mette tosto in esecuzione i suoi suggerimenti.
18,25:Li costituì principi del popolo. L'Ebreo: li costituì principi del popolo, gli uni capi di mille, altri di cento, altri di cinquanta, altri di dieci uomini. Ed ecco tralle varie sposizioni di questa divisione fatta da Mosè, la sposizione, che sembrami più verisimile. Tutto il popolo era diviso nelle sue tribù; le tribù nelle grandi famiglie, dalle quali si diramavano tutte le case particolari, ciascheduna di questo grandi famiglie avea un capo chiamato principe di mille, qualunque fosse stato il numero delle persone, che entravano in quella famiglia: e questo principe di mille avea sotto di se degli uffiziali chiamati principi, ovvero capi di cento, di cinquanta, di dieci, a proporzione del numero delle case particolari, e delle persone, che da essi dipendevano, senza però, che anche questi nomi di principe di cento, principe di cinquanta, ec. debbano prendersi il rigore. Tutti questi uniti al primo capo detto di mille giudicavano tutto le piccole cause, che eran portate davanti ad essi, riserbando le più gravi a Mosè.