SCRUTATIO

Sabato, 5 settembre 2026 - Santa Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu) ( Letture di oggi)

Deuteronomium 32


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VULGATASacra Bibbia Garofalo
1 Audite, cæli, quæ loquor :
audiat terra verba oris mei.
1 Presti orecchio il cielo: io voglio parlare; ascolti la terra le parole della mia bocca!
2 Concrescat ut pluvia doctrina mea,
fluat ut ros eloquium meum,
quasi imber super herbam,
et quasi stillæ super gramina.
2 La mia dottrina discenda come la pioggia, la mia parola stilli come la rugiada, come la pioggerella sull’erbetta come un acquazzone sull’erba.
3 Quia nomen Domini invocabo :
date magnificentiam Deo nostro.
3 Poiché proclamo il nome di Jahvè: magnificate il nostro Dio!
4 Dei perfecta sunt opera,
et omnes viæ ejus judicia :
Deus fidelis, et absque ulla iniquitate,
justus et rectus.
4 Egli è la roccia: la sua opera è perfetta, poiché tutte le sue vie sono rettitudine. È un Dio fedele e senza iniquità, egli è giusto e retto.
5 Peccaverunt ei, et non filii ejus in sordibus :
generatio prava atque perversa.
5 Contro di lui prevaricarono, non sono suoi figli le loro tare, generazione infingarda e tortuosa.
6 Hæccine reddis Domino,
popule stulte et insipiens ?
numquid non ipse est pater tuus,
qui possedit te, et fecit, et creavit te ?
6 Così agisci con Jahvè, popolo insensato e insipiente? Non è forse tuo padre che ti ha creato? Non è lui che ti ha fatto e sostenuto?
7 Memento dierum antiquorum, cogita generationes singulas :
interroga patrem tuum,
et annuntiabit tibi :
majores tuos, et dicent tibi.
7 Ricorda i giorni lontani; considera gli anni di generazione in generazione; interroga tuo padre ed egli ti narrerà, i tuoi anziani e ti parleranno.
8 Quando dividebat Altissimus gentes,
quando separabat filios Adam,
constituit terminos populorum
juxta numerum filiorum Israël.
8 Quando l’Altissimo distribuiva alle nazioni la loro eredità, quando separava i figli dell’uomo, fissò i confini dei popoli in base al numero dei figli di Israele.
9 Pars autem Domini, populus ejus :
Jacob funiculus hæreditatis ejus.
9 Poiché parte di Jahvè è il suo popolo, Giacobbe è porzione della sua eredità.
10 Invenit eum in terra deserta,
in loco horroris, et vastæ solitudinis :
circumduxit eum, et docuit :
et custodivit quasi pupillam oculi sui.
10 Lo trovò in una terra deserta, nella solitudine ululante di un deserto; lo circondò, ebbe cura di lui, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi.
11 Sicut aquila provocans ad volandum pullos suos,
et super eos volitans,
expandit alas suas, et assumpsit eum,
atque portavit in humeris suis.
11 Come un’aquila che veglia sul suo nido, che aleggia sopra i suoi piccoli, egli allargò le ali, lo prese e lo portò sulle proprie penne.
12 Dominus solus dux ejus fuit,
et non erat cum eo deus alienus :
12 Soltanto Jahvè lo guidò, non c’era con lui alcun dio straniero.
13 constituit eum super excelsam terram,
ut comederet fructus agrorum :
ut sugeret mel de petra,
oleumque de saxo durissimo ;
13 Gli fece scavalcare le alture della terra, gli fece mangiare i prodotti dei campi, gli fece succhiare miele dalla rupe e olio dalla pietra di silice,
14 butyrum de armento, et lac de ovibus
cum adipe agnorum,
et arietum filiorum Basan : et hircos
cum medulla tritici,
et sanguinem uvæ biberet meracissimum.
14 latte di vacca coagulato e latte di pecora con grasso di agnelli e di arieti dei figli di Bashan e capri, con il grasso migliore del frumento, e sangue di grappolo, che bevi spumante.
15 Incrassatus est dilectus, et recalcitravit :
incrassatus, impinguatus, dilatatus,
dereliquit Deum factorem suum,
et recessit a Deo salutari suo.
15 Mangiò Giacobbe e si saziò; si ingrassò Jeshurun e tirò calci. Ti sei ingrassato, impinguato, impinzato. Abbandonò Dio che lo aveva fatto, disprezzò la roccia della sua salvezza.
16 Provocaverunt eum in diis alienis,
et in abominationibus ad iracundiam concitaverunt.
16 Con dèi stranieri ne provocarono la gelosia, con abomini lo irritarono.
17 Immolaverunt dæmoniis et non Deo,
diis quos ignorabant :
novi recentesque venerunt,
quos non coluerunt patres eorum :
17 Sacrificavano agli Shedim, che non sono dio, divinità che non conoscevano, nuove, venute da poco, che i vostri padri non hanno venerato.
18 Deum qui te genuit dereliquisti,
et oblitus es Domini creatoris tui.
18 Della roccia che ti ha generato fosti immemore, hai dimenticato Dio che per te soffrì le doglie.
19 Vidit Dominus, et ad iracundiam concitatus est :
quia provocaverunt eum filii sui et filiæ.
19 Jahvè vide e ne ebbe ribrezzo, poiché i suoi figli e le sue figlie lo hanno rattristato;
20 Et ait : Abscondam faciem meam ab eis,
et considerabo novissima eorum :
generatio enim perversa est,
et infideles filii.
20 e disse: «Nasconderò loro la mia faccia, vedrò quale sarà la loro ultima fine, poiché sono una generazione perversa, figli in cui non c’è fedeltà.
21 Ipsi me provocaverunt in eo qui non erat Deus,
et irritaverunt in vanitatibus suis :
et ego provocabo eos in eo qui non est populus,
et in gente stulta irritabo illos.
21 Con un non-dio hanno provocato la mia gelosia mi hanno rattristato con le loro evanescenze, io quindi con un non-popolo provocherò la loro gelosia, con una nazione insensata li rattristerò.
22 Ignis succensus est in furore meo,
et ardebit usque ad inferni novissima :
devorabitque terram cum germine suo,
et montium fundamenta comburet.
22 Un fuoco, infatti, scaturì dalla mia ira; brucerà fino in fondo allo Sheol; divorerà la terra e quanto essa produce, brucerà le fondamenta delle montagne.
23 Congregabo super eos mala,
et sagittas meas complebo in eis.
23 Accumulerò mali su di loro, esaurirò contro di loro le mie frecce:
24 Consumentur fame,
et devorabunt eos aves morsu amarissimo :
dentes bestiarum immittam in eos,
cum furore trahentium super terram, atque serpentium.
24 saranno smunti dalla fame, divorati dalla febbre e da distruzione amara; manderò contro di loro denti di bestie, con veleno di rettili.
25 Foris vastabit eos gladius,
et intus pavor,
juvenem simul ac virginem,
lactentem cum homine sene.
25 All’esterno li priverà di figli la spada, nell’interno il terrore: distruggerà il giovane e la vergine, il lattante e il canuto.
26 Dixi : Ubinam sunt ?
cessare faciam ex hominibus memoriam eorum.
26 Avrei detto: Li farò a pezzi, abolirò il loro ricordo tra gli uomini;
27 Sed propter iram inimicorum distuli :
ne forte superbirent hostes eorum,
et dicerent : Manus nostra excelsa,
et non Dominus, fecit hæc omnia.
27 se non temessi l’arroganza del nemico, affinché i loro avversari, ingannandosi, non dicano: È la nostra mano che prevalse, non è Jahvè che operò tutto questo».
28 Gens absque consilio est,
et sine prudentia.
28 Poiché essi sono una nazione sconsigliata, in loro non c’è discernimento.
29 Utinam saperent, et intelligerent,
ac novissima providerent.
29 Se fossero saggi comprenderebbero ciò, discernerebbero la loro ultima fine.
30 Quomodo persequatur unus mille,
et duo fugent decem millia ?
nonne ideo, quia Deus suus vendidit eos,
et Dominus conclusit illos ?
30 Come potrebbe uno inseguire mille, due mettere in fuga diecimila, se non perché la loro roccia li ha venduti e perché Jahvè li ha abbandonati?
31 Non enim est Deus noster ut dii eorum :
et inimici nostri sunt judices.
31 La loro roccia infatti non è come la nostra roccia: ne sono arbitri i nostri nemici.
32 De vinea Sodomorum, vinea eorum,
et de suburbanis Gomorrhæ :
uva eorum, uva fellis,
et botri amarissimi.
32 Dalle viti di Sodoma viene la loro vite e dalle piantagioni di Gomorra: la loro uva è uva velenosa, i loro grappoli sono amarissimi.
33 Fel draconum vinum eorum,
et venenum aspidum insanabile.
33 Tossico di serpenti è il loro vino, veleno violento di vipere.
34 Nonne hæc condita sunt apud me,
et signata in thesauris meis ?
34 Ciò non è forse conservato presso di me, sigillato nei miei scrigni?
35 Mea est ultio, et ego retribuam in tempore,
ut labatur pes eorum :
juxta est dies perditionis,
et adesse festinant tempora.
35 Vendetta e ricompensa sono mie, per il tempo in cui vacillerà il loro piede: vicino è, infatti, il giorno della loro calamità, precipita il loro destino futuro.
36 Judicabit Dominus populum suum,
et in servis suis miserebitur :
videbit quod infirmata sit manus,
et clausi quoque defecerunt,
residuique consumpti sunt.
36 Poiché Jahvè vendicherà il suo popolo, egli invece avrà pietà dei suoi servitori, quando vedrà mancare ogni forza, venir meno lo schiavo e il libero
37 Et dicet : Ubi sunt dii eorum,
in quibus habebant fiduciam ?
37 allora egli dirà: «Dove sono i suoi dèi? La roccia in cui cercarono rifugio?
38 de quorum victimis comedebant adipes,
et bibebant vinum libaminum :
surgant, et opitulentur vobis,
et in necessitate vos protegant.
38 Quelli che mangiavano il grasso dei suoi sacrifici, che bevevano il vino delle loro libazioni? Sorgano per aiutarvi, siano per voi quale rifugio.
39 Videte quod ego sim solus,
et non sit alius deus præter me :
ego occidam, et ego vivere faciam :
percutiam, et ego sanabo,
et non est qui de manu mea possit eruere.
39 Vedete, ora sono io, io lo sono, ma all’infuori di me non c’è altro Dio: io uccido e faccio vivere, ho ferito e sono io che guarisco; nessuno sfugge alla mia mano.
40 Levabo ad cælum manum meam,
et dicam : Vivo ego in æternum.
40 Poiché io alzo la mano fino al cielo e dico: Per la mia vita per sempre,
41 Si acuero ut fulgur gladium meum,
et arripuerit judicium manus mea :
reddam ultionem hostibus meis,
et his qui oderunt me retribuam.
41 quando avrò affilato la mia spada e la mia mano si accingerà al giudizio, allora farò vendetta dei miei avversari, ricompenserò coloro che mi odiano.
42 Inebriabo sagittas meas sanguine,
et gladius meus devorabit carnes ;
de cruore occisorum et de captivitate,
nudati inimicorum capitis.
42 Inebrierò di sangue le mie frecce, la mia spada divorerà la carne: sangue di uccisi e di prigionieri, crani dei capi del nemico».
43 Laudate, gentes, populum ejus,
quia sanguinem servorum suorum ulciscetur :
et vindictam retribuet in hostes eorum,
et propitius erit terræ populi sui.
43 O nazioni, giubilate per il suo popolo poiché egli vendicherà il sangue dei suoi servitori, farà vendetta dei suoi avversari, purificherà la sua terra e il suo popolo.
44 Venit ergo Moyses, et locutus est omnia verba cantici hujus in auribus populi, ipse et Josue filius Nun.44 Mosè venne con Giosuè figlio di Nun e recitò tutte le parole di questo cantico davanti al popolo: lui e Giosuè, figlio di Nun.
45 Complevitque omnes sermones istos, loquens ad universum Israël,45 Quando Mosè ebbe finito di recitare all’intero Israele tutte queste parole,
46 et dixit ad eos : Ponite corda vestra in omnia verba, quæ ego testificor vobis hodie : ut mandetis ea filiis vestris custodire et facere, et implere universa quæ scripta sunt legis hujus :46 disse loro: «Prestate attenzione a tutte le parole con cui oggi testimonio contro di voi, che dovrete prescrivere ai vostri figli affinché osservino e mettano in pratica tutte le parole di questa legge.
47 quia non incassum præcepta sunt vobis, sed ut singuli in eis viverent : quæ facientes longo perseveretis tempore in terra, ad quam, Jordane transmisso, ingredimini possidendam.47 Per voi infatti non si tratta di una parola senza significato, ma è la vostra vita. Per mezzo di questa parola prolungherete i giorni da passare sul Gila di cui, dopo aver attraversato il Giordano, state per prendere possesso».
48 Locutusque est Dominus ad Moysen in eadem die, dicens :48 In questo stesso giorno Jahvè disse a Mosè:
49 Ascende in montem istum Abarim, id est, transitum, in montem Nebo, qui est in terra Moab contra Jericho : et vide terram Chanaan, quam ego tradam filiis Israël obtinendam, et morere in monte.49 «Sali sulla montagna degli Abarim, sul monte Nebo che è nella terra di Moab di fronte a Gerico, guarda la terra di Canaan che io sto per dare in possesso ai figli di Israele
50 Quem conscendens jungeris populis tuis, sicut mortuus est Aaron frater tuus in monte Hor, et appositus populis suis :50 e muori sul monte su cui stai per salire; ti ricongiungerai Così ai tuoi antenati, come ai suoi antenati si ricongiunse Aronne tuo fratello che morì sul monte Hor.
51 quia prævaricati estis contra me in medio filiorum Israël ad aquas contradictionis in Cades deserti Sin : et non sanctificastis me inter filios Israël.51 Perché in mezzo ai figli di Israele, presso le acque di Meriba-Kadesh del deserto di Sin voi avete infranto la fede verso di me, non palesando la mia santità tra i figli di Israele.
52 E contra videbis terram, et non ingredieris in eam, quam ego dabo filiis Israël.52 Per questo vedrai la terra solo da lontano: non entrerai nella terra che sto per dare ai figli di Israele».